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È da metà marzo che aspetti questo momento, all’incirca da quando hai capito che il campionato te lo saresti giocato fino alla fine.

Poi il titolo l’hai vinto e hai gioito come non facevi da anni, forse anche perché sapevi che saresti tornato a giocare lì dove solo i più forti giocano.
Ripensi a quanto era fastidioso sentire quelli che ti urlavano Triplete oppure quegli altri che ti canzonavano dicendoti che giochi solo al giovedì; tu te ne andavi mesto a testa bassa sperando di rifarti nel weekend.

E invece quella rivincita sembrava non arrivare mai, fino a oggi.

 

Oggi quegli altri giocano al giovedì oppure non tirano in porta per tre partite di fila casalinghe, mentre tu sei pronto a tornarci nell’Europa che conta e lo fai dalla porta principale, contro i campioni in carica (non esattamente l’Anderlecht o il Trabzonspor).

È vero lo aspetti da tanto, ma non c’è niente che non conosci.
I territori più ardui li hai già solcati negli anni (Londra, Manchester, Monaco); molte volte sei riuscito a conquistarli (Madrid, Barcellona) ma ti hanno sempre detto che non sei adatto a questa competizione, insomma sei “tra le più forti ma non la più forte”.
Sei anche un po’ curioso di scoprire chi sarà il tuo nuovo condottiero sul campo, perché quello solito, purtroppo, non sarà più sui terreni avversi a guidarti. Ti servirà il meglio della tua squadra per poter vincere le difficoltà maggiori: la sicurezza di Gigi, la tenacia di Arturo, l’esperienza di Andrea, la “pazzia” di Mirko e la grinta di Antonio (e Massimo); insomma un mix di vera juventinità apparecchiato per un mercoledì europeo come quelli a cui non assistevi da anni.

 

E allora cosa fare? In qualunque ambiente sarai, studio, biblioteca, aula, casa o ufficio non fa differenza, inizierai a fare il conto alla rovescia, canticchiandoti la canzone d’apertura (che ormai saprai a memoria da quanto la pensi); alle 20.45 poi resetta tutto, stop alle emozioni, le squadre scendono in campo: non c’è morosa, moglie, amico, figlio o esame che tenga, tutto passa in secondo piano.

Mettiti comodo tifoso juventino, la Signora è tornata a casa.

 

 

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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