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mouLa rivalità fra Inghilterra e Francia nutre la storia di asprissimi conflitti, dalla Guerra dei Cent’anni fino alle campagne napoleoniche, ma questa volta non dovremo né aspettare tutto quel tempo e nemmeno cercare gloriosi generali, basteranno infatti centottanta minuti, mentre lo stratega Nelson vede in Mourinho un perfetto erede, e Bonaparte ha posato baionetta e feluca per affidarsi ai tacchetti e alle spalle di Ibrahimovic. Sarà uno scontro bellissimo quello fra PSG e Chelsea, dove ancor prima che il talento dei singoli verrà lo scacchiere tattico predisposto dai rispettivi allenatori. Inutile soffermarsi sulla ricerca delle motivazioni da parte delle due squadre: da una parte Mourinho, uno dei più grandi costruttori di sogni del mondo calcistico; dall’altra Ibra, Thiago Motta e Silva, Cavani: gente che se fosse per loro la stagione inizierebbe ad aprile per non perder tempo con partite inutili. Da un punto di vista strategico invece, c’è parecchio da dire, a cominciare dai parigini.

blancBlanc ha strutturato un solido 4-3-3, sostanzialmente tipico all’apparenza: terzini che spingono, centrocampisti tutto fare, due ali e un centravanti fisso. Ma c’è molto di più. Il dato interessante riguarda la ripartizione degli assist: dei 22 gol segnati dal PSG in questa edizione della Champions, solo 5 sono arrivati grazie alla rifinitura delle ali offensive, altrettanti attraverso palloni forniti dai terzini, mentre tutto il resto è stata farina uscita dal sacco del centrocampo; incredibilmente inoltre, lo stesso Ibrahimovic ha effettuato la bellezza di… zero assist. Decisamente non da lui, giocatore da sempre ammirato, oltre che per l’eccezionale dote realizzativa, anche in qualità di amante dell’ultimo passaggio. Queste statistiche spalancano finestre interessanti: il gioco del PSG si sviluppa sostanzialmente sulla verticale centrale del campo, con gli uomini di mezzo (Verratti, Matuidi, Thiago Motta) molto vicini all’area avversaria, tanto vicini da essere spesso proprio loro gli assistmen. In tutto questo, le ali (Cavani, Lavezzi e Lucas, a scelta) in realtà giocano molto centrali, più da attaccanti aggiunti che da esterni d’attacco veri e propri, così da fornire più alternative nella scelta dell’uomo da servire in area, e creando oltretutto superiorità numerica rispetto alle difese avversarie; le quali sono costrette quindi ad essere assistite da alcuni dei loro centrocampisti, lasciando però inevitabilmente i vari Matuidi, Verratti e Motta liberi di scegliere la giocata in serenità. In tutto questo, gli spazi laterali vengono coperti dai terzini nel frattempo saliti, così da offrire un ulteriore possibilità. Quella volpe di Blanc ha davvero fatto centro questa volta.

cavaniCome reagirà lo Special One? Con le armi migliori del suo Chelsea: solidità e ripartenze fulminanti. La cosà più importante sarà non lasciare il centrocampo in mano ai francesi. Ecco perché, vista la rodata coppia difensiva Terry – Cahill, in mezzo al campo sarebbe consigliabile schierare tre fra i vari Lampard, Willian, Luiz e Ramires, i quali darebbero una pluralità di garanzie: tenuta fisica, abilità di ripartenza (sia in termini di proposizione negli spazi sia come capacità di lancio) e la possibilità di un Luiz magari più arretrato del solito così da ottenere maggior copertura e permettere qualche sortita offensiva dei terzini, probabilmente Ivanovic e Azpilicueta. Uno schema del genere comporterebbe la rinuncia ai piedi fini di Oscar dietro le punte, ma mi pare un sacrificio del tutto legittimo. Del trio in avanti, senz’altro l’intoccabile Hazard, eccezionale nelle ripartenze; dall’altra parte il giusto indiziato potrebbe essere Schürrle, mentre davanti converrebbe puntare sull’affidabilità di Eto’o piuttosto che sul discontinuo Torres. Anche se… l’allettante ipotesi di vedere Hazard da un lato, Eto’o dall’altro come ai tempi dell’Inter, e Torres prima punta ha la sua suggestione, garantendo comunque un’ottima dose di peso offensivo nonostante il centrocampo di copertura descritto poc’anzi. Forse si tratta proprio solo di una suggestione, considerata la tenuta fisica del camerunense, non più quella dell’anno del Triplete nerazzurro. Ciò detto, queste ultime considerazione varranno esclusivamente per la partita di ritorno, visto l’infortunio dell’ultimo minuto occorso proprio ad Eto’o.

Certo è che con la massiccia dose di talento che vedremo in campo in questa sfida, tutte queste elucubrazioni potrebbero saltare per aria di fronte a una giocata del singolo. Lo vedremo, noi, i tifosi del Chelsea e del PSG, e Nelson e Napoleone, comodamente seduti lassù ciascuno immerso nel suo Brandy e nel suo Cognac.

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