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pepSulla carta, Manchester United – Bayern Monaco sarebbe una partita che nemmeno andrebbe giocata, per manifesta superiorità dei bavaresi. Difficile non essere d’accordo, visti gioco, risultati e forza psicologica delle due contendenti in questa stagione. Suona parecchio stonato parlare così di una squadra come lo United, solitamente spauracchio da evitare sempre e comunque, e invece mai come quest’anno auspicata avversaria per i quarti di Champions League. Ironia della sorte, la strada dei Red Devils è finita ad incrociare proprio quella delle Valchirie di Pep Guardiola, la cui sola vista preannuncia morte. Ma le divinità tedesche non sono segno di alcun Valhalla di eroi caduti, ma solo lo spettro dell’ennesimo fallimento stagionale per la squadra del pluribistrattato Moyes. Che diamine è successo in questi mesi al Manchester? La stessa rosa che l’anno scorso dominava la Premier e usciva immeritatamente dalla Champions per mano di quel diavolo di Mourinho, oggi sembra una scalcagnata marmaglia di vecchie glorie e cameo cinematografici, agli ordini di un confuso comandante scozzese, che del predecessore sembra aver solo la comune patria d’origine. Dall’altra parte, una corazzata di solidità tedesca e anima mediterranea, che coniuga prepotenza e finezza da sembrare quasi finti, quasi come se tutti, avversari compresi, fossero d’accordo nel recitare un copione che ha un solo protagonista e tante piccole comparse con il precipuo compito di finire male.

moyesSul piano dell’abitudine a certe partite, c’è uguaglianza totale: Lahm, Schweinsteiger, Robben, Ribery, così come Ferdinand, Vidic, Rooney, Van Persie, tutta gente che non soffrirebbe certo delle paure del primo giorno di scuola. Ma mentre i bavaresi declinano perfettamente l’idea con l’azione, quest’anno i diavoli rossi, anche quelli più rossi di tutti come coloro che ho appena citato, sembrano sbriciolarsi psicologicamente anche di fronte ai più innocui Stoke City e WBA di turno. Figurarsi cosa potrebbe succedere contro gli uomini di Guardiola. Vediamo un po’ cosa potrebbe accadere su un piano tattico. Il Bayern ha tutto il diritto di sbizzarirsi; con le consuete certezze in retroguardia, in mezzo al campo si può pensare a tutto, accoppiando Lahm, Schweinsteiger, Alcantara e Javi Martinez in ogni modo; il duo migliore sarebbe composto dai primi due, visto l’ipotizzabile controllo della linea mediana da parte dei tedeschi, così da assicurare una continua propulsione sia dinamica che tecnica al gioco offensivo, senza bisogno delle maniere “cortesi” di Martinez o della forse eccessiva leggerezza di Thiago. Oppure, perché no, tre di questi, avendo quindi un uomo in meno davanti, ma assicurandosi il pallino del gioco sempre e comunque. Robben e Ribery si staranno già gustando il delizioso spezzatino a base di Rafael ed Evra con cui banchetteranno in fascia, mentre in mezzo si può pensare al pivot Mandzukic, ma potrebbe essere interessante un’accoppiata Götze – Müller/Kroos (a scapito, come si diceva, di un uomo a centrocampo) per puntare tutto sulla velocità e sulla giocata nello stretto anche in area avversaria. Insomma, Pep ha davvero l’imbarazzo della scelta; l’opzione migliore sarebbe in mezzo al campo la coppia Lahm – Schweinsteiger, Robben e Ribery larghi e Götze con Müller in avanti, a sfruttare la lentezza di Ferdinand e Vidic.

giggsPer quanto riguarda lo United, i problemi sono innumerevoli: visto il calibro della partita, i centrali di difesa non possono che essere i già citati Ferdinand e Vidic, i quali però rischiano di venir travolti dalla velocità degli attaccanti tedeschi; in mezzo al campo si potrebbe di nuovo puntare, dopo la meravigliosa partita contro l’Olympiakos, su Giggs, ma francamente il dinamismo del centrocampo bavarese sconsiglia la presenza di un, seppur stratosferico, quarantenne. O per lo meno, è sconsigliata in un centrocampo a due interpreti: una buona mossa potrebbe essere giocare a tre in mezzo, con Giggs, Carrick e Cleverley, per quantomeno tentare di tenere testa al Bayern nella zona nevralgica, e lasciare le incombenze offensive al trio Welbeck – Rooney – Van Persie (anche se per quest’ultimo occorrerà un miracoloso recupero, almeno per il ritorno), giocatori comunque ancora capaci di ogni cosa, con i terzini rigorosamente bloccati per arginare, o almeno provarci, le folate avversarie.

È facilmente intuibile come questa partita venga ritenuta dall’esito scontato, con il Bayern a farla da padrone e il Manchester in un disperato tentativo di salvare almeno la faccia. Nella speranza (scarsa) che il calcio ci riservi l’ennesimo colpo di scena.

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