Juventus vs Cagliari - Campionato TIM Serie A 2009 2010 - Stadio Olimpico di Torino

Juventus vs Cagliari - Campionato TIM Serie A 2009 2010 - Stadio Olimpico di TorinoLe vicenda di Massimiliano Allegri e del suo probabile trasloco per la prossima stagione, nelle ultime settimane sta assumendo i contorni di una piccola soap opera.

Da quando, a settembre, il mister rossonero si è trovato a dover riorganizzare le macerie della sua vecchia squadra, i media e i tifosi hanno cominciato a guardarlo con una certa diffidenza, caldeggiando o per lo meno ipotizzando un imminente esonero a calci nel sedere, come se improvvisamente i superficiali dubbi sul suo reale valore avessero oscurato la memoria delle ultime due stagioni. Ho trovato parziale e ingiusto il trattamento riservato a inizio anno al tecnico livornese, un uomo che per due anni ha dimostrato eleganza e professionalità nel gestire uno spogliatoio pieno zeppo di veterani e di top players. Allegri ha lavorato con passione e grande intelligenza, ha tenuto testa a un manipolo di leggende, allenando gente come Ibra, Pirlo, Seedorf, Ronaldinho, Nesta, Thiago Silva e chi più ne ha più ne metta (esperienza che non molti possono vantare) e non ha mai mostrato nessun tipo di complesso di inferiorità nella reggia di Milanello pur provenendo dal calcio bucolico della Sardegna. Max ama il Milan, il Diavolo è stato un po’ il suo sogno americano e lui ha saputo dimostrarsi all’altezza. Due anni alle stelle, al volante di una squadra con un motore potentissimo, ma che ha saputo condurre con calma e personalità. Un inizio stagione alle stalle ed era facile convincersi che fosse allegri el shaarawycolpa sua. E invece Allegri ha vissuto la crisi rossonera come una sfida e ha portato al terzo posto una squadra che alle prime uscite metteva l’ansia anche ai tifosi occasionali.

Ma ora Allegri puzza di vecchio, bisogna cambiarlo. Non importa chi arriverà al suo posto.
Il gioco è bello se dura poco.
Grazie e arrivederci.

A mio parere Allegri quest’anno ha dimostrato anche agli scettici di essere un allenatore affidabile, uno a cui si potrebbe magnanimamente concedere di portare avanti un progetto. Io Max l’avrei tenuto stretto, o per lo meno non lo avrei trattato con l’insofferenza del Cavaliere e di buona parte del popolo rossonero. Se proprio se ne deve andare che sia una festa e che si saluti un grande milanista e un grande uomo.

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