de nicolao

Il più improbabile inizio di stagione della Legabasket italiana sta consacrando in testa alla classifica e con un ruolino di marcia fantasmagorico la Cimberio Varese di coach Frank Vitucci. Pubblichiamo di seguito la lettera di un tifoso varesino.

Caro direttore,

correva l’anno 1999 e l’allora Rooster Varese, guidata in panchina dal grande Charlie Recalcati e in campo meravigliosamente illuminata dal duo Pozzecco-Meneghin, metteva a ferro e fuoco i parquet italiani con prestazioni eccellenti di alto livello tecnico e spettacolare, arrivando a fine anno al tanto agognato scudetto della stella. Una squadra speciale con la spina dorsale italiana, oltre al Poz e al Menego c’erano De Pol e Galanda, ma incappata in una sconfitta alla sesta giornata d’andata.

Tredici anni dopo ci apprestiamo alla nona giornata e la Cimberio Varese, da tempo assente dalla nobiltà del basket italiano, conserva l’imbattibilità dopo aver battuto a Masnago tutte e tre le seconde in classifica (Sassari, Siena e Cantù). La partita con Sassari, soprattutto, ha mostrato effettivamente di che pasta è fatta questa squadra e solo l’ipotesi di paragonare questo gruppo con quello della stella è una “gioia da bere”.

Venendo a considerazioni più da campo. In primis si può notare come un team con un budget limitato, nullo se paragonato ai soldi di Milano e che aveva gli scorsi anni Siena, sia riuscito a formare una squadra di giovani e interessantissimi talenti italiani (come Polonara e De Nicolao) pronti a sfruttare l’esperienza lombarda come trampolino di lancio verso il grande basket europeo.

Inoltre con Vitucci il gioco è cambiato molto rispetto alle precedenti, e deludenti, stagioni. Infatti il coach ex-Avellino può puntare su giocatori con notevoli doti atletiche (Ere su tutti) e su un centro come Dunston capace di fare sentire sotto canestro la sua fisicità (era dai tempi di Santiago che non se ne vedeva uno così). Di conseguenza il gioco non è più perimetrale come quello della scorsa stagione, ed il tabù di «Varese che non concretizza da 2» viene sfatato con molti palloni giocati in area. La scorsa stagione ad esempio il gioco dei biancorossi era figlio del tiro dall’arco, il classico che quando entra godi ma quando non entra son dolori; quest’anno invece avendo molte soluzioni di gioco è difficile per le altre squadre prenderci le misure per difendere.

Il grande difetto resta quello di avere una squadra corta composta da 7/8 giocatori che alla lunga potrebbero crollare, mentre le altre “grandi” riescono a fare entrare nelle rotazioni base 10 giocatori gestendo bene fiato e gambe. Ma è un problema che si analizzerà in seguito, se verrà alla luce.

Comunque vada a finire, dopo un lunghissimo digiuno siamo finalmente tornati a sognare.

Mattia Campagner

Un altro modo di raccontare lo sport.

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