F1, GP d'Inghilterra 2014: il giovedì a Silverstone

Formula 1, Gp Giappone 2014: la GaraMancavano sette giri al termine del gran premio di Suzuka, ancora sette giri di una turbolenta gara che vedeva il duo Mercedes accingersi a tagliare il traguardo portando a casa l’ennesima doppietta di questa stagione, e la Ferrari affogare sempre di più nei suoi limiti e nelle sue incertezze. La corsa di li a poco sarebbe finita, giungendo il momento dei mille processi che caratterizzano ogni post-corsa, per poi lasciarci tutto alle spalle in attesa della prossima tappa. E invece no. In quegli ultimi, maledettissimi, giri è avvenuto ciò a cui nessuno vorrebbe mai assistere, ciò che sappiamo che può accadere da un momento all’altro ma che allontaniamo dalla nostra mente come un incubo notturno. Jules Bianchi, a bordo della sua Marussia, ha perso il controllo della monoposto finendo fuori alla curva sette; un normale incidente di gara, come ne accadono tanti nelle corse sotto la pioggia, ma che ha visto il destino e forse la negligenza umana, giocare un brutto scherzo al pilota transalpino, che è finito sotto la gru che stava rimuovendo la Sauber di Adrian Sutil terminata poco prima fuori nel solito punto. Eppure, inizialmente, nessuno si era reso conto, almeno da casa, di quanto era accaduto. Poi i visi tesi dei meccanici della scuderia Russa e le prime voci dal paddock: il termine della gara non era stato dato solo a causa della forte pioggia.

Chi sceglie di fare il pilota sa che il rischio è all’ordine del giorno e che la vicinanza alla morte è più breve che mai, ma in una Formula 1 come quella attuale, che ha fatto della sicurezza la base del suo mondo (ricordiamo che l’ultima vittima in una corsa è stato Ayrton Senna, l’oramai tristemente noto 1 maggio 1994, a Imola), quanto è avvenuto domenica 5 ottobre è del tutto inaccettabile. È Inaccettabile perché quando una monoposto va a sbattere e si è costretti a far intervenire gli steward per rimuoverla, come nel caso già citato di Sutil, la Direzione gara HA l’obbligo di far entrare la saefty car in modo tale da permettere che le azioni in questione avvengano nella totale sicurezza; e non mi si venga a dire che il regolamento prevede in questi casi il semplice sventolamento delle bandiere gialle poiché non c’erano detriti in pista, in quanto se è vero che esistono delle regole è necessario che esse vengano applicate anche con una grande dose di buon senso. Se consideriamo anche la forte pioggia e le caratteristiche del circuito, che qualcuno ha preso la decisione sbagliata in quella situazione è, purtroppo, evidente. Non intendo cadere nel gioco di chi vuole dare la colpa a Tizio, Caio o Sempronio, poiché riconosco che la tragedia sia frutto di una concatenazione di sfortunati eventi, ma che ci sia stata della negligenza da parte della Direzione gara è innegabile e il responsabile dovrebbe avere la decenza di fare un passo indietro. Possibilmente di sua spontanea volontà.

GP Italia F1 2014, venerdì pre garaLa tensione in queste ore è tanta. Il ragazzo, nato a Nizza ma originario di Milano, è stato trasportato subito dopo il terribile schianto al Mie General Hospital di Yokkiachi, dove versa tuttora in situazioni critiche, seppur stabili (stando almeno alle ultime notizie). Ha subito ben due operazioni e le prossime ore saranno fondamentali per la lotta alla vita di Bianchi. Chi lavora all’interno del circus lo racconta come un ragazzo sempre molto educato e disponibile, che ha dovuto faticare e non poco per arrivare in Formula 1, giungendovi solo lo scorso anno dopo una gavetta che lo ha visto trionfare nel 2007 al campionato di Formula Renault e nel 2009 nella F3 Euroseries. Jules non è il classico predestinato, il pilota che presenta fin da subito le stigmate del campione che raggiungerà grandi traguardi, ma nonostante ciò è cresciuto pian piano nelle serie minori, con alti e bassi, salendo alla ribalta solo nel 2009, quando entrò nella Driver’s Accademy di Maranello e, di conseguenza, nell’orbita Ferrari, tanto che, proprio nelle ultime settimane, era divenuto uno dei protagonisti del mercato piloti messo in atto dall’addio di Fernando Alonso alla guida della Rossa e da quello di Vettel alla Red Bull.

Purtroppo Jules Bianchi è l’ennesima vittima di uno scherzo beffardo del destino, che nel suo cammino inarrestabile non guarda in faccia niente e nessuno e ti fa passare dalle stelle alle stalle, da un sogno a un incubo, senza che tu neanche te ne accorga. A tutti noi non resta che aggregarci a quanti hanno già espresso la loro vicinanza a Jules e alla sua famiglia, augurandoci che si riprenda per rivederlo presto sorridente e, perché no, sfrecciare ancora nei circuiti di tutto il mondo.

À bientot Jules…

facebook-profile-picture

@Thommy_Serafini

3 Commenti a “Une prière pour Jules Bianchi

Rispondi