Juventus - Napoli

download (2)Nelle ultime due giornate la vetta della classifica si è visibilmente accorciata visto che Roma e Napoli, con due vittorie consecutive, si sono giocate al meglio le loro carte, rosicchiando qualche punto alla capolista Juventus. I bianconeri, che tra le mura di San Siro hanno perso nuovamente la trebisonda, capitolando per 1-0 contro il Milan di Montella, si ritrovano adesso nel mirino di giallorossi e partenopei. I primi vincono e convincono, trascinati dal proprio numero nove Edin Dzeko che, con tre gol nelle ultime due partite, si ritrova ora in solitaria a guidare la classifica marcatori. Un’escalation di prestazioni che l’hanno visto migliorare giornata dopo giornata e ripagando la fiducia di Spalletti, nonostante un avvio di stagione molto complicato. Poi, imboccato dalle palle deliziose di capitan Totti, il ragazzotto bosniaco di 1.93 ha ripreso vigore e sempre più confidenza con ciò che ha sempre saputo fare meglio: il gol. Per una squadra che punta a vincere lo scudetto, o quanto meno alle prime posizioni di classifica, avere un attaccante da almeno 20 gol è fondamentale. Proprio per questo motivo ora la Roma pare la squadra più accreditata ad essere l’anti-Juve; e sarà proprio questa giornata a poterlo decretare.

downloadSì perché, mentre la compagine giallorossa si appresta ad invadere Empoli che, a proposito di gol, non sa più a quale santo rivolgersi, il Napoli andrà a Torino. E se la Roma può comodamente contare sul suo bomber ritrovato, i napoletani orfani di Milik e Gabbiadini punteranno ancora una volta sulla verve di Dries Mertens che agirà da “falso nueve” dove, proprio contro l’Empoli, ha dato segnali molto positivi. Un conto però è la difesa dell’Empoli, un altro sarà affrontare la BBC, con un Chiellini ritrovato e reduce da una grande doppietta contro la Samp. Chissà però che un attacco senza riferimenti possa creare più insidie ad una difesa che fa dell’uno contro uno la sua arma migliore. E se pensiamo all’anno scorso, lo stesso Higuain venne praticamente annichilito dallo strapotere fisico dei tre marcatori bianconeri. Per giunta il Pipita se lo ritroveranno pure contro e affamato di gol come non mai. Sì perché l’argentino non segna dal 2 ottobre e, per la legge dei grandi numeri, la prossima vittima potrebbe proprio essere la sua ex squadra. Detto questo, se il Napoli vorrà rimanere in corsa per il campionato dovrà pensare a tutto fuorché al tradimento subito in estate da Higuain, e prepararsi a vivere novanta minuti elettrizzanti, perché la Juventus vista contro la Sampdoria pare essersi lasciata alle spalle la sconfitta di San Siro ed aver ritrovato la vecchia mentalità, grazie anche al rientro di un leader indiscusso come Claudio Marchisio.

intertoroA proposito di leadership, come non parlare di Mauro Icardi che, con la doppietta contro il Torino, ha rimesso molte cose al loro posto; perché l’Inter senza di lui, il suo capitano, non può andare molto lontano. E di questo Zanetti e Ausilio, che dopo il calderone scoppiato intorno all’autobiografia del giocatore l’avevano crocifisso senza indugi, se ne faranno una ragione. Probabilmente, dopo essersi fatti due calcoli con la percentuale dei gol segnati dal giocatore e la situazione attuale dei nerazzurri, hanno recepito il messaggio, e della punizione paventata dai due “giustizieri della notte” dopo la gara contro il Cagliari non ve n’è più stata nemmeno l’ombra. Di certo il tecnico De Boer, sicuro del posto come uno stagista a fine contratto, si tiene ben stretto il suo capitano, tant’è che nel dopo partita di mercoledì l’ha ribadito davanti ai microfoni: “Icardi è un esempio per tutti”. Chi invece probabilmente non si terrebbe poi tanto stretto il tecnico olandese sono quelli della retroguardia nerazzurra, come si è potuto evincere dalle parole rilasciate a Bergamo dal nostalgico Miranda che “forse è meglio tornare come ai tempi di Mancini, quando l’Inter non subiva gol”; e dal portiere Handanovic che col Torino, sfinito dalla continua chiamata agli straordinari, alla domanda “siete tutti con il tecnico?” ha risposto prendendola un pochino larga: “Penso al mio, io faccio il portiere. La società pensa a cosa vuole fare: bisogna valutare bene il progetto, pensare a quello e a cosa si vede in campo. Penso che oggi qualcosa si è visto.” Insomma né un Sì né un No, non proprio un tipo da referendum il buon Samir. Ed è proprio in questo costante clima di incertezza che in casa Inter si sta preparando la trasferta di Genova contro la Sampdoria che, dalla sbornia post derby vinto contro il Genoa, si è risvegliata coi i più classici quattro schiaffoni presi dalla Juventus. Forse, da quel che si è visto allo Stadium, anche stavolta il nino Icardi dovrebbe farcela da solo. Facile.

download (1)Sull’altra sponda del naviglio, l’ambiente rossonero si aspetta subito un segnale di ripresa dopo la roboante sconfitta contro il Genoa del rientrante Pavoletti. E quale avversario più indicato del Pescara degli ex Oddo e Aquilani per ricomporre il filotto delle cinque vittorie consecutive? Nessuno. Certo l’assenza di Paletta (“in versione Franco Baresi”, facciamo Stam, ve beh andiamo avanti che dopo perde la testa entrando in maniera scriteriata sulle gambe degli avversari) si farà sentire ma contro il (non) attacco del Pescara il coriaceo Romagnoli, la cui valutazione attuale si aggira intorno ai 50 milioni, dovrebbe cavarsela da solo senza cascare in terra alla prima finta di Manaj…che dite?

Juric-630x410Passiamo ad Atalanta-Genoa, una sfida carica di contenuti, che sarà indubbiamente il piatto forte della domenica di Serie A, e lo sarà per molte ragioni. Una su tutte la sfida nella sfida fra il maestro e l’allievo che sostituisce il maestro ma, al momento, non lo supera. No, non stiamo ancora parlando dell’ormai noto Alberto Corradi, vice di Juric, ed ex insegnante di Lettere, bensì di Giampiero Gasperini e Ivan Juric che per anni è stato baluardo del centrocampo del Genoa di Gasp, poi suo collaboratore e quest’anno chiamato a sostituirlo in via definitiva sulla panchina del Grifone. Entrambi i tecnici stanno disputando un campionato positivo, potendo contare su due squadre che godono di ottima salute, costituite da un gruppo solido, giovane e molto volenteroso, coadiuvato da una precisa idea di gioco. Juric, oltre alla squadra, ha ereditato molto dal suo predecessore: il 3-4-3 ma soprattutto lo spirito, nonostante l’inserimento di qualche nuova pedina. Anzi a dir la verità, la fase difensiva, classico tallone d’Achille di una squadra solitamente votata all’attacco, è nettamente migliorata e, ad oggi, è una delle migliori del campionato.

download (3)Gasperini dal canto suo è ripartito da zero, con dei colori che in passato non gli avevano portato troppa fortuna (vedi Inter). Eppure dopo le diffidenze iniziali da parte di una squadra e di un ambiente, quello bergamasco, che per antonomasia è da sempre l’espressione del più concreto 4-4-2, ha imposto la sua filosofia di gioco contando molto anche sulla volontà e lo spirito di sacrificio di quattro canterani atalantini come Conti, Caldara, Gagliardini e Kessie. Il crocevia della stagione per il tecnico di Grugliasco è stata la partita contro il Napoli del 2 ottobre, quando lanciò senza timore proprio Caldara e Gagliardini (classe ’94) che furono autori di una partita impeccabile vinta per 1-0 con gol di Petagna (classe ’95) al quale Gasp ha praticamente affidato le chiavi dell’attacco nerazzurro. Da lì in avanti l’Atalanta ha collezionato la bellezza di tre vittorie e un pareggio, una striscia positiva che sarà davvero difficile da interrompere. Ma Ivan Juric, da buon allievo, starà preparando l’esame di Bergamo in ogni minimo dettaglio; perché lui sa che il suo maestro sa essere molto ma molto esigente.

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