Presentazione Calendario Serie B bwin 2010 - 2011

Presentazione Calendario Serie B bwin 2010 - 2011Per fare certe cose è meglio partire dal piccolo, per poi, piano piano, allargarsi e, come si suol dire, fare le cose in grande. Se poi, la cosa da fare in grande, è la rivoluzione di una delle maggiori, più potenti, più economicamente preponderanti e più seguite industrie italiane, le cose si complicano ancora di più ed i tempi si allungano a dismisura. Ecco perchè la rivoluzione che ha varato il Presidente della Lega Serie B Andrea Abodi, pochi giorni fa, è una rivoluzione titanica nella sua piccolezza. Ossimoro? Assolutamente no, perchè la rivoluzione c’è tutta, anche se convincere Ascoli e Virtus Lanciano a riformare il sistema è molto più semplice che convincere Milan, Inter e Juventus, ed è qui che sta la piccolezza, se mi passate il termine, dell’innovazione.

Era il maggio 2009 quando, con una decisione storica, e presa però un po’ da tutti sotto gamba, la Lega di Serie A, quella dei potenti ed arroganti mecenati dell’italico pallone, si divise dalla Lega di Serie B, la palla al piede economica, si diceva, di un sistema che non poteva più sopportare certi costi e certe diseconomie della seconda divisione calcistica italiana. Una scissione voluta per rilanciare il gioco e le casse delle nostre grandi. Ed invece, a trarne i maggiori benefici, è stata proprio la nuova B, quella lungimirante ed intelligente che Abodi, in questi anni, ha saputo sapientemente guidare ed amministrare. Ed oggi, alla fine di un triennio da single, la Serie B arriva ad essere una vera fucina di idee e cambiamenti. Il Presidente, esperto di economia, ma soprattutto di marketing, negli anni ha saputo rilanciare l’immagine di un campionato morto, piatto, senza interesse. Nel 2006 la presenza di Juventus, Napoli e Genoa nella serie cadetta aveva riacceso i riflettori su questo angolo di calcio nostrano, riflettori però stupidamente rispenti appena la stagione successiva, senza che nessuno protestasse, come se fosse la cosa più logica, un evento ineluttabile. Cazzate. Grazie allo scisma della A dalla B, il campionato cadetto è stato costretto a cercare nuovi introiti, nuovi sbocchi di pubblico. Senza i soldi che cadevano dalla grande locomotiva di A, le squadre della serie inferiore sono state costrette a mettere da parte individualismi e pensare insieme, negli uffici sapientemente guidati, a nuove strade da percorrere. Ecco quindi, nell’estate nel 2011, l’accordo con la casa di scommesse Bwin, che porta denari freschi per tutti, ed un rilancio in termini di visibilità niente male grazie agli accordi con Sky. Il progetto funziona, soprattutto perchè alla base c’è la volontà di fare progetti a lungo termine.

sassuolo serie bLe due riforme varate pochi giorni fa, quindi, non sono altro che l’inevitabile e piacevole conseguenza di una capacità di programmazione decisamente fuori dagli schemi italiani, dove ogni qualvolta qualcuno decide di fare qualcosa di buono, improvvisamente, in dieci si svegliano per tentare di neutralizzare la buona vena altrui. Questa volta il sabotaggio burocratico non è andato a buon fine: i 22 club della Lega di B si sono accordati senza troppi strombazzamenti sul “tetto ingaggi” e su un progetto giovani molto interessante. Ma andiamo con ordine. Il “tetto ingaggi”, da molti impropriamente definito salary cap, non c’entra un bel niente con quello ben più famoso dell’NBA. L’idea, semplicemente, è quella di omogeneizzare gli stipendi dei calciatori militanti nella serie cadetta, ponendo un tetto di pagamento a 300.000 €, di cui 150.000 € di parte fissa e l’altra metà invece in bonus legati alle prestazioni del singolo e della squadra. I club, fintantoché pagheranno un proprio tesserato in questo range, avranno accesso anche ai contributi che arrivano direttamente dalla Lega. Se poi, per propria scelta, una squadra deciderà di pagare un calciatore 1 milione di € l’anno, i 700.000 € eccedenti il tetto saranno interamente a spese del club, con un risparmio per la Lega, che non dovrà più sborsare soldi per pagare i capricci di certi calciatori e le scelte di alcuni dirigenti. I soldi così risparmiati saranno equamente divisi tra i club in regola per il 50%, ed il restante 50% sarà investito in una implementazione delle infrastrutture e dei settori giovanili. Ciò porterà ad un risparmio complessivo stimato intorno al 25% delle spese attuali. Mica male in periodi di crisi. Tutto questo varrà per tutti i contratti siglati da questo momento in poi, mentre quelli in vigore rimarranno sottoposti al precedente regime.

serie bwin pescara campioneLa seconda riforma invece, meno economica ma certamente altrettanto importante, riguarda i giovani under 21 militanti in Serie B. Già adesso moltissimi calciatori della serie cadetta sono giovani ragazzi, tantissimi in prestito da squadre di A, altri invece pronti a mettersi in luce per riuscire a realizzare i propri sogni, ma dall’anno prossimo ciò diventerà routine: sull’intera rosa, infatti, nella stagione 2013/2014, soltanto 22 giocatori possono eccedere i 21 anni di età e dalla stagione 2014/2015 il numero si abbasserà a 20. Ciò porterà tutti i club non soltanto a cercare giovani pronti a crescere in B, ma anche a sviluppare con maggiore attenzione la Primavera, costosa certamente, ma in grado di fruttare molto più di un contratto per diritti tv col passare degli anni.

Abodi, con questa piccola grande rivoluzione, ha saputo mettere la ciliegina sulla torta di una gestione,. fino a questo momento, perfetta della sua azienda. La Serie B, pardòn, Bwin, non è più soltanto un campionato interessante da vedere e da gustarsi, ma anche un modello da prendere da esempio. Chiaramente pensare ad un tetto ingaggi in Serie A è impossibile, non sarebbe la strada corretta da intraprendere (a meno che non si parli di una riforma che investa tutto il panorama europeo, ma è fantascienza), ma certamente il messaggio che la piccola B ha saputo dare alla grande A è un messaggio forte. Purtroppo troppi culi sono saldamente attaccati alle attuali poltrone della Lega per poter pensare che qualcosa di possa fare a stretto giro di boa, ma già il fatto che, pochi mesi fa, Inter e Juventus caldeggiarono fortemente un cambio di rotta alla guida della Lega, supportando la possibile candidatura proprio dello stesso Abodi, è qualcosa di positivo. Prendere esempio dev’essere, adesso, il principale obiettivo della grande, ma immatura, Serie A. Sarà anche una rivoluzione di Serie B, ma di certo non di seconda categoria.

facebook-profile-picture

Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Rispondi