pirlo matri vidal

Caro direttore,

 

Volevo scriverle il mio parere sulla partita Juve-Roma di ieri sera, soprattutto dopo aver letto il giudizio, che reputo un po’ di parte, del signor Cialtron.

Certo anche il mio giudizio potrà apparire di parte, e diversamente non potrebbe essere a causa della fede che mi lega alla squadra più titolata d’Italia.

 

Ieri sera ho visto la migliore Juventus degli ultimi due anni, soprattutto nel primo tempo: tanta corsa, fraseggio senza mai buttare via un pallone (ogni tanto Leonardo mi hai fatto urlare), lanci lunghi all’occorrenza per scavalcare la difesa avversaria, e attaccanti che tornano a recuperare la palla fino alla difesa (Mirko anche se il gol non è arrivato sei sempre più fondamentale).

I ragazzi di Zeman, invece, hanno commesso tantissimi errori, e lì dietro il problema non è stato solo della coppia centrale Burdisso-Castan come sostiene Cialtron, ma anche del povero Taddei incapace di marcare Matri e di fermare tutte le incursioni del principino (ma quanto corre!) Marchisio. Il dato che ci aiuta di più sono i quattro gialli in soli 25 minuti presi da tutti e quattro i componenti della difesa.

 

Anche il centrocampo dei lupacchiotti non è stato certamente dei migliori. Come affermava Miozzari nelle pagelle di Chelsea-Juve tutti sanno che per battere, o almeno provarci, la Juve devi marcare a uomo Pirlo;  ecco, ieri Andrea aveva sempre almeno venti metri di spazio, mai un uomo che si staccasse per pressarlo.  Il risultato: 11 lanci, 2 assist e un gol.

Tachtsidis non capiva niente e sembrava essere totalmente succube del fraseggio juventino, De Rossi ha fatto la figura del novellino, totalmente schiacciato da quel centrocampista fenomenale che è Claudio.

Degli attaccanti non mi sento di dire nulla, la partita di ieri sera parla da sé.

 

Insomma, ieri una squadra ha giocato a calcio, l’altra è rimasta a guardare, forse troppo presuntuosa e piena di sé per la mentalità che il suo allenatore le sta comunicando.

L’ultima parola va a Bobby: è troppo facile spostare l’attenzione dagli sconfitti ai vincitori e anziché considerare gli errori in campo denunciare un comportamento etico e morale scritto in chissà quale codice.

E per la cronaca il gol di Turone fu annullato perché l’arbitro Bergamo si fidò ciecamente del fido guardalinee Sancini, e a fine partita anche Dino Viola si complimentò con loro.

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