Atletico-Real reuters

Estadio da Luz reutersQualche settimana fa i miei genitori sono stati a Madrid. Ne parlano come di una metropoli elegante, molto vivibile,perfettamente integrata con la realtà europea. Madrid oggi è la capitale di una parte d’Europa. Non quella del Parlamento, bensì di quella del pallone. L’Atletico è pronto ad infrangere il sogno della Casa Blanca di arrivare alla decima, un titolo che non appartiene a nessuno nel panorama footballistico del vecchio continente. Il paradiso calcistico dell’Estadio da Luz farà da sfondo alla prima stracittadina della storia che andrà ad assegnare la Champions League 2014.

Il 2013/2014 non è stato solo l’anno dell’ascesa al potere calcistico madridista, ma anche del ritorno dell’hip hop sulla scena musicale mondiale. Era da tempi della golden age che questo genere non suscitava tanto interesse mediatico, così come era dai tempi di Aragonés che avevamo perso le tracce dell’Atletico dall’atlante del calcio. Abbiamo deciso di provare a fondere due realtà apparentemente così distanti, di provare a rendere il calcio musica e, soprattutto, la musica calcio. Perché anche la partita più attesa dell’anno ha una sua colonna sonora.

HALA MADRID, ADESSO O MAI PIU’ – Dev’essere adesso, o non sarà mai più. Intendiamoci: al Real potrà ricapitare di giocarsi una finale, magari vincerà la Champions altre volte, ma l’occasione, quest’occasione, è troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Alzare la decima in faccia ai rivali cittadini, nell’anno della disfatta blaugrana, dopo aver disintegrato il Bayern Monaco di Guardiola in semifinale? No, non succederà più. Come cantano Kendrick Lamar e l’eterna Mary J. Blidge in “Now Or Never”, traccia bonus dello straordinario album del rapper di Compton, “I know it’s my time, and it’s now or never”. È l’occasione per dimostrare che i 100 milioni spesi per Bale sono serviti a qualcosa, l’occasione per CR7 di vincere Pallone d’Oro e Champions mentre il suo nemico etico-calcistico stenta, l’occasione per Ancelotti di confermarsi incredibile animale da Champions.

Sappiamo che è il loro tempo. Tutto in una notte, adesso o mai più.

PARTENDO DA CARABANCHEL, SIAMO QUI – “Started from the bottom, now the whole team here” canta Drake in quello che è stato uno dei ritornelli dell’anno, contenuto in un album tra i migliori del biennio hip hop, quel “Nothing Was The Same” rivincita musicale del rapper canadese. Di rivincite se ne intendono anche l’Atletico Madrid, il Cholo Diego Simeone, il presidente Cerezo e tutti i tifosi colchoneros. Quante speranze avevano di essere qui oggi, quando tutto è iniziato due anni fa? Hanno rigenerato calciatori come Diego, Arda Turan e Tiago, giocatori che sembravano perduti nel limbo della mediocrità calcistica. Hanno saputo sostituire uno degli attaccanti più pericolosi al mondo valorizzando chi, come Diego Costa, ha girato mezza Spagna prima di tornare a brillare nella capitale. Hanno vinto il campionato, rompendo l’egemonia catalana ed il binomio blanco-blaugrana.

Sono partiti dal basso, dal quartiere popolare di Carabanchel, ma adesso tutto l’Atletico è qui, pronto per la finale. Pare proprio che Drake canti per loro.

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