Italia d'argento

La medaglia d’argento è l’epilogo di una scalata verso una vetta che per l’Italia di Berruto rimane ancora troppo alta. Savani e compagni devono cedere ad un’immensa Russia, troppo grossa con i suoi centrali a muro (i 218 cm di Muserskij sono devastanti), aggressiva in battuta e incredibile in difesa, troppo forte per essere scalfita dai tentativi italiani che si sono definitivamente arresi al 4° set. Ma insomma, sempre di argento si tratta e, oltretutto, dietro ai campioni Olimpici di Londra 2012.

Vettori in cieloL’Italia, infatti, non può che essere orgogliosa del proprio cammino. Berruto ha spremuto i suoi ragazzi dall’inizio alla fine, ricorrendo a  formazioni diverse quasi in ogni match a causa dei continui infortuni. È proprio in queste situazioni, però, che l’Italia si è dimostrata grande: le assenze alterne di Savani, Birarelli, Kovar e Parodi hanno dato spazio ai nuovi volti della pallavolo italiana, che si sono dimostrati all’altezza dell’impegno, inserendosi nel sestetto di partenza e dimostrando da subito un buon gioco. In primis l’elogio va a Thomas Beretta (1988) e a Matteo Piano (1990), che l’anno scorso hanno militato in A2 e che sono stati chiamati a scendere in campo come titolari già nella prima gara contro la Bielorussia. Ma colui che ha lasciato tutti i tifosi a bocca aperta è senz’altro Luca Vettori, classe 1991, giovane opposto di Piacenza. Vince il premio di miglior realizzatore del torneo, al termine dell’ennesima prestazione superlativa. Ha ancora il volto da ragazzino, ma, allo stesso tempo, ha già la voglia e la determinazione che solo un veterano si pensava potesse avere. 199 cm di talento, eleganza ed umiltà. Aveva già dato prova di sé nei play off di campionato, ma è qui in Danimarca che c’è stata la sua consacrazione.

Non sono solo le novità che ci fanno ben sperare per il futuro; arrivano parecchie conferme, anche dai “sempreverdi” senatori: Birarelli (Bira e ammira!), autore di ottime prestazioni, si dimostra sempre più una colonna portante di questa squadra, così come fondamentale è stato Mister P (Parodi) in ricezione, permettendo a Travica la gestione di un gioco veloce, pulito e, a tratti, veramente di alto livello, anche contro la Russia. Zaytsev, inoltre, arricchisce il suo palmares con il premio di best-server della manifestazione.

Esultanza ItaliaUna nazionale dal volto nuovo, insomma, (ben 8 gli innesti rispetto a Londra 2012), giovane e già competitiva, che si guadagna l’argento europeo, cadendo con il Belgio e rialzandosi contro Olanda e Finlandia, dimostrando di essere squadra contro la Bulgaria e inchinandosi alla Russia. «Abbiamo una squadra che non è ancora al massimo della sua maturazione e questo naturalmente mi fa pensare che possiamo fare ancora meglio; la Russia ha dimostrato di essere a tratti una squadra travolgente. Noi ancora non siamo riusciti a colorare d’oro queste medaglie che continuiamo a collezionare», commenta Berruto. E questa medaglia sa di un «argento vinto», come ricorda il Bira, che ci qualifica direttamente ai mondiali 2014. A questo punto, le premesse per diventare grandi ci sono tutte, la voglia di sognare anche. Orgogliosi di questi ragazzi, lasciamo Copenaghen consapevoli di un futuro ancora tutto da scoprire e del fatto che, a quanto pare,  il meglio deve ancora venire.

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