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Caro direttore,

le scrivo riguardo ad un tema che sta già facendo discutere e, senza dubbio, farà discutere anche in questo spazio che lei gentilmente mi ha concesso. Sto parlando della disparità di trattamento che i quotidiani sportivi riservano alle squadre di serie A. Mi spiego meglio.

Sono stati pubblicati due striscioni orrendi nelle ultime due partite che vedevano protagoniste la Juventus; il primo da parte dei tifosi rossoneri durante il big match di settimana scorsa, “Felix, 36 km di volo e muro del suono rotto, ma mai spettacolare come il volo di Pessotto”; il secondo sabato durante il derby della Mole, “Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto”, da parte dei supporters bianconeri.

Da ignorante in materia, mi chiedo perché questi due gesti, gravi uguali, siano stati trattati in modo differente da parte di un quotidiano sportivo italiano (e non locale, che potrebbe essere un’attenuante) di Torino. Sto parlando ovviamente di Tuttosport. Infatti, dopo lo striscione di domenica scorsa il giornalista di Tuttosport Guido Vaciago condannava giustamente il gesto dei tifosi rossoneri, facendosi delle giustissime domande riguardo la sicurezza dello stadio San Siro, e mettendo in forte dubbio la credibilità del famigerato “controllo preventivo degli striscioni”, concludendo con la frase “le misteriose strade dell’imbecillità”. Nulla da eccepire, articolo giusto e episodi da condannare a prescindere dalla fede calcistica.

O forse invece no, forse per il quotidiano di Torino non vale questa teoria dettata dall’intelligenza della persona. Infatti nessun articolo, nessun riferimento, allo striscione vergognoso esposto dalla curva bianconera durante il derby. Solo ventiquattr’ore dopo è stata ripresa una nota Ansa con il quale si riportano le parole di Agnelli che condanna il gesto, ma precisando che l’ammenda del Torino è stata maggiore di quella della Juve, quasi come a volersi scrollare di dosso le responsabilità. Bene, signor Vaciago, perché non è intervenuto anche in questo caso? Perché non mette in dubbio i controlli allo Juventus Stadium? Guarda caso è il primo stadio di proprietà (e nessuno in questa situazione l’ha sottolineato), e quello che succede dentro è totalmente a carico della Juve. Mi chiedo, un giornale non dovrebbe riportare tutte le notizie? Magari si può sbilanciare da una parte o dall’altra (riconosco che la Gazzetta è filo-milanesi), però in questo caso non si tratta di un gol in fuorigioco, o di un’espulsione mancata. Non stiamo parlando di un blog sportivo, ma del terzo giornale sportivo d’Italia (per fortuna il terzo su tre). Lei che idea si è fatto?

Francesco

Carissimo Francesco,
la questione che lei mette in luce è molto interessante. Ma allo stesso tempo credo che la lettura che lei fa dei fatti riportati sia troppo semplicistica. Mi spiego meglio. Che Tuttosport, oltre ad essere il terzo quotidiano sportivo nazionale, sia filo-juventino, è indubbio. È una scelta editoriale precisa e legittima, che permette in tempi di grama per la carta stampata di accaparrarsi un buona fetta di lettori. Ma oltre a essere dalla parte dei bianconeri Tuttosport è sempre stato anche filo-granata, e lo è tuttora. È un quotidiano di Torino, e fa il tifo per entrambe le squadre della città: certo, lo spazio dedicato alla Juve è maggiore, ma questo per evidenti questioni di appeal. Insomma, mi riesce strano pensare che la redazione abbia volutamente messo in secondo piano il brutto episodio dello striscione con riferimenti alla tragedia di Superga, perché questo avrebbe voluto dire fare torto innanzitutto ai molti tifosi granata che leggono il quotidiano.
Comprendo pienamente il suo fastidio nel notare come un brutto striscione dei tifosi milanisti sia duramente condannato mentre uno altrettanto triste di quelli juventini sia fatto passare in sordina, ma non credo che in questo caso c’entri la “difesa” a prescindere di tutto ciò che è bianconero, perché Tuttosport ha sempre preso le parti anche di tutto ciò che è a tinte granata. Non so neppure io spiegarmi il perché di questo comportamento da parte della redazione del quotidiano, ma farei attenzione prima di sferrare l’attacco che lei fa. In molte altre occasioni, simili a questa, Tuttosport non si è comportato in un modo che fa onore a un servizio d’informazione, ma la questione degli striscioni mi sembra più complessa del solito, e non avendo tutti gli elementi per giudicare personalmente preferisco rimanere cauto.

Così come rimarrei cauto sulla “filo-milanesità” della Gazzetta: la rosea è un giornale con tantissimi difetti (che a volte si fanno insopportabili), ma so con certezza che quotidianamente giungono nella redazione di via Solferino lettere ed e-mail che protestano contro la filo-juventinità del quotidiano. Come dire: quando legge un giornale ogni tifoso vede un po’ quello che vuole, e in particolare gli sembra sempre che la propria squadra sia sotto attacco. È vero, purtroppo spesso la stampa non è imparziale come dovrebbe, ma stiamo attenti a non vederci parzialità anche laddove non ce n’é. Altrimenti si finisce per alimentare questo circolo vizioso di accuse e controaccuse su informazione, diritto-dovere di cronaca, deontologia professionale, e via dicendo. (G.M.)

Un altro modo di raccontare lo sport.

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