Serie A Basket - Armani Olimpia Milano vs. Banco di Sardegna Sassari

Emozioni e colori – I playoff sono sempre una sfida. Una sfida per chi li gioca e per chi li segue. Una sfida che mette a dura prova la coerenza degli allenatori, dei giornalisti e dei tifosi. Perché le trenta partite giocate contano relativamente: bastano tre sconfitte al primo turno e sei a casa. L’ago della bilancia è più che mai sensibile. Il grande squilibrio fa sì che ogni squadra abbia la propria asticella da superare. Lo sa bene l’Olimpia Milano, per la quale la stagione italiana inizia oggi, dopo la passeggiata chiamata regular season. E lo sa bene Luca Banchi, al quale il tricolore potrebbe non garantire la riconferma. Poi c’è Metta, reduce dallo spaventoso crescendo di fine campionato, che ha conquistato i playoff e ora vuole testare se stesso partendo da zero. Questo è il motto in casa Acqua Vitasnella, e poco importa che partire da zero voglia dire incontrare Venezia.

Squadra che vai, allenatore che trovi, anzi ritrovi. Carlo Recalcati torna a sedere in panchina nella baraonda che vale piazzamenti e scudetto, il tutto con il titolo ormai suo di coach più vincente della storia della massima serie. Per non parlare dello scontro generazionale interno alla categoria: al saggio Charlie si contrappone il rampante industriale Buscaglia, che consideravamo tale prima ancora che gli imprenditori iniziassero a chiamarlo come relatore. La favola di Trento è la perfetta dimostrazione di come si possa crescere in poco tempo, senza per forza dover estrarre dalla tasca la materia verde. Già, il verde, un colore ormai in via d’estinzione nel nostro basket, proprio come i panda (leggasi “giocatori di un certo calibro”). Tolto il team di patron Giorgio Armani, non ci sono più le corazzate economiche di una volta. Ma il verde estintosi non è solo quello delle banconote, è anche quello delle maglie della Mens Sana, la grande assente dopo anni di dominio.

Perché seguirli? – È trascorso quasi un anno dalla schiacciata di Tomas Ress. Se non credete alla natura divina di quella giocata, chiedete pure al più piccolo dei Cinciarini, che dopo trecento giorni e passa allarga ancora le braccia al solo pensiero. Andò a finire così perché quella Siena aveva ancora qualcosa da dare in pasto ai cantastorie. E perché il suo condottiero, Marco Crespi, credeva davvero in un finale differente, sfiorato e distante solo una tripla di Matt Janning. Quest’anno riesce difficile immaginare Milano in difficoltà e costretta a tirare fuori dal cilindro canestri come quello di Curtis Jerrells. Mettiamo quindi da parte la retorica di circostanza. Salvo sorprese, vedremo due playoff: in uno l’Olimpia lotterà contro la propria ombra per lo scudetto, nell’altro tante squadre proverranno a rompere il preannunciato equilibrio. Se il motivo principale che vi spinge a seguire i playoff è il loro esito, molto probabilmente rimarrete delusi. Se invece siete amanti delle serie combattute, l’edizione attuale potrebbe fare al caso vostro già dai quarti, a patto che siate disposti a rinunciare alla qualità intesa come bella pallacanestro.

milano-bologna lapresseMilano-Bologna – L’Olimpia ha mantenuto quest’anno l’imbattibilità casalinga. L’ultima sconfitta subita al Forum risale a gara 5 della finale scudetto vinta contro Siena, ovvero al 23 giugno scorso. Nei successivi undici mesi la sola Pistoia è stata in grado di impensierire la striscia di vittorie. Per eliminare Milano è necessario vincere in quel di Assago, non basta difendere il fattore campo. Considerando il ruolino di marcia esterno degli uomini di Banchi, una vittoria al Forum potrebbe rivelarsi insufficiente. Chi è in grado di espugnare due volte il fortino delle Scarpette Rosse? Nessuno, ed è proprio lo strapotere messo in mostra tra le mura amiche a rendere i lombardi doppiamente favoriti. Bologna potrà contare sulla serie al meglio delle cinque gare, questo è vero. Ma è anche vero che il divario tra le due è talmente ampio da lasciare poco scampo alla squadra di Valli. Qualora i pronostici venissero rispettati, Milano giungerebbe all’Unipol Arena con a disposizione il primo match point valevole la semifinale.

Allan Ray e Jeremy Hazell sono una coppia in grado di decidere la singola partita. Un exploit di entrambi potrebbe salvare la Granarolo dal 3-0. Sulla carta gli emiliani hanno i mezzi per evitare lo sweep, a differenza di quanto dicano i precedenti stagionali, e nulla più. Molto dipenderà dal lavoro nel pitturato, dove Bologna dovrà arginare Samardo Samuels, vice MVP e miglior centro del campionato. Il giamaicano ha dominato contro la maggioranza dei lunghi, tra i quali anche quelli della Virtus, e non esistono soluzioni tattiche in grado di eclissarlo a sufficienza. In più i bianconeri appaiono destinati a soffrire anche dall’altra parte del campo. Diventa difficile attaccare la difesa interna di Milano, la più efficiente della lega, se hai come migliore tiratore da due punti Jeremy Hazell. La non-presenza sotto canestro rischia di condannare pesantemente la compagine bolognese, che potrà comunque contare su una delle più solide difese perimetrali. Il baricentro della sfida sarà al di là dell’arco, zona in cui l’Olimpia tira con la percentuale più alta della massima serie. Fuori ci sono i cecchini, dentro c’è Samardo: un autentico “pick your poison”.

trento_sassari_lapresseTrento-Sassari – La Dinamo è ai playoff per il quinto anno consecutivo, ma con una rosa inferiore rispetto alle passate edizioni. Non ci sono più i Diener e la posizione in classifica di partenza non è delle migliori. Trento invece è all’esordio assoluto, così come Buscaglia, e potrà contare sul fattore campo. Sacchetti dal canto suo è già riuscito a compiere due imprese, vincendo Supercoppa e Coppa Italia. I momenti di forma vissuti nei vari mesi sono stati diametralmente opposti, tanto da rendere il Banco di Sardegna la squadra più altalenante della stagione. È reduce da due vittorie consecutive, ottenute contro Venezia e Cremona, che ne testimoniano la ripresa, in particolare la prima, che ha visto i sardi sotto di quindici all’intervallo. Entrambe le squadre hanno vinto la propria stagione, chi alzando due trofei e chi con il solo gettone playoff. Prima ancora della tattica e delle individualità, a fare la differenza potrebbe essere la gestione delle teste calde. Ci riferiamo ovviamente a Tony Mitchell e Edgar Sosa.

Dei due personaggi in questione abbiamo parlato molto nel corso dell’anno, raccontando come entrambi siano stati protagonisti di litigi più o meno accessi con i rispettivi allenatori. Il sorprendente reintegro del secondo ha scongiurato in casa Dinamo il ritorno obbligato sul mercato, anche se nei turni successivi alla polemica Sosa è apparso ancora una volta distante anni luce dal giocatore visto nel girone d’andata. La campagna di Tony Mitchell è stata esaltante, e il semplice fatto che di rimproverabile ci siano solo alcune esultanze e scaramucce in panchina con Buscaglia la dice lunga sul suo rendimento. Tra le altre cose, il massimo stagionale di punti lo ha messo a referto proprio contro la Dinamo Sassari. Sempre restando nell’ambito mentale, si è parlato molto nelle conferenze stampa di avvicinamento dell’inesperienza di Trento. La squadra è sì alla prima nei playoff che contano, ma proviene dalle esperienze degli ultimi anni. Considerando quanto fatto tra A2 e vecchia DNA, questa è la quarta postseason consecutiva dell’Aquila Basket.

Lottare per la promozione in A, o in A2, non è la stessa cosa che inseguire una semifinale scudetto, senza dubbio. Cambiano gli obiettivi e il livello degli avversari, ma non è detto che i playoff delle categorie inferiori siano più semplici. L’ossatura di quel gruppo è ancora presente: Buscaglia, Pascolo, Spanghero e Forray. Una favola scritta da interpreti cresciuti cestisticamente assieme. Una favola alla quale proverà a porre fine Shane Lawal. Il centro sassarese è secondo solo a Samardo Samuels quando c’è da mettere la palla nel canestro e conquistare i due punti. È anche il leader tra i rimbalzisti offensivi e gli stoppatori. A tal proposito sarà interessante capire cosa saranno in grado di fare Owens e Pascolo, visto che sotto i tabelloni si scontreranno la terza e la quarta forza del campionato. Dall’altra parte gli osservati speciali saranno naturalmente Logan e Dyson, con il primo già protagonista alle Final Eight e il secondo pronto a vestire i consueti panni di colui che recupera e spreca possessi. Ma Trento-Sassari è anche e soprattutto l’eterna sfida tra chi attacca il canestro e chi lo cerca dalla distanza.

Acqua Vitasnella Cantù vs Olimpia Armani MilanoVenezia-Cantù – Tanta fatica per incontrare Cantù e Metta. Deve essere frustrante concludere la lunga rincorsa al secondo posto e scoprire di avere come avversaria una finta settima, perché tale è l’Acqua Vitasnella. Da quando Ron Artest è approdato in Lombardia, la squadra ha ritrovato la giusta costanza, più volte smarrita nel corso di una stagione che ha visto Cantù spendere energie importanti in campo internazionale. Il direttore dei lavori, Pino Sacripanti, ha chiuso da qualche settimana il cantiere a cielo aperto. Cantù, turno dopo turno, ha cambiato molto dal punto di vista tattico. C’è chi ha trovato un ruolo strada facendo, chi si è dovuto adattare alle nuove soluzioni e chi è stato costretto giocoforza a farsi da parte per lasciare minuti a Metta. L’attacco canturino può essere descritto come il mancato attacco più efficiente del torneo. Le percentuali dal campo sono altissime, ma le palle perse vanificano il grande lavoro svolto al tiro. Ed è proprio l’efficienza che giocherà un ruolo chiave all’interno della contesa, assieme alla gestione della palla. Perché se da una parte c’è Cantù, dall’altra c’è Venezia, la squadra con il più alto rapporto tra assist e palle perse.

Mettiamo subito in chiaro un concetto fondamentale: Metta è un fattore importante. Un fattore che però non è in grado da solo di vincere la serie. Nell’ultima di regular season l’americano ha totalizzato venticinque punti, ma alla grande prestazione non è corrisposta una vittoria altrettanto comoda. L’amico dei panda non basterà all’Acqua Vitasnella, alla quale serviranno anche i canestri di Feldeine, in leggera difficolta nelle prime uscite di Metta. Fondamentale sarà la gestione del doppio playmaker, con Johnson-Odom e Gentile chiamati a resistere all’aggressività della difesa veneta, senza perdere di vista sull’altro fronte il duo avversario, composto da Julyan Stone e Phil Goss. L’ex capitano della Virtus Roma è parso in ottime condizioni nelle ultime uscite e potrebbe essere il candidato numero uno a decidere la serie, persino più di Hrvoje Peric. La Reyer ha il secondo miglior quintetto e un roster che definiremmo pronto per i playoff. C’è il croato, ma ci sono anche e soprattutto Goss, Ress e Aradori, tre dei grandi protagonisti delle ultime edizioni. Il bresciano è reduce da qualche piccolo acciacco rimediato in Spagna, ma è comunque pronto a ritrovare Cantù, la sua ex squadra, contro la quale da avversario ha vinto sette volte su otto.

Enel BrindisiReggio Emilia-Brindisi – Negli ultimi anni la Reggiana ha sfiorato per due volte l’impresa partendo da settima in classifica, rispettivamente contro Roma e Siena. È stata protagonista di due serie combattutissime, arrivate entrambe alla bella, che sembrava a tratti avere persino in pugno. Si presenta ai nastri di partenza come la favorita indiscussa del proprio quarto di finale. La Grissin Bon ha iniziato la stagione con la nomea di squadra di Drake Diener. Giornata dopo giornata, complici anche gli infortuni e le assenze dell’americano, è diventata la squadra per eccellenza degli italiani. Non che prima non lo fosse, ragione per la quale verrà premiata con i famosi 210.000 euro. Per conquistare la semifinale scudetto, e perché no ambire a qualcosa in più, sarà però necessario il contributo degli stranieri. Oltre al già citato Diener, l’altra pedina chiave sarà Kaukenas, che quest’anno ha saltato un quarto di stagione per via della famosa botta rimediata all’addome.

Dall’altra parte Piero Bucchi ha apertamente dichiarato di puntare sugli americani e sulla loro capacità di elevare il proprio gioco durante i playoff. Dell’importanza di Marcus Denmon abbiamo già discusso a suo tempo, ci limitiamo a ribadire che lo stato di forma dell’americano sarà cruciale a livello offensivo. Ha saltato l’ultimo turno, ma lo staff medico ha garantito che sarà in campo. Tra le altre cose, la dirigenza brindisina ha optato per la rinuncia al mercato. Si è guardata attorno, senza riuscire a trovare il giocatore che, a detta del general manager Giuliani, potesse garantire il salto di qualità. L’Enel è rimasta dunque la stessa, la classica squadra che riesce a fare bene diverse cose, senza raggiungere l’eccellenza in nessuna. Tira con ottime percentuali da due, ma tende a innamorarsi troppo della soluzione da fuori. Il rischio che possa accadere è elevatissimo, avendo di fronte una delle migliori difese interne del campionato, nonché leader assoluta per quanto riguarda le stoppate. Decisivo sarà il fattore campo, che per gli emiliani non terminerà con il solo PalaBigi, campo sul quale la Grissin Bon non perde da quattordici gare. L’entusiasmo in quel di Reggio è altissimo e la conferma è arrivata dai 2.587 abbonamenti playoff staccati.

luca banchi olimpia milano lapresseIl pronostico: Milano – Siamo giunti alla madre di tutte le considerazioni. La consapevolezza italiana dell’Armani ha raggiunto livelli straordinari. E con consapevolezza intendo diverse cose: consapevolezza dei propri mezzi, della propria superiorità e conoscenza degli avversari. L’Olimpia ormai sa chi è, sa chi sono gli altri e sa anche come batterli. È pienamente cosciente che sulla lunga distanza non ha rivali. Può fallire una gara o due, a Desio è accaduto, ma per finire fuori ne deve steccare rispettivamente tre ai quarti, quattro in semifinale e quattro in finale. Decisamente troppe, non credete?

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