paladesio

coppaitalia2015rcsciamilloL’evento. Che valore ha la Coppa Italia? Me lo sono chiesto spesso, senza mai trovare una risposta soddisfacente. È la competizione meno importante della stagione. Già in ambito calcistico non esistono squadre che costruiscono la propria annata sulla coppa nazionale, figuriamoci nella pallacanestro, sport in cui dura una manciata di giorni. In fin dei conti, il successo altro non è che il frutto di tre vittorie consecutive, di un weekend azzeccato. All’apparenza non interessa più di tanto a squadre e tifosi, una volta in campo le cose cambiano. Al Forum di Assago, mentre Luca Banchi disegnava il possesso del potenziale supplementare, nel quarto di finale dello scorso anno che vedeva impegnate Milano e Sassari, scese il gelo. Per i lombardi era la prova generale dei playoff, l’occasione per saziare la fame di titoli. Nessuno baratterebbe l’accesso alla postseason con quello alla Coppa Italia, tantomeno lo scudetto per le Final Eight.

Abbiamo potenzialmente davanti ai nostri occhi uno dei migliori eventi che lo sport italiano sia in grado di proporre. Questa tipologia di manifestazione può rappresentare, almeno sulla carta, un punto di incontro, un’opportunità per riunire tutto lo Stivale cestistico. Negli ultimi anni la strada intrapresa dagli organizzatori ha tarpato le ali alla Coppa, garantendone però la stabilità. L’appassionato neutrale è stato tagliato fuori, si è scelto di puntare sulle tifoserie. Non esiste più colui che va da disinteressato, per puro amore della competizione e dalla pallacanestro italiana. È divenuta “la coppa delle otto squadre”, incapace di coinvolgere chi vi è al di fuori. Siena, Roma, Varese e Cantù sono per diverse ragioni le grandi assenti. Sarà interessante capire quanti pellegrini giungeranno da queste città. Pochi, fatta eccezione per le ultime due della lista, più vicine a Desio.

Location e formula. Il comune che ospita la Coppa Italia è senza dubbio tra i più importanti dell’intero panorama, nonché uno dei più ricchi dal punto di vista storico-sportivo. Desio ha vissuto in prima persona la pallacanestro del passato ed è teatro tuttora di partite di cartello. Ma l’aver portato la competizione nella metropoli rende assai complesso il ritorno in provincia. Milano è in grado di offrire molto in termini di alloggio e svago. In più a penalizzare fortemente le realtà locali è il ridotto sistema dei trasporti. La scelta è stata poco gradita dall’opinione pubblica. Poteva andare peggio, se pensiamo a Taranto, località molto distante dal baricentro del nostro basket. Nonostante gli sforzi e la costanza di Brindisi e Sassari, la pallacanestro è ancora un affare del Nord. Bastano un paio di calcoli per capire che le società del settentrione percorrono meno chilometri: le trasferte sono relativamente agevoli se ci si trova in Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.

PalaDesio (1)A prescindere dalla propria zona, seguire la Coppa Italia non è mai facile. Per questo la Lega ha ridotto il numero dei giorni da quattro a tre. C’è crisi e non tutti possono permettersi giorni di ferie e notti in albergo. Il ragionamento non fa una piega, anche perché l’edizione dello scorso anno ha dimostrato che nella giornata dei quarti di finale il ricambio la fa da padrone. Il che, se ci pensate bene, si ricollega perfettamente al mondo costruito attorno alle tifoserie. La grossa pecca è il calderone che trabocca, la troppa carne al fuoco. Quattro partite sono tante da spalmare, inevitabilmente qualcuno finisce per essere gettato sul palco ad orari improponibili. Nel corso della presentazione alla stampa, la formula attuale è stata definita vincente. Qualcuno potrebbe storcere il naso, e avrebbe motivi validi per farlo, anche se un fondo di verità c’è. Dipende tutto dal concetto che si ha di Coppa Italia vincente. La partita alle 13 del venerdì non ha appeal, eppure il format si avvicina molto a quello che vediamo abitualmente nei tornei di tennis. Tante partite su uno stesso campo, un programma lungo un’intera giornata. Chi vuole può assistere allo show integrale, e chi preferisce una fetta è libero di organizzarsi di conseguenza. Agli Internazionali d’Italia di tennis lo spettatore tende generalmente a terminarlo, sfruttando al meglio il tagliando giornaliero, alle Final Eight accade con minore frequenza. Domina tra le tifoserie il mordi e fuggi, specialmente tra coloro che seguono le partecipanti meno quotate: ci si sposta, si assiste alla partita e in base al risultato si decide il da farsi.

Veni, vidi. E poi? Abbiamo citato gli Internazionali di tennis. Non possiamo che chiamare in causa l’eterna lotta tra puristi e progressisti. Il successo riscosso dall’evento targato FIT, testimoniato dalla crescita degli incassi e dalle 160mila presenze, è dovuto alla capacità degli organizzatori di proporre una serie di attività parallele. La pallacanestro non può fare altrettanto, quantomeno risulterebbe complicato. In definitiva, se siete incuriositi dalla manifestazione e poco abituati alla palla a spicchi nostrana, potreste rimanere delusi. Le Final Eight sono pensate per chi è interessato al solo parquet. Occasionalmente capita di ascoltare lo speaker che annuncia la serata x nella discoteca y alla quale si può accedere usufruendo di uno sconto. Due anni fa venne pubblicizzata una sorta di festa conclusiva. Da sempre viene allestito un banchetto che consente l’acquisto di capi di abbigliamento e maglie della nazionale. Nulla di particolare, accade abitualmente in tutti i palazzetti italiani.

Edizione dopo edizione, qualche esperimento è stato fatto, con scarsi risultati. Dopo l’ultima sirena della giornata, è facile sentirsi persi. Questa è la pallacanestro, gli sport che maggiormente si prestano al folklore e allo shopping sono altri. In Italia non esiste neppure una cultura dell’inno nazionale cantato e dell’halftime show. Nel secondo caso te ne accorgi facilmente quando l’ospite di turno si esibisce davanti ad un palazzetto completamente distratto o dedito a fare altro. Per questa edizione la scelta è ricaduta su Deborah Iurato, vincitrice della tredicesima edizione di Amici. Una musica completamente diversa dai generi ai quali siamo stati abituati: nel 2013, durante l’intervallo della finale, si esibì Mondo Marcio.

Strenght of schedule

Il tabellone. Le cifre che vedete indicano la strenght of schedule media della strada che porta alla finale. Abbiamo individuato tutti i possibili accoppiamenti delle due parti del tabellone, andando poi a calcolarne, tramite alcune formule, i relativi quozienti di difficoltà. Una tabella più simpatica che concreta, ma che può fungere da appoggio. Iniziamo da chi ha, secondo la matematica, il percorso più semplice: l’Olimpia Milano. Superando il primo turno contro Avellino, uno degli accoppiamenti più facili delle recenti edizioni, gli uomini di Banchi si troverebbero ad affrontare Venezia o Brindisi. Dall’altra parte ci sono due chiare favorite, Reggio Emilia e Sassari, e altrettante squadre alla ricerca dell’upset, vale a dire Cremona e Trento. Nella parte bassa troviamo chi ha vere e proprie cime da scalare. Non serviva certo la calcolatrice per capire che il tabellone di Avellino è assai proibitivo, così come quello di Brindisi. L’Enel ha le carte in regola per battere chiunque, ma per raggiungere la gara che assegna il titolo deve sconfiggere Venezia e Milano, salvo incredibili colpi di scena, due squadre che le sono superiori per talento e record stagionale.

Tabellone

#1 Milano – La pressione è alta, ma non raggiunge le vette della passata edizione. L’assenza di Cantù fa di Milano l’unica “padrona di casa”: il PalaBancoDesio, pur non essendo il Forum di Assago, potrebbe rivelarsi un buon fattore campo. L’EA7 viaggia senza soste in campionato e ha da poco recuperato Alessandro Gentile. Nelle ultime sei giornate ha sconfitto cinque delle partecipanti.

#2 Sassari – Il momento non è dei migliori, ma rimane la detentrice del trofeo. Non solo, ha vinto anche la Supercoppa. Ciò significa che ha trionfato nelle ultime due competizioni nazionali assegnate tramite tabellone a eliminazione diretta. «Ogni gara è una finale» ha dichiarato Sacchetti. Come dargli torto: più la Dinamo sarà capace di andare avanti, più diventerà pericolosa.

#3 Reggio Emilia – Negli ultimi anni la Reggiana è stata la classica squadra sempre presente tra playoff e Coppa Italia. Puntualmente timbrava il cartellino, concludendo la propria corsa di lì a poco. Ora le cose sono cambiate. Con tanti italiani di talento e un Diener in più, tutto è possibile, sempre che quest’ultimo non cada vittima dell’affaticamento muscolare accusato in settimana. Ha la grande chance per ergersi ad antagonista dell’Olimpia, anche in ottica scudetto.

#4 Venezia – Al pari di Reggio Emilia, mai sconfitta due volte di fila in stagione, Venezia è una delle squadre più solide dell’intero campionato. Quando trova davanti a sé avversarie alla portata, tende a fare il proprio dovere. Ha giocatori dalla grande esperienza, che conoscono molto bene la competizione. Il percorso è però pieno di ostacoli, a cominciare dall’atletismo di Brindisi, temuto, e non poco, da Carlo Recalcati.

#5 Brindisi – È la mina vagante della competizione. Può uscire al primo turno, come fare il colpo del secolo. Per gli uomini di Bucchi, due volte vincitore della competizione, la chiave sarà partire con il piede giusto. Contro le grandi l’Enel si è trovata spesso ad inseguire. Non può permetterselo se vuole cercare l’impresa.

#6 Trento – Reduce dall’anticipo vinto in casa ai danni di Brindisi, arriva alle Final Eight da neopromossa. Tanta emozione, voglia di godersi il palcoscenico e fare bella figura. Ha ritrovato la giusta stabilità dopo una leggera flessione. Non ha nulla da perdere e Tony Mitchell fa paura a qualunque difesa.

#7 Cremona – In questo momento della stagione l’obiettivo della Vanoli è difendere la posizione in classifica dall’attacco di Pistoia, Bologna e Cantù. Le priorità appaiono altre, ma Cesare Pancotto è uno degli allenatori che ha desiderato di più la qualificazione alla Coppa Italia. La squadra può contare anche sul nuovo arrivato Ed Daniel, che ha già esordito a Capo d’Orlando andando in doppia cifra.

#8 Avellino – La situazione è drammatica in casa Sidigas. L’involuzione del rendimento e del gioco è sotto gli occhi di tutti. Ai campani serve un miracolo, o quasi, per battere l’Olimpia.

Il pronostico. Milano vincente su Reggio Emilia e MarShon Brooks MVP.

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