Rail_seats_in_Klagenfurt,_Austria

1480454-5521La giornata di mercoledì si è rivelata come un potenziale punto di svolta per il mondo del calcio britannico: il Bristol City, club di League One, ha installato in un piccolo settore del suo stadio i cosiddetti rail seats, i sedili retrattili, che permettono di assistere a una partita stando in piedi in completa sicurezza. Può sembrare una cosa da niente ma in realtà ha una portata storica all’interno del pianeta calcio inglese: segnerebbe infatti il ritorno delle standing areas negli stadi d’Oltremanica. Addirittura. Già. Dico storica perché i posti in piedi sono stati banditi dai campi professionistici da quello sciagurato 15 Aprile 1989, quando 96 tifosi del Liverpool morirono sugli spalti di Hillsborough. A seguito della tragedia il Taylor Report obbligò tutti i club militanti nelle prime due divisioni a dotarsi di un impianto all-seater, cioè esclusivamente con posti a sedere, pur riconoscendo che la presenza delle terraces non fosse il motivo scatenante del disastro.

Non è un ritorno al passato, una safe standing area è completamente diversa da una terrace e decisamente più sicura: la prima è composta da speciali seggiolini che messi insieme formano una barriera metallica per ogni fila mentre i vecchi posti in piedi erano semplicemente gradoni con piccole barriere sparse qua e la, che si prestavano particolarmente a problematiche come il sovraffollamento. Dal 1990 quindi si assiste a uno stravolgimento totale dell’impiantistica di tutti i maggiori club, con la quale ha inizio la nascita del cosiddetto modello inglese, che da anni viene preso a modello da più o meno chiunque nello Stivale parli (tendenzialmente male) del calcio italiano. Ma è tutto oro quello che luccica? Indubbiamente la Premier League è un prodotto che vende benissimo, basta considerare la quantità di capitali esteri investiti nelle squadre a tutti i livelli, e che è stabilmente nella top 3 dei tornei europei; per chi la guarda “da fuori” è uno spettacolo affascinante. Ma per chi è “dentro”, per il tifoso inglese, com’è la situazione? Certamente meno rosea di quello che sembra: prezzi altissimi, regole ferree spesso oltre ogni logica e iniziative al limite del paradossale. Tre esempi: 52 sterline per un posto a visibilità ridotta nel settore ospiti di Stamford Bridge, un’anziana a Newcastle abbonata da decenni che si vede cancellato l’abbonamento perché ha saltato una partita e ha prestato la sua tessera a un parente e per finire i tifosi dello United che si vedono consegnare una lista nel quale c’è scritto cosa cantare e quando cantare.

old-trafford_2525686bEcco, Old Trafford è sicuramente l’esempio più lampante: lo stadio della squadra con più seguito al mondo per forza di cose vede sugli spalti una gran parte di tifosi che non sono “local fans” (non è difficile individuare in tribuna un consistente numero di pakistani). Questo comporta una riduzione dell’atmosfera tanto che il club sta per introdurre degli altoparlanti che trasmettano cori registrati. A ottobre, per dirne un’altra, Andre Vilas Boas dopo la vittoria del suo Tottenham sull’Hull City ha criticato la mancanza di supporto da parte dei tifosi, affermando che sembrava di giocare in trasferta. Tutti seduti e tutti zitti quindi, e chi sta in piedi può incorrere in gravi sanzioni, come addirittura la revoca dell’abbonamento (successo a Sunderland lo scorso anno). La gente non ci sta, e nel 2002 entra in gioco la Football Supporters’ Federation, una sorta di Associazione Consumatori in salsa calcistica. La federazione inizia subito una campagna per la reintroduzione delle standing areas e una riduzione del prezzo dei biglietti. Nell’ultimo anno il lavoro ha prodotto frutti consistenti; prendendo spunto dalle esperienze di Germania, Svezia e Austria è stato formulato un sondaggio basato sulle seguenti quattro domande indirizzato a tutte le squadre e di riflesso a tutti i tifosi della Football League (per cui Championship, League One e League Two):

1. La Football League dovrebbe prendere contatti col Ministero dello Sport per chiedere che il requisito degli stadi “all-seater” in Championship venga rivisto nell’ottica di reintrodurre posti in piedi?
2. La Football League dovrebbe prendere contatti con la Sports Ground Safety Authority per chiedere che i sedili retrattili possano essere autorizzati negli stadi della Football League stessa?
3. I club dovrebbero ricevere il permesso di ospitare i tifosi in settori coi sedili retrattili nella Championship?
4. I club dovrebbero ricevere il permesso di adattare le tribune da interamente a sedere a convertibili in League One e League Two dopo la retrocessione dalla Championship?

082d1f5d-4729-4b1d-9c25-51333ad04c49-620x372La risposta è stata un sonoro “SI”. Il responso largamente favorevole ha portato la Football League ad avanzare una richiesta nelle sedi governative, che verrà esaminata e che ha buone probabilità di essere approvata. Nel frattempo tutti i club di Premier, escluso il Liverpool, si sono detti favorevoli all’idea, alcuni (come l’Aston Villa) mettendo a disposizione il proprio stadio per creare piccoli settori sperimentali. Il progetto fa leva sul dato oggettivo che ci dice che, nonostante i seggiolini, in tutti i campi un gran numero di tifosi resta in piedi per tutta la partita e ciò causa problemi a volte spiacevoli con gli stewards. Partendo da ciò, si possono elencare i molteplici benefici di questa soluzione: tanto per iniziare non ci sarebbe nessun problema con gli uomini della sicurezza, perché lo spettatore può scegliere liberamente di stare in piedi o seduto. Senza contare che un settore misto può ospitare più tifosi di uno solamente a sedere, il che vuol dire rendere possibile un ribasso del prezzo del biglietto singolo e dell’abbonamento annuale. Più tifosi, oltretutto liberi di vivere la partita come preferiscono, vuol dire più atmosfera. I settori ospiti poi sono sempre stati causa di problemi per via del fatto che quasi tutti stanno in piedi, il che porta la Sports Ground Safety Authority a punire le società diminuendo la disponibilità di biglietti per i tifosi in trasferta. Un settore ospiti misto significherebbe più gente, più tifo e quindi una sfida ancora più accesa sugli spalti.

Miglior atmosfera, miglior godibilità della partita a prezzi inferiori e in maniera sicura. Ecco perché oggi il Bristol City ha compiuto un passo in avanti fondamentale, perché paradossalmente è necessario stare al passo con le tradizioni consolidate, e il nuovo seggiolino soddisferebbe allo stesso tempo sia i tifosi che il club, il tutto in totale sicurezza.

Rispondi