cristiano triste

Noi poveri cristiani, certe cose, proprio non le capiamo. Noi che ogni mattina ci arrabattiamo tra sonnolenza latente e premura da consapevole ed abitudinario ritardo; noi che ogni giorno passiamo almeno un’ora in coda nel traffico delle sette e mezza o, a scelta, schiacciati come sardine nei mezzi pubblici che di pubblico hanno, principalmente, lo schifo; noi che la sera, arrivati a casa dopo una giornata di lavoro intenso o studio fintamente intenso, dopo una sfuriata epica del capo o una lezione che non fa altro che far ritornare prepotentemente a galla la sonnolenza latente con cui lotti dalla mattina, vogliamo soltanto sbragarci sul divano e berci una birra in compagnia. Ecco, noi, poveri cristiani, dei problemi del povero Cristiano, sinceramente, ne ridiamo con malvagia invidia.

 

Lui, Cristiano Ronaldo, più che un uomo un marchio, ovvero CR7, e più che un marchio, un conto corrente, visto quanto riceve in cambio di una sua foto con in mano o addosso un prodotto. Lui, colui che quando perde un premio dalla bruttezza estetica inenarrabile come quello consegnato ad Iniesta come miglior giocatore europeo UEFA, riceve come consolazione il bacio di una Dea russa di nome Irina, la quale non tarderà a consolarlo in modo più corposo essendo la sua fidanzata dal 2010, facendo di fatto, in una pena del contrappasso dantesca, morire d’invidia Iniesta, il quale sul palco teneva in braccio un premio dal valore estetico inversamente proporzionale alla bellezza della donna di Cristiano. Ecco, lui, il buon Cristiano, è triste.

 

“Sono triste, la società sa il perchè, ed è per questo che non esulto” sbotta CR7 due settimane fa, dopo aver realizzato una doppietta al Granada, e non lo fa con un compagno, un amico, un parente o con il motivatore personale, ma con i giornalisti presenti al Bernabèu. Si chiama gioco psicologico, perchè Cristiano sarà anche un calciatore, sarà anche bello bello, ma è intelligente ed è molto furbo e scaltro. Un’affermazione del genere avrebbe gelato il sangue nelle vene di ogni dirigente blancos e, soprattutto, avrebbe messo sé stesso, pubblicamente, in una posizione di forza rispetto alla società più potente al Mondo, costringendola ad accettare ogni sua richiesta pur di zittire le voci e le indiscrezioni. Tutto ciò è puntualmente avvenuto: CR7 è il Mourinho del campo da gioco, l’istigatore consapevole, arrogante, strafottente ed estremamente affascinante. Dopo la doppia sfida con il Portogallo dice che è “pronto a vincere tutto con  il Real”, facendo quasi trasparire, tra le righe, che lui vorrebbe restare, ma la società fa la difficile, come solitamente fan le donne (tranne che con lui chiaramente). Gioca di sponda, di fioretto, ma con la classe che sa poi portare sul campo da gioco ove, quando vuole, incanta e fa male, tanto male, agli avversari.

 

Ma perchè Cristiano Ronaldo è triste? “Ha litigato con alcuni compagni” dicono i giornali, rendendo nota l’indiscrezione che Marcelo, suo grande amico, avrebbe tradito la fiducia del portoghese dichiarando che il Pallone d’Oro lo meriterebbe Casillas e non il numero 7 blancos. Teoria fascinosa forse, da buon copione di telenovela, ma per niente credibile quando si parla di Ronaldo, come detto arrogante, strafottente, ma di certo non stupido. “Non è un problema economico” ci tiene a precisare, ma nello stesso tempo contatta il buon procuratore Mendes affinché si rechi il prima possibile a Madrid per parlare con Perez. Non era un problema economico neppure a Manchester, quando ogni anno Ferguson era costretto a ritoccargli l’ingaggio per eccesso, nonostante di eccessi ne fosse un esperto Cristiano, visto che nella cupa Inghilterra ancora rimembrano le stanze d’albergo affittate e le escort d’asporto con cui si dilettava. E se neppure il tenente di ferro Sir Alex, l’uomo che scagliò uno scarpino sulla bella fronte scolpita da mille sedute in sala trucco di mister Beckham, fu in grado di tenere a bada le richieste di CR7, come mai potrà farlo Perez, il Presidente che s’è fatto dare da Bankia, colosso bancario in fallimento, ben 97 milioni di euro per portarlo a Madrid, ammettendo, di fatto, che al Real serve lui per vincere? Ronaldo gioca di fioretto e punge: lui serve al Real più di quanto il Real serve a lui, questa è la Real(tà).

 

Non è una questione economica ma nel frattempo Mendes è sbarcato a Madrid e chiede 15 milioni annui tassati al 52%, salendo dai 10 attuali tassati al 24%. Un salasso per Perez, che deglutisce e suda freddo, rilanciando con 13 milioni. La stretta di mano ci sarà alla fine, ben più amichevole di quella che si sono scambiati Presidente e stella durante le foto ufficiali della squadra. Ma i sorrisi che Cristiano ha distribuito a Mou e compagni sono il segno che la tristezza è già più lontana, dribblata come un suo avversario, probabilmente, da un bacio appassionato della bella Irina e dall’arrivo imminente di un assegno da 13 milioni annui esentasse. Nella vita ce ne saranno molti altri di problemi per il povero Cristiano, ma, ne siamo certi, li saprà affrontare con una marcia in più rispetto a noi poveri cristiani. Più che Cristiano, è un diavolo affabulatore.

 

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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