wiggins e nibali

La tappa di ieri ci ha consegnato  questo impegnativo quesito: chi è in grado di fermare Wiggo nella corsa verso Parigi?

 

Un nome su tutti viene immediatamente in mente: Froome, inglese di origine keniane, ma c’è un piccolo particolare da tenere in  considerazione: lui e Wiggins sono compagni di squadra, e come la frazione alpina di ieri ha dimostrato, le gerarchie in casa Sky sono più che chiare. È Wiggins il capitano, e infatti è stata fermata la progressione di Froome che aveva messo in crisi il capitano. È Wiggins l’uomo su cui la squadra inglese punta per arrivare agli Champs-Élysées in giallo. Per cui se Bradley dimostra di aver acquisto la continuità per vincere un giro di tre settimane, l’ex biker Froome non potrà dare libero sfogo alla sua potenza in salita e a crono, accontentandosi, si fa per dire, di una splendida vittoria di tappa.

 

Nibali, il grande protagonista della tappa di ieri, sta dimostrando di avere, oltre a una grande condizione, testa e coraggio. L’intelligenza tattica l’ha dimostrata ieri: dopo essersi accorto di non aver compagni di fuga per supportare il suo tentativo di allungo in discesa ha preferito desistere per evitare di sprecare energie inutilmente; il coraggio l’ha messo in campo perché è stato l’unico a tentare continuamente di far saltare il banco. Ma lo aspetta un’altra lunga crono dove dovrà limitarsi a difendere, dove probabilmente perderà tempo: il suo obiettivo è quindi la difesa del terzo posto, che non sarà certo semplice, ma ha tutti i numeri per riuscirci.

 

Il grande sconfitto di giornata è Evans, che non ha sicuramente la forma dei giorni migliori: poco brillante nel cronoprologo e nella prima cronometro, ieri ha perso ulteriore terreno in seguito agli scatti di Nibali. Ma il campione australiano di certo non vuole terminare il tour in maniera anonima, è un lottatore nato e cercherà sicuramente di riscattare le prestazioni opache di questi giorni. Certamente recuperare tre minuti in classifica non è per niente semplice, ma Cadel è in grado di compiere una simile impresa.

 

In quinta posizione si trova Van den Broek: il corridore belga è sicuramente tra i più brillanti e attivi quando la strada si impenna, ma il ritardo accumulato nella prima settimana e la poca domestichezza nelle prove contro il tempo non lo fanno rientrare tra i favoriti.

 

Con questa breve disamina non si vuole dire che Wiggo ha già messo le mani sul Tour, ma considerando anche la forza della Sky, solo lui può perderlo: la strada ci dirà se il basettone inglese è in grado di reggere una simile responsabilità.

 

Da segnalare infine la grande prova di due giovani corridori francesi, rispettivamente primo e secondo nel tappone alpino: Rolland e Pinot.

Rolland, classe ’86, corre per L’Europcar, e per il secondo anno consecutivo ha trionfato nella tappa più impegnativa del Tour, dopo l’arrivo in solitaria l’anno scorso sul Mont Ventoux. Deve migliorarsi in alcuni aspetti, come nella cronometro, poi potrà ambire ai primi posti della classifica generale.

Pinot è ancora più giovane, classe ’90, ma non per questo meno forte: ha già conquistato in questo Tour, con grande autorevolezza, una tappa. Date le sue abilità in salita è considerato dai francesi come la speranza futura per le corse di più settimane, e i primi segnali sono certamente incoraggianti. Certo è che il movimento ciclistico francese sembra essersi ripreso e le imminenti olimpiadi saranno un buon banco di prova per testarlo.

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