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Da sabato 5 maggio la Bundesliga ha ufficialmente chiuso i battenti e ha emanato i suoi verdetti: ecco le sorprese e le delusioni della stagione.

 

 

 

Giocatori/ Top

 

1. Marco Reus (Borussia Monchengladbach) Giocatore offensivo completo che unisce ottima tecnica, potenza fisica e velocità, non solo si è dimostrato un prezioso uomo assist, ma anche molto capace sotto porta, ottenendo quella che in linguaggio cestistico si chiama doppia-doppia. In una parola: incontenibile.

 

2. Klaas-Jan Huntelaar (Schalke 04) Il buon vecchio “the Hunter”, scaricato come un bidone dalla Milano rossonera, si è accasato a Gelsenkirchen con l’intenzione di dimostrare l’errore commesso in via Turati. Direi che c’è ampiamente riuscito, visto che con i suoi ventinove gol è diventato il primo olandese a vincere il trofeo di capocannoniere. Non male per uno che si pensava fosse finito.

 

3. Robert Lewandowski (Borussia Dortmund) È proprio il caso di dire: morto un papa, se ne fa un altro. Dopo una stagione passata a fare la riserva e ha sfruttare le poche occasioni concesse, il giovane polacco ha usato a proprio vantaggio l’eclissi del proprio compagno di reparto, rubandogli la scena. Superando anche lui le venti marcature stagionali, è diventato uno dei pilastri del gioco offensivo e sembra aver raggiunto la maturità dell’attaccante navigato per la capacità dimostrata nell’insaccare le palle decisive. Titolare ormai inamovibile, si gode la corte di diversi club del vecchio continente e intanto fa già l’occhiolino all’Europeo. Decisivo.

 

 

 

Giocatori/Flop

 

1. Lucas Barrios (Borussia Dortmund) “La Pantera” sembra essersi persa nelle pampas: ha guadagnato stabilmente la panchina e nelle poche apparizioni sembrava parlare una lingua diversa da quella dei suoi compagni. Di fronte alla prospettiva di rimettersi in gioco, il ventiseienne ha colto tutti di sorpresa dicendo addio al calcio che conta, per accettare il quadriennale principesco offertogli dai cinesi del Guangzhou. Contento lui, contenti tutti.

 

2. Arjen Robben (Bayern Monaco) Il pendolino olandese, diventato uno dei beniamini della più esigente tifoseria tedesca, sembrava l’uomo mandato dal destino, in realtà era semplicemente baciato dalla fortuna che, come ci insegna Machiavelli, è donna e quindi capricciosa. Infortuni, prestazioni sottotono ed errori clamorosi gli hanno tolto i favori della piazza, costringendolo ad una dura risalita. Ritenta, sarai più fortunato.

 

3. Josè Paolo Guerrero (Amburgo) Il tanto osannato “Barbaro” è riuscito a ottenere l’interesse di tutto il vecchio continente solo per il violento fallo sul portiere dello Stoccarda che gli è valso otto turni di squalifica. Tanto fumo e niente arrosto.

 

 

 

Squadre/ Top

 

1. Borussia Moenchengladbach La vera sorpresa di questo torneo, passata dai play out ai preliminari di Champions League. Forse è stata solo una breve meteora, vista l’asta selvaggia che sta smembrando la rosa, ma per il momento in Renania si sollevano in alto i calici e nessuno pensa al domani. Il brutto anatroccolo è forse diventato un cigno.

 

2.  Borussia Dortmund Se vincere è difficile, ripetersi lo è ancora di più: una squadra che gioca un bel calcio, ha dei veri e propri gioielli in rosa e ha dimostrato di essere cresciuta molto, a tal punto da poter diventare una possibile potenza continentale. Non raggiungono il gradino più alto del podio perché pesa l’eliminazione prematura dall’Europa che conta, unica macchia di una stagione d’altissimo livello. Una gallina dalle uova d’oro.

 

3. Friburgo L’impresa compiuta dagli uomini di Streich ha dell’incredibile: con solo ventuno punti a dieci giornate dalla fine e senza Cissé,  la squadra è inaspettatamente riuscita a raggiungere la soglia minima dei quaranta punti agguantando la salvezza per il terzo anno di fila. L’impegno è sempre premiato.

 

 

 

Squadre/ Flop

 

1. Herta Berlino: Ritornava sul massimo palcoscenico tedesco come potenziale rivelazione di questa stagione, ma a fine stagione il bilancio è a dir poco disastroso. Eesonerato Babbel, poi pure Skibbe, alla fine hanno riesumato la mummia Otto Rehagel che è riuscito a guadagnare i play out per il rotto della cuffia. Bocciatura completa.

 

2. Werder Brema: Arrivati al giro di boa in piena bagarre per il titolo, le cinque posizioni perse nel girone di ritorno hanno cancellato ogni sogno europeo, costringendo gli uomini in casacca verde a un altro anno di anonimato. Il volo di Icaro insegna.

 

3. Bayern Monaco: Il carro armato bavarese era partito con tutti i favori del pronostico ma nel corso della stagione si è fatta assalire dalla sindrome di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, alternando grandi successi europei a risultati mediocri contro le dirette concorrenti in campionato. A Dortmund hanno apprezzato.

 

Ora, Maya permettendo, non ci resta che aspettare di vedere cosa regalerà la prossima stagione.

 

Matteo Arosio

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