el clasico

Pareggio. Una parola, una sola, basta e avanza per commentare questo “clasico” e tutte le sfide in esso contenute. A cominciare da Messi-Ronaldo, e poi Mou-Vilanova, Ozil-Iniesta, addirittura Spagna-Catalogna, perché, giustamente o meno, questa partita si è caricata di significati più grandi che col calcio c’entrano ben poco. Perché è inevitabile che un evento così popolare venga usato o strumentalizzato da chi vuole ottenere il consenso, appunto, del popolo. Ma questo pareggio non si può derubricare a una semplice X nella colonna domenicale dei risultati del calcio spagnolo. È un pareggio che ti lascia insoddisfatto, che ti lascia seduto sul divano, come se la partita non fosse ancora finita. È come quando finisce l’episodio della tua serie televisiva preferita, vorresti vedere subito il prossimo, per sapere cosa succede, come va a finire, quali altre incredibili peripezie affronteranno i tuoi eroi. Il pareggio del clasico è un pareggio che ti godi dal primo all’ultimo minuto, e non vedi l’ora di assistere al seguito, di un simile spettacolo.

 

Messi-Ronaldo: viene ancora prima di Barca-Real. È la sfida per il pallone d’oro, per il giocatore più forte di sempre, per il goleador più prolifico; tecnica contro potenza, agilità contro forza, umiltà contro arroganza. Leo Messi è il calciatore più forte di sempre, ma ha un degno avversario. Forse è così forte proprio perché ha un degno avversario. CR7 è, in un modo controverso e paradossale, il principale alleato di Messi. Non lo lascia mai in pace, lo spinge sempre a migliorarsi. Se Leo segna tre doppiette di fila, Cristiano risponde con due triplette. E  Leo si arrabbia, e fa ancora meglio. Adesso ha deciso di imparare a tirare le punizioni. E visti i risultati (due gol su punizione negli ultimi due clasicos) è meglio che Casillas corra ai ripari. Sono uno il contrario dell’altro. Due potenze opposte che si equivalgono. Probabilmente il duello più spettacolare nella storia dello sport, certamente il più seguito. Ieri i numeri (dribbling e passaggi eseguiti) dicono che Leo ha vinto, ma Cristiano non era al top della condizione, eppure ha segnato due gol anche lui. Cristiano sente di più il confronto: dopo il primo gol esultava e sbruffoneggiava in mezzo al campo supportato dai compagni, come un bulletto al centro della gang, ammiccando alle telecamere e zittendo i 100mila blaugrana sulle tribune. Dopo il secondo ha accennato a malapena un esultanza, più che altro ha tirato un lungo sospiro di sollievo, si è liberato di un peso. Ma qual’era il peso che si è ritrovato sulle spalle? I due gol di Leo Messi. La reazione dopo il secondo gol certifica come non ci sia pareggio più netto di questo.

 

Barca-Real: Real devastante nella prima mezz’ora, segna e colpisce il palo, mette alle strette un Barcellona che gioca basso e sembra irriconoscibile. D’accordo, manca la difesa titolare, ma Montoya e Jordi Alba non si possono considerare proprio dei “ripieghi”. L’impiego di Adriano titolare in mezzo alla difesa è discutibile, ma Song non ha fatto sfracelli nelle prime apparizioni. Il Real potrebbe dilagare dicevamo, ma ecco che si distrae un attimo e viene castigato. Commettere una sbavatura quando in area di rigore si aggira un certo Leo Messi è un po’ come farsi mordere da un serpente a sonagli: letale. Nella ripresa esce un Barca meno spaventato, Xavi e Cesc riprendono le redini del centrocampo, fan girare la palla e tengono alta la squadra. Il Barcellona va in vantaggio, ma non riesce a gestirlo, colpito da una verticalizzazione micidiale di Ozil. Nel finale il numero di occasioni da gol pende a favore del team di Tito Vilanova, ma la spinta dei 100mila del Camp Nou è uno stimolo che supplisce alla stanchezza che solitamente subentra nel finale. Ineccepibile la parità dello scontro, su tutti i fronti.

 

Anche se il livello qualitativo delle due squadre sembra stato di poco inferiore agli anni passati (Il Barca dell’ultima Champions di Pep e il Madrid dello scorso anno sono ancora lontani) il clasico non ha deluso le aspettative del mondo intero. Auguriamo dunque, a tutti gli appassionati di calcio, che ad un pareggio simile ne segua un altro, e poi un altro ancora, e che una ad una sfida simile, non si possa mai scrivere la parola fine.

 

twitter@AlbeCastagna

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