tina maze reuters

mazeQualcuno lo aveva ipotizzato a fine stagione e qualcun altro, molto prontamente, aveva cercato di smentire la cosa. Non poteva essere vero e  non doveva essere vero. Non poteva succedere che una delle più grandi sciatrici della storia decidesse a soli 32 anni di lasciare le piste da sci. Ieri però tutto ciò è successo. Sono le prime ore del mattino quando, dal proprio  profilo Facebook, Tina Maze annuncia che il prossimo sarà un anno interlocutorio in cui, invece che sciare, si riposerà, finirà gli studi e parteciperà a iniziative di marketing in favore dei suoi sponsor. Non un vero e proprio addio al mondo dello sci ma un arrivederci che, vista l’età di Tina, lascia quantomeno perplessi. Riuscirà la slovena a rientrare competitiva il prossimo anno quando, a fine stagione, gli inverni sulle gambe saranno ben 34? Un interrogativo sensato e a cui i più non sanno realmente rispondere, anche perché bisognerebbe capire cosa ha spinto Tina a fare questa scelta. L’anno scorso il mondo dello sci ha salutato un’altra grande protagonista come la Riesch, ma ciò che è fondamentalmente diverso, e che lascia quell’amaro in bocca tipico delle cose belle con un finale strano, è che Tina, a differenza della Riesch, non ha mollato per ragioni fisiche, per un infortunio. Il vero motivo per cui la slovena è arrivata a questa scelta è qualcosa che sa solo lei.

tinaD’altronde si parla di un’atleta capace di portarsi a casa ben 9 medaglie mondiali (5 ori e 4 argenti), capace di emozionare ed emozionarsi come poche sono riuscite a fare, soprattutto capace di reggere la pressione sempre con il sorriso sulla faccia. Una pressione che fin dall’inizio ha caratterizzato tutta la sua carriera. Tina infatti fa parte di quella generazione di sciatrici che ha visto fra le sue punte di diamante Lindsey Vonn. La slovena è riuscita però a reggere il confronto con l’americana senza venire sotterrata da paragoni pesanti e da una personalità, quella della Vonn, decisamente importante. Quelli furono gli anni in cui Tina è stata fenomenale nel non abbassare mai la testa e prendere tutto ciò che di buono c’era.  Ha aspettato, è stata paziente anche quando nonostante vincesse molte gare non riusciva a conquistare la Coppa Del Mondo generale. Non è mai stata troppo silenziosa, come quando,  nel 2012, rispose alle polemiche su presunti completini intimi irregolari mostrando il reggiseno con scritto “not your business”, non sono affari vostri.

 Mai doma e mai sazia Tina viene finalmente premiata nel 2013: è l’anno in cui Lindsey Vonn inizia a soffrire dei primi acciacchi. L’americana viene prima ricoverata in ospedale per un sospetto malanno e poi, ai Mondiali di Schladming, si rompe il ginocchio dando inizio al calvario durato due anni. In tutto ciò Tina non molla di un centimetro: in quella stagione vince la Coppa del Mondo generale,  quella di Super-G e stabilisce il record di podi in una stagione, ben 24. Nella stessa annata, quella della definitiva consacrazione, anche un oro e un argento ai mondiali di Schladming, a dimostrare, una volta di più, quanto fosse forte. Nella stagione successiva non riesce a ripetersi ma, una volta arrivata a Sochi per le Olimpiadi,  vince l’oro in Discesa Libera e Slalom Speciale.

tina e ragazzoIl resto è storia nota. L’ultima è stata una stagione entusiasmante, unica, dominata per lunghi tratti grazie ad una polivalenza unica nel panorama sciistico sia femminile che maschile. Protagonista, insieme ad Anna Fenninger, dei Mondiali di Vail Beaver Creek, Tina perde, proprio dopo la rassegna iridata, la retta via e perde, dopo un epico duello con la Fenninger, la Coppa Generale. È come se, improvvisamente, non fosse più riuscita a reggere quella pressione che per anni aveva saputo fronteggiare nel migliore dei modi, dagli quelli dei duelli con la Vonn a quelli in cui decise di formare una sua squadra, un suo team personale con a capo, come allenatore, il tanto amato fidanzato. Una storia che ha dato immensi risultati ma che forse, negli ultimi mesi, è diventata deleteria per Tina. La pressione, positiva per anni, data anche dall’allenatore/fidanzato, si è improvvisamente trasformata in un macigno pesantissimo; così pesante e difficile da sopportare, da impedirle di dare il massimo nelle decisive gare della stagione, e così duro da spingere una delle più grandi sciatrici degli ultimi anni, e forse della storia,  a mollare, a smettere. In fondo la speranza è che, viste come si sono messe le cose, Tina torni a sorridere, a essere esuberante e felice e, a quel punto, a tornare sulle piste bianche per regalare a tutti gli appassionanti le ultime emozioni di una campionessa unica.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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