AC Milan v Juventus FC - Serie A

Alla fine di una campagna acquisti cominciata con due addii sconvolgenti che hanno mutato completamente il volto e le aspettative di una squadra, e proseguita con una serie di innesti, all’inizio per lo meno dubbi e poi sempre più sconcertanti, arriva un regalo, un sottile raggio di luce nella buia estate dei tifosi rossoneri: Nigel De Jong. Arriva un giocatore che non c’entra niente con i due campioni andati ad abbellire la cameretta delle bambole dello sceicco di Parigi, ma sicuramente un calciatore degno di questo nome, un uomo di mondo con esperienza da vendere, un Bruce Willis del centrocampo, un oplita spartano tutto muscoli e tacchetti. Vista la situazione del Milan non è certo un acquisto capace di riportare la serenità ma per lo meno è l’unico colpo in grado di stimolare la fantasia e la curiosità della Milano rossonera.

L’inizio però non è certamente all’altezza delle aspettative: Nigel sembra il più impacciato di tutti, non ha il coraggio che ci si aspettava da lui, con la palla è lento e insicuro, scarica sempre sui difensori e non regala neanche l’ombra di un intervento ruggente sulle caviglie degli avversari. A ottobre diventa irritante la sua mania di rallentare le ripartenze della squadra con una serie di piroette da fermo di oscura utilità: il leone sembra piuttosto un cagnolino impaurito. Ma senza fare rumore pian piano le prestazioni di De Jong cominciano a diventare più convincenti, i passaggi, anche semplici, non sono mai fuori misura e la sua tranquillità e professionalità sul rettangolo verde sono ammantate di una sacralità e di una superiorità venerabile. Ma gli occhi della tigre sognati a inizio settembre non sembrano avere nessun riscontro nella realtà e ci si comincia a chiedere come l’olandese possa essersi guadagnato la fama internazionale di pirata corsaro con cui è arrivato nel nostro campionato. De Jong, un impiegato diligente, un ragioniere del centrocampo, altro che lo Spartaco sanguinario che tutti aspettavano.

Poi il primo ruggito: il Milan a Napoli lotta come al solito per rimontare e Nigel in testa ai suoi compagni ci mostra finalmente il cuore e la rabbia e si riprende il rispetto di avversari e tifosi. Addirittura dopo una prestazione maiuscola in prossimità del novantesimo si lancia su una palla persa con una scatto impetuoso come una valanga, facendo comparire sui volti dei tifosi rossoneri un sorriso a trentadue denti.

Ma proprio ora che Nigel ha ritrovato se stesso un infortunio ce lo porta via. Un vero peccato.
Spero proprio che Nigel rimanga, che cresca il suo attaccamento alla maglia e allo spogliatoio, e che torni l’anno prossimo spaccando tutto quello che quest’anno rimarrà, per forza di cose, intatto.

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