Miami-Heat-Champions-2012

Ci avevano lasciato alcuni mesi fa, per la precisione il 21 giugno sul parquet dell’American Airlines Arena a South Beach, ora la nuova stagione di NBA si avvicina e gli Heat sono tornati ad allenarsi per essere nuovamente protagonisti.

 

Primo giorno del training camp in vista del campionato, scorri lo sguardo sui volti che affollano lo spogliatoio dei campioni in carica, i Miami Heat, e si rimane davvero impressionati. Un ragazzone grosso alto si sta mettendo la canotta numero 6, si gira e vedendo le facce dei giornalisti se la ride, “Pretty scary, uh?”. Ha ragione, il talento cestistico concentrato nella stanza è davvero spaventoso, per qualsiasi avversario.

 

LeBron James è presente, riposato ma non troppo dopo una stagione condensata e un’olimpiade oltreoceano, gli altri due componenti dei Big Three pure timbrano il cartellino anche se sono ancora alle prese con gli infortuni subiti durante i playoffs. Battier e Haslem sono al loro posto, insieme ai nuovi arrivati, i free agents Rashard Lewis e Allen. Proprio lui, Ray Allen, il miglior realizzatore di triple della storia della NBA, si è trasferito da Boston in Florida dopo l’eliminazione dei Celtics ad opera di James e compagni. Il 37enne ha deciso di lasciare il Massachusetts dopo 5 anni per inseguire un altro titolo dopo quello del 2008. Quando si dice se non puoi batterli unisciti a loro…

 

 

L’arrivo di Allen ha notevolmente aumentato la pericolosità della squadra di Spoelstra, già in grado di fare danni con un Mike Miller dalla schiena a pezzi. Questa annata di basket si preannuncia comunque ricca di insidie per gli Heat, riconfermarsi è sempre difficile e bisogna tenere conto dell’agguerrita concorrenza. Ad Est le due squadre della grande mela sono affamate di successo e Boston è in cerca di vendetta (la rivalità tra Celtics e Miami sarà più accesa che mai). La situazione ad Ovest è ancora più seria guardando alla corazzata che hanno allestito i Lakers, senza contare franchigie sempre pericolose come OKC e gli Spurs.

 

Per vincere dunque bisognerà essere ancora meglio della scorsa stagione e gli occhi ovviamente sono tutti puntati su di lui, LeBron James. Per uno chiamato il Prescelto non può bastare un solo anello in nove anni da professionista, la sete di vittorie è tutt’altro che scomparsa. I compagni di squadra si affideranno in particolare a lui per arrivare in fondo e King James è chiamato a migliorare ancora il suo livello di gioco dopo aver raccolto una media di 27.1 punti, 7.9 rimbalzi, e 6.2 rimbalzi in regular season e addirittura 30.3, 9.7 e 5.6 negli scorsi playoffs. Quest’estate il ragazzo di Akron non ha avuto molto tempo a disposizione come nel 2011 per lavorare sugli aspetti del suo gioco e i suoi difetti, però la conquista tanto agognata del titolo NBA può averlo definitivamente sbloccato, soprattutto dal punto di vista mentale, mentre le critiche vengono ridimensionate.

 

 

 

LeBron è chiamato a battere se stesso, ma come dice il senatore Shane Battier “If there’s one guy who could top what he’s done in calendar 2012, it’s No. 6. I wouldn’t count him out or bet against him.” Gli altri sono avvisati…

 

twitter@RaffaeleJanett

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