taribo west

taribo westLeggendo di Taribo West mi è venuta alla mente mia nonna. L’accostamento, in effetti, appare alquanto inappropriato, per non dire bizzarro (ok, un pochino lo è), ma dovete sapere che la mia ava, che si avvia allegramente, tra un acciacco e l’altro, verso l’ottantina, non ha mai accettato di buon grado il fatto che ogni anno, nello stesso giorno, la sua data di nascita si allontani da lei in modo ineluttabile. Come molte anziane d’oggi, mia nonna non dimostra tutti gli anni che ha, ma certamente non ne dimostra tanti di meno. Ecco perchè quindi, al di là di noi stretti famigliari, a tutti dice di avere “circa 70 anni”. In pratica, da quando ha iniziato questo strano metodo di difesa personale psicologica, lei compie gli anni ogni due anni e mezzo, incurante del fatto che questo strano calcolo la porti a compiere gli anni anche in giorni diversi. Lasciando da parte le strane e divertenti turbe psichiche (detto in senso buono eh) della mia cara nonnina, ammetterete anche voi che il suo caso somiglia incredibilmente al caso Taribo West.

Il gigante d’ebano dalle discutibili treccine multicolor, quindi, ha ben dodici anni in più rispetto a quelli che ha sempre dichiarato nella sua carriera calcistica, almeno stando alle parole dell’ex Presidente del Partizan Belgrado Zecevic, che acquistò il difensore nigeriano nel 2002, a 28/40 anni. Il buon Taribo, con la sua faccia certamente non da ventenne, ma neppure da quarantenne, avrebbe in sostanza preso allegramente per i fondelli lega francese, italiana, inglese e serba, senza contare quella del Qatar e dell’Iran a fine carriera. In effetti, quando sbarcò, nell’estate del ’97, a Milano sponda Inter, questo 23enne (?) pareva tutto tranne che un 23enne. Fisico imponente e modi di fare particolari, anche i medici nerazzurri immaginarono che la sua età anagrafica differisse di qualche anno da quella vera, ma di certo non di dodici anni. Certezze non ce ne sono, ma che Taribo sia realmente nato nel 1974, come dichiara, adesso è davvero poco credibile. Certo è che se davvero, nel 1993, quando l’Auxerre lo comprò, avesse avuto non 19 anni, ma anche solo qualche d’uno in più, difficilmente sarebbe poi potuto sbarcare nel campionato nostrano, dove comunque più che prestazioni memorabili regalò colore e folklore. Il fatto è che, nel calcio, più sei giovane più sei appetibile sul mercato e scoprire che tanti giocatori, cresciuti nella povertà e nelle difficoltà dell’Africa o del Sud America, abbiano sfruttato l’unico vantaggio a loro offerto da Madre Natura, ovvero quello di apparire grazie ai loro fisici imponenti ed atletici quasi sempre senza un’identificabile vera età, per riuscire a conquistarsi una vita più felice non è una novità. Nella storia tanti sono stati casi di giocatori che, sognando Beckham, hanno sfruttato le loro qualità fisiche in modi poco….ortodossi.

eriberto figurinaTaribo West è solo l’ultimo in effetti ed ha certamente chiamato alla memoria di tutti i calciofili italici il caso Luciano, che oltre ad avere dichiarato nei primi anni del 2000 quattro anni in meno di quanti realmente ne avesse, giusto per dare pepe al tutto, decise pure di farsi chiamare in modo diverso, ovvero Eriberto. La carriera del secondo fu, a modo suo, decisamente scoppiettante, mentre quella del primo, cioè del vero Luciano, meno appariscente. Fatto sta che, nonostante sia stato smascherato, Luciano il suo obbiettivo l’ha raggiunto, e l’ha ottenuto anche e soprattutto grazie ad Eriberto. L’Africa, recentemente, ha anche regalato la storia dello strano caso di “Mbemba, l’uomo che nacque tre volte”. Chancel Mbemba Mangulu si narra che venne alla luce in Congo nel 1988. Nel 2011 però, quando la nazionale africana stilò il registro dei convocabili per le Olimpiadi, lo stesso Mbemba fu messo in lista con data di nascita 30 novembre 1991. Già così la storia regalerebbe interesse, ma non basta, perchè sempre nel 2011, l’Anderlecht decise di comprare il giovane talento congolese, anzi, giovanissimo visto che una volta giunto in Belgio, improvvisamente, la sua data di nascita divenne 8 agosto 1994. In pochi anni, Mbemba dunque, non solo nacque tre volte, ma addirittura ringiovanì di ben sei anni. Altro che Benjamin Button! Più recente è il caso invece del “fu Juan Espinosa”. Ai recenti Mondiali Under 20 giocati in Argentina, nelle fila del Perù, giocava un talentuoso classe ’95 di nome Barrios, Max Barrios. Durante la sfida con l’Ecuador però, un giocatore ecuadoregno riconobbe nelle fattezze di Barrios un suo ex compagno di squadra, un certo Juan Carlos Espinosa Mercado, anch’esso ecuadoregno, classe però ’87. In sostanza, il giovane Barrios sarebbe uno scomparso 25enne ecuadoregno, non certo un giovane peruviano di nome Barrios, almeno secondo le indagini svolte dalla Federazione Calcistica Ecuadoregna.

akcelrodIn tutti questi casi il tratto comune era il ringiovanimento, proprio come in mia nonna. C’è chi, però, per realizzare il proprio sogno, preferisce strade meno complicate burocraticamente, ma altrettanto non convenzionali. Gregory Akcelrod è un ragazzo francese che, come tanti, aveva un grandissimo desiderio: diventare calciatore professionista. Purtroppo le qualità in suo possesso non gli permisero mai di arrivare oltre la quarta e terza categoria inglese (militò nello Swindon ad esempio), cioè un livello che non gli permetteva di vivere di calcio. Ecco che, con tanta furbizia, dal nulla, si costruì una carriera. Con un sito internet di ottima qualità e immagini photoshoppate, il ragazzo si creò un curriculum di tutto rispetto, tra Paris Saint Germain e campionato argentino. Svincolato, il suo norme circolava nel calciomercato estivo ed anche il Cagliari si interessò a lui, secondo la Gazzetta di allora, ma fu solo nel 2010 che Gregorinho (questo il soprannome che si era dato per i suoi mirabolanti gol), a 28 anni, armato di finti video di Youtube, foto ritoccate ed interviste inventate con la complicità di divertiti amici, riuscì a farsi assumere dal CSKA Sofia, la Juventus di Bulgaria. Insomma, finalmente era riuscito a diventare un calciatore professionista. Peccato che un tifoso bulgaro, con tanto tempo da perdere e curioso di scoprire qualcosa in più sul nuovo acquisto della sua squadra, indagando nel web ed in forum di tifosi, scoprì che Gregory Akcelrod non aveva mai militato in nessuna squadra da lui dichiarata. Immediatamente la società rescisse il contratto e Akcelrod tornò sul mercato, con una carriera distrutta ma almeno con la stessa data di nascita di sempre.

Queste sono storie di ragazzi che, per motivi diversi, hanno deciso di reinventare sé stessi, di rinascere o di inventarsi un mondo parallelo, tutto solo e soltanto per realizzare un sogno, certamente motivo un pelino più rilevante di quelli per cui mia nonna cambia la sua età ogni due anni e mezzo. Cosa non si farebbe per realizzare un sogno! Peccato che a volte questi stanno meglio nel cassetto in cui sono riposti, insieme alla carte d’identità ed al curriculum vitae.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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