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Esattamente un anno fa Andrea Stramaccioni assumeva le redini dell’Inter. Prendeva in mano una squadra disastrata, con il compito di chiudere nel miglior modo possibile la stagione allora in corso e, in caso di conferma poi avvenuta, di essere il punto di partenza per una rifondazione della squadra. Ebbene, dopo 365 giorni proviamo a tracciare le linee del lavoro fin qui svolto da Strama, evidenziando pregi e difetti del suo operato.

stramaccioni male maleTattica Aspetto senza dubbio controverso quello dell’identità tattica che Stramaccioni ha tentato di dare alla sua Inter. A brillanti trovate all’interno di una singolo partita, come il pressing costante svolto da Palacio su Pirlo nella vittoria di Torino, o lo schema su calcio d’angolo che ha portato al gol di Guarin contro il Napoli o ancora Cambiasso versione trequartista nella rimonta di Catania, si contrappone una confusione in termini di schema e ruoli che direi essere stata uno dei problemi principali di quest’anno. Cominciando dalla difesa, tralasciando le ultime partite della scorsa stagione, Strama ha iniziato sicuro con una difesa a 4, ma visti i non brillanti risultati ha dirottato su una linea arretrata composta da 3 uomini, notevolmente efficace nei mesi autunnali. Gli ultimi mesi sono stati all’insegna dell’improvvisazione, con una difesa a volte a 3 a volte a 4 e talvolta addirittura a 5 uomini, e il risultato è stato pessimo, come tutti sappiamo. Il centrocampo lo definirei il grande assente di questa stagione; pochi elementi e di quantomeno dubbia qualità, linea sempre bassissima, palla lunga e pedalare senza una vera impostazione di gioco. Per quanto riguarda l’attacco, tutto è affidato al genio degli interpreti, i quali però hanno tutti ampiamente sfondato la trentina, mancando quindi di affidabilità nell’arco di un’intera stagione; e la carenza di un rigore tattico ha fatto sì che nel momento in cui sono sopraggiunti degli infortuni, le soluzioni offensive siano risultate decisamente poco adeguate. Insomma, pur con l’attenuante dell’inesperienza, tatticamente Strama è decisamente rimandato.

Psicologia Altro argomento costellato di alti e bassi: da momenti di orgoglio e forza dirompente, come con Juventus, Catania, Tottenham e derby di andata giocato in 10 per un tempo, a blackout totali come contro Siena, Fiorentina, Udinese e via dicendo. Emerge questo dato dal mio punto di vista: Strama è spesso in grado di dare una scossa morale durante la partita, ma l’Inter quasi sempre ha un approccio timoroso e impaurito alla partita, segno di un non adeguato lavoro psicologico durante la settimana. Sotto questo aspetto dunque, l’allenatore nerazzurro ha stoffa, ma deve imparare a rendere il tutto costante e non a tramutarsi in trascinatore solo quando si trova davvero alle strette.

Andrea Stramaccioni nuovo allenatore dell'Inter FCGestione del gruppo Punto a favore per Stramaccioni. Al di là del caso Cassano, rientrato in pochi giorni e con un Fantantonio superlativo nelle partite successive, pur nelle numerose difficoltà di quest’anno, l’Inter ha sempre dimostrato di essere un gruppo unito, in cui tutti tentano perlomeno di remare nella stessa direzione. E se i nerazzurri non sono ancora del tutto naufragati è merito proprio di questa capacità di compattare il gruppo del loro mister.

Mercato Si va da una discreta campagna acquisti estiva al disastro di quella invernale (Kovacic escluso). La cessione di Sneijder per un pugno di noccioline, l’acquisto di Rocchi come vice-Milito e di giocatori francamente non all’altezza come Schelotto e Kuzmanovic, le inspiegabili cessioni di Coutinho e Livaja, seppur quest’ultimo in prestito. È difficile dire quanta responsabilità ci sia di Strama in queste scelte, certo è che anche solo il fatto che non ci sia stata la benchè minima opposizione a scelte così dissennate della società, non fa onore al tecnico.

In conclusione, il bilancio del tecnico nerazzurro in questo primo anno pende decisamente verso il negativo. Ciò detto, ci sono senz’altro spunti di valore, che un giorno potrebbero farne un allenatore di livello. Tutto sta in ciò che la società intende aspettarsi nei prossimi anni. Palla a Moratti.

0 Commenti a “Strama, più ombre che luci

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