European Swimming Championships - Day Eight

Fatela tacere. Fatela vestire. Fatela nuotare, che è l’unica cosa che le riesce bene. Lei pensa di farci godere spogliandosi per i calendari, ma si sbaglia. Noi godiamo a vederla nuotare, nuotare bene, nuotare veloce. E godiamo a vederla vincere. Ma non ne possiamo più dei suoi nudi, delle sue dichiarazioni e dei suoi atteggiamenti da rockstar capricciosa.

Federica Pellegrini a quanto pare soffre l’inverno, e dopo il flop dello scorso dicembre ai Mondiali in vasca corta ha replicato quest’anno agli Europei sulla stessa distanza, con un deludente quarto posto nei 400 sl. Si spera ancora nei “suoi” 200, ma anche un oro non basterebbe a cancellare l’ennesima triste uscita davanti ai microfoni, dove ha scaricato tutte le colpe sul suo allenatore. Anzi, sul suo ex-allenatore, a cui ha dato il ben servito un paio di settimane orsono, pochi mesi dopo aver salutato Lucas e meno di un anno dopo aver cacciato Morini. «Non sono una mangia-allenatori» afferma la ragazzina che si crede gran donna, ma i numeri sono sotto gli occhi di tutti e i suoi comportamenti pure. Se vince è merito suo, se perde è colpa dei tecnici, che a quanto pare non la capiscono mai. Dal momento che il suo maestro Castagnetti se n’è andato un paio d’anni fa, sulla faccia della terra sembra essere rimasto il solo Magnini in grado di comprenderla.

Stiamo parlando di una grandissima atleta, una delle più grandi nella storia dello sport italiano, ma non «la più grande» come lei stessa ama definirsi. Forse dovrebbe imparare da gente come la Vezzali o la Idem cosa vuol dire lavorare, allenarsi e vincere con stile. Anziché credersi forte, bella e intelligente vada a scuola di umiltà, e, perché no, di castità. O perlomeno ci risparmi i racconti delle sue performance sessuali, che non la rendono più simpatica, non le portano alcuna medaglia, e non aiutano nemmeno il paese ad uscire dalla crisi.

Alle Olimpiadi non manca più molto tempo, Londra è probabilmente l’ultima edizione dei giochi a cinque cerchi in cui Fede ha la possibilità di essere protagonista: ci vuole un repentino cambio di atteggiamento. Avere una forte personalità come la sua, nel mondo dello sport, è un vantaggio, ma non c’è bisogno di trattare i propri uomini e i propri allenatori come burattini per arrivare al successo. Malgrado tutto tifiamo ancora per lei, ma è arrivato il momento di lanciare un segnale di cambiamento di rotta, perché se no, lentamente, potremmo perdere la Fede.

facebook-profile-picture

Leggo Tex Willer e fumo Camel Light.

0 Commenti a “Stiamo perdendo la Fede

Rispondi