In principio era il documentario. Un breve film di soli venti minuti, frutto della collaborazione tra Lorella Zanardo, scrittrice e consulente organizzativa, Cesare Cantù e Marco Malfi (rispettivamente regista e produttore), uscito nel 2009 con il proposito di rendere presente al popolo italiano la denigrante immagine femminile proposta dalla televisione.

“Il corpo delle donne” è un dardo che colpisce a fondo chiunque si prenda la briga di guardarlo. Mostra, uno dopo l’altro, spezzoni di vari programmi della tv italiana degli ultimi anni, dove seni turgidi e labbra esageratamente gonfiate vengono esibite uno dopo l’altro, in una sorta di circo grottesco in cui la quotidianità viene sfalsata con la pretesa di esserne lo specchio fedele. Le donne proposte non rappresentano l’unicità e le peculiarità insite nel genere femminile, piuttosto quello che si pensa gli uomini vorrebbero che fossero. Ragazze rifatte dalla testa ai piedi sono mostrate come esemplari della “donna perfetta”. Alcune sono di cornice, carine ed educate e non spiccicano una parola (l’autrice le chiama “grechine”, ragazze puramente decorative). Quindi, brave donnine che sorridono, annuiscono, e non aprono bocca. L’altra categoria, opposta ma non meno inquietante, comprende panterone sexy che si propongono come sogno erotico del maschio italiano medio.

Lorella Zanardo riesce a rendere consapevole lo spettatore che il popolo italiano si è ormai abituato a vedere in prima serata riprese tipiche del cinema porno, con ragazze umiliate e trattate come prosciutti di Parma e cinquantenni con volti come maschere. Riflette sul ruolo che la televisione ha nell’educare e nel plasmare la mente di chi lo guarda, infine termina con una serie di domande per niente banale e che include la responsabilità delle donne stesse in questo assurdo gioco virtuale. Lorella invita le donne a riflettere sulla loro identità, su quello che davvero desiderano e dove vogliono andare, poiché «è in gioco la sopravvivenza della nostra identità. Perché non reagiamo? Di che cosa abbiamo paura?».

Da questo documentario, in breve un vero successo, è nato, oltre a un bellissimo libro, una sorta di movimento per la divulgazione del film e l’aiuto reciproco tra donne perché, come scrive l’autrice «è tempo di far capire al mondo chi siamo, e di mostrare cosa possiamo fare. Tempo di andare incontro alla nostra autenticità, e da lì partire per trovare la forza di costruire il nuovo».

Vi consiglio vivamente di guardare il film e magari dare un’occhiata al libro, perché ne vale davvero la pena.

Alla prossima, Maddy

Per vedere il documentario completo: http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89

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