luiz adriano

Ogni martedì, il dio del calcio commenta gli ultimi eventi pallonari.

Confesso di non essermi particolarmente divertito questo weekend. Risultati importanti e inaspettati ce ne sono stati, ma parliamo del pane di tutti, la mia manna è ben altra roba. Specifico, non che sia stato tutto da buttare. Sono rimasto piacevolmente colpito dallo spirito di squadra e sacrificio che finalmente il Milan ha messo in campo. È vero che dio e diavolo non si conciliano tanto bene, ma vedere un De Jong che finalmente dismette i panni del cagnolino impaurito per vestirsi da leone, o un De Sciglio sempre più enfant prodige beh, ammetto che son cose che mi ispirano a lavorare anche il settimo giorno.

E sia chiaro, nemmeno dopo due settimane di mal di pancia potrei mai pensare di creare uno spettacolo come quello che Chievo e Siena ci propinano ormai regolarmente quando si incontrano. Qui non è questione di biscottare pareggi, ma di programmare partite obrobriose, deporre le armi ancora nel tunnel degli spogliatoi, senza rispetto per tifosi e ancora meno per me. Andate alla malora.

Chiuderei con un episodio forse ai più passato inosservato. Spostiamoci in Lega Pro, a Forlì, dove il Venezia porta a casa una bella vittoria in trasferta. Al minuto 93′ Bertolacci, dei lagunari, viene apparentemente steso da dietro da un avversario. Il conseguente cartellino rosso è inevitabile. Ma l’onesto giocatore del Venezia ammette di essere caduto da solo, e così l’espulsione è revocata. Che gesto direte voi! Che nobiltà! Altro che Luiz Adriano, il giocatore dello Shakhtar protagonista martedì di un episodio davvero riprovevole, da un punto di vista del fair play. Ebbene, chiariamo che questo non è il mio punto di vista. Sfido il buon Bertolacci ad essere altrettanto sincero se invece che al 93′ fosse stato nel primo tempo, o se invece che in vantaggio la sua squadra fosse stata sotto. E altrettanto vorrei davvero sentire tutti i perbenisti del mondo del calcio, se a qualificazione in bilico un giocatore della loro squadra del cuore avesse fatto un gesto come quello di Luiz Adriano. Soddisfazione (legittima), ecco cosa proverebbero. Il fair play non è nulla di codificato, è un atteggiamento che ognuno può decidere di adottare o meno, quindi l’eventuale squalifica del brasiliano sarebbe una bestemmia, e il buonismo dilagante dei salottini di farisei pallonari è solo ipocrisia. Viva la ricerca della vittoria ad ogni costo!

0 Commenti a “Si ricerchi la vittoria ad ogni costo

Rispondi