allegri traballa

Non mi era mai capitato di assistere ad una partenza del Milan così dannatamente tragica. D’altronde, se leggiamo i dati, l’ultima volta in cui il Milan totalizzò meno punti dei 7 attuali in 8 giornate fu nella stagione 81/82. Anno della retrocessione. Se colleghiamo questo dato al fatto che ormai la squadra più titolata al mondo venga compatita da tutto e tutti (l’ultimo in ordine di tempo è stato Lotito dopo il triplice fischio finale con la frase “Il Milan non ha fatto male, ha dimostrato carattere”), cresce in me la certezza che quest’anno è meglio abbandonare ogni obbiettivo (Allegri in conferenza pre-Lazio ha parlato di “Milan in alto in classifica a Natale”) e cercare di iniziare a vincere gli scontri con le dirette interessate per la lotta salvezza.

 

Vi chiederete, scenario troppo tragico? in queste prime 8 partite di campionato i dati (7 punti, 9 gol fatti e 10 subiti) e il gioco dimostrato in campo mi fanno pensare a questa sceneggiatura degna, per i tifosi milanisti, dei migliori film di Dario Argento.

Non sono un pro-Preziosi o Zamparini che si divertono a collezionare allenatori. Però ho sempre sentito e sempre creduto che nel momento in cui una squadra non riesce a dare il massimo, un segnale forte lo si debba dare. Il primo a saltare in questo caso è sempre l’allenatore. Mi chiedo allora cosa si stia aspettando a Milanello. Le colpe di questo inizio non sono attribuibili tutte ad Allegri, la rosa è quel che è, la campagna acquisti ha dimostrato che Marotta rischia fortemente di insidiare nel ruolo di miglior Direttore Generale Galliani (noi prendiamo Traorè, loro prendono Pogba), e se a questo sommiamo il silenzio assordante di un presidente che stando agli addetti ai lavori segue sempre il Milan, ma non parla mai, il risultato è la classifica odierna.

 

Guardando però ai problemi interni di spogliatoio, mi devo ricredere su di un giocatore che potenzialmente poteva e può diventare uno dei più forti al mondo, ma in questi ultimi due anni non lo sta dimostrando. Sulla fine di Boateng ho già scritto e riscritto, ma mi chiedo perché continuare a schierarlo titolare quando preferisce andare in giro in gonna con la Satta (mica scemo) piuttosto che dimostrare quello che aveva dimostrato nel primo anno di Milan, culminato con il balletto durante la festa scudetto.

Si dice che 10 gol subiti sono troppi, è vero, ma se i difensori titolari sono coloro che sono sempre stati riserve, non si può
pretendere la luna. Da Nesta e Thiago, a Bonera e Yepes il salto è doppio se non triplo, e se la dirigenza continua a non capire che Antonini e Mesbah non sono da Milan, mentre l’unico giocatore che riesce a crossare decentemente (De Sciglio) è il piu giovane della rosa e non viene schierato, preferendogli Abate che non ha mai fatto un cross per la testa di Pazzini (chi è che ci ha guadagnato nello scambio?), ecco spiegato i motivi dei numerosi gol presi nelle ultime partite.

L’ultima considerazione, che riguarda la gara con la Lazio, è sull’ingresso di Bojan con lo spostamento di Emanuelson a terzino. Non capisco ancora oggi il motivo. Sulla fascia sinistra il giocatore olandese stava riuscendo a mettere in difficoltà Cavanda, ma a 5 minuti dalla fine viene spedito in difesa, non toccando più un pallone. Era doveroso inserire Bojan, ma perchè spostare Emanuelson terzino?!

 

Quindi, ricapitolando, le colpe non sono tutte di Allegri, ma è arrivato il momento di dare un segnale forte alla squadra. Secondo me non basta il ritiro punitivo (l’ultimo fu nel 1998), è arrivato il momento di cambiare guida tecnica. D’altronde se ti giochi il tutto per tutto nella partita con la Lazio e dopo 50 minuti sei già sotto 3-0 qualcosa bisogna pur fare.

0 Commenti a “Serve un segnale forte

Rispondi