Borussia Dortmund v FC Bayern Muenchen - UEFA Champions League Final

I PROTAGONISTI:

Arjen Robben: sono ormai 3 anni che gioca a scacchi con il Destino. Dopo la finale dei Mondiali del 2010 (tralasciando Madrid contro l’Inter) e quella dello scorso anno all’Allianz Arena, ecco ancora lo stempiato olandese contro il suo Destino, che stavolta si chiama Borussia Dortmund. E la sorte sembrava voler mettere in scacco il numero 10 bavarese, due palle gol limpide e due errori (di cui uno davvero clamoroso). Ma proprio nel momento del dramma Arjen come un’araba fenice risorge dalle sue ceneri e con spada e fioretto attenta al cuore dei ragazzi terribili di Klopp, dando scacco matto al Destino, a Mario Götze e a tutti i suoi critici. FAUST

article-2330431-19FF463E000005DC-175_634x360Roman Weidenfeller: prima di arrendersi al colpo lento di Robben pareva che Neuer vestisse la casacca del Dortmund. Straordinario in un paio di occasioni su Mandzukic e Alaba, bravo sul missile di Schweinsteiger dal limite dell’area. Abdica sui due gol perché nel secondo tempo la difesa si apre come burro, quasi che Ribery e Muller fossero dei novelli Mosè nel mar Rosso. Doveva essere l’anello debole della catena giallonera (forse anche per via dei 33 anni) ha tenuto in piedi la baracca finchè è riuscito. CAPITANO MIO CAPITANO

I MIGLIORI:

Javi Martinez: c’è da ricredersi. Tanta roba questo centrocampista basco; pagato a peso d’oro in estate dopo non poche questioni “burocratiche” con il Bilbao ha dimostrato subito di essere un giocatore fondamentale per la manovra bavarese. Decisivo a Wembley nel recuperare palloni al limite dell’area, dando un aiuto notevole alla coppia sbandata di centrali difensivi del Bayern, e smistando con tranquillità e giustezza gran parte dei palloni utili a far partire la manovra. Altro tassello pregiato che fa da “riserva” nella mediana delle Furie Rosse assieme a Mata, Fabregas e Isco…GIÚ IL CAPPELLO & SOLO APPLAUSI16626013

Marco Reus: forse il giocatore, tra i 22 in campo a Wembley, ch ha impressionato di più. Ha i colpi da predestinato e in Inghilterra ha dimostrato di poter diventare uno dei più forti a livello mondiale. Si prende la scena nel primo tempo a suon di dribbling e accelerazioni che devastano come un tornado la difesa di Neuer. Ma nel secondo tempo passa ad essere croce dei gialloneri e, nonostante il rigore procurato, non riesce ad aiutare in fase difensiva, lasciando i difensori “soli” contro la rabbia agonistica degli avanti del Bayern. Se riuscisse ad aggiungere continuità di iniziativa e un pò cattiveria in fase di finalizzazione fra qualche annetto le finali di Champions giocate potrebbero essere molte di più. DIAMANTE ALLO STATO GREZZO

I PEGGIORI:

article-2330431-19FF9D58000005DC-943_634x404Dante: se in tutta la manifestazione aveva smentito i critici limitando attaccanti di grande caratura internazionale (basti pensare alla doppia sfida col Barcellona), qui a Londra non ne imbrocca una giusta. Il peggiore in campo tra i bavaresi. Perde sempre il duello contro Lewandoski, imitato dal compagno di reparto Boateng, e anche nella specialità della casa (il colpo di testa) non eccelle. Deve ringraziare la premiata ditta R&R se alla fine può gioire di gioia per la vittoria della coppa. Prima Rizzoli non lo caccia (doppio-giallo) per lo scomposto intervento con cui in area abbatte Reus; e poi l’olandese cancella lo spettro supplementari portando anche il Telespalla Bob di Salvador de Bahia, dopo David Luiz lo scorso anno (non vorrei che lassù si siano affezionati alle capigliature afro…), in paradiso. CRIMINALE

Kevin Grosskreutz: torniamo indietro con la memoria: Manchester 28 maggio 2003, la Juventus non può schierare il suo miglior giocatore, Nedved, e si presenta con Mauro Camoranesi, ottimo atleta, non ce ne voglia, ma che non valeva il ceco di quella stagione. Risultato: coppa al Milan e l’oriundo non pervenuto in campo. A distanza di 10 anni la “sindrome di Camoranesi” colpisce il buon Kevin. Nativo di Dortmund ha l’occasione della vita: difendere la sua squadra del cuore contro gli odiati rivali sostituendo Mario Götze in finale di Champions . Il giocatore più talentuoso del Borussia Dortmund, forse il più forte, ma anche il “traditore” quello che si è venduto per 37 milioni di denari al nemico bavarese. Insomma la pressione è tanta ma la voglia di spaccare il mondo dovrebbe farti dare quel qualcosa in più. Risultato: coppa al Bayern e Grosskreutz non pervenuto. A volte il Destino torna e sorride (Robben), altre ti riserva degli scherzi davvero crudeli come per Kevin. CONTAGIO LETALE

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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