Messi-vs-Ronaldo

Ci siamo abituati alle grandi rivalità dello sport, senza esclusioni di colpi. Maradona vs Pelé, la madre di tutti gli antagonismi, si è sviluppata negli anni con punzecchiature, bordate, critiche e addirittura insulti. E che dire di Valentino Rossi e Max Biaggi, che per anni si sono sfidati con colpi bassi in pista e in conferenza stampa? E l’elenco potrebbe proseguire.
La rivalità non solo sportiva tra le teste di serie di ogni disciplina ha sempre dato sapore alle sfide. Ed è la cosa più umana che ci sia. Se io mi ritengo il più forte, non sopporto chi si ritiene meglio di me. E noi, da spettatori, abbiamo sempre apprezzato (e apprezziamo tuttora), gli scontri anche dialettici, che sono il sale della competizione.
Un’eccezione? L’amicizia Federer-Nadal, ma il tennis è sport da gentiluomini, e quindi non c’è da stupirsi. Insomma, la più classica eccezione che conferma la regola.

Ecco che però scopro che il miglior calciatore del pianeta, Leo Messi, afferma in un’intervista che «Cristiano Ronaldo è un grandissimo, uno dei migliori in assoluto, così come Pepe è un grande difensore e Mourinho un grandissimo allenatore». Inutile dire che rimango non poco sconcertato. Ma come, Mourinho, Pepe e CR7 non dovrebbero essere i suoi più acerrimi rivali? Soprattutto Ronaldo, che aspira a detronizzare la Pulce già all’assegnazione del prossimo pallone d’oro, e che non nasconde di sentirsi superiore all’argentino. Dico, sei Messi, sei il più forte, c’è un pompato che pretende di essere più grande di te, e tu non sai fare altro che mostrargli la tua stima?

La mia impressione è che quella di Leo sia una frase di circostanza, una dichiarazione politically correct, o almeno lo spero. Perché il calcio ha bisogno di rivalità, e a pensare a Messi e Ronaldo che vanno d’amore e d’accordo vengo preso dai brividi. Io non credo al Messi bravo ragazzo. Altrimenti uno non si tufferebbe ogni volta che c’è una partita che conta. Forse i lettori apprezzeranno l’umiltà dell’argentino, ma li invito a diffidare delle apparenze. Messi mal sopporta Ronaldo esattamente come Maradona malsopporta Pelé. E quelle sono frasi dettate dal fair play buonista che si respira in casa blaugrana.

Ma se invece così non fosse, se invece Messi non si è piegato al politicamente corretto e pensa veramente ciò che ha detto, beh, stiamo perdendo una grande occasione. Perché una rivalità come quella tra Messi e Ronaldo è una fortuna averla sul campo, ma acquisirebbe tutt’altro spessore se si trasferisse anche davanti ai microfoni. Complimenti, bacini, e sdolcinatezze mi provocano il mal di stomaco. Lo sport è bello perché è rivalità anche fuori dal terreno di gioco. Che mondo sarebbe senza i botta risposta Mourinho-Ranieri? O senza gli scontri Pedrosa-Lorenzo? Lunga vita a chi ama «il rumore dei nemici».

 

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