milan sconfitto nel derby

Ci sono volute 24 ore di riflessione per analizzare la sconfitta nel derby. Non è stato facile digerire l’esultanza di Cassano e di Strama, la terza sconfitta consecutiva in una stracittadina e la seconda in superiorità numerica. Questa volta vorrei soffermarmi sulle parole di Allegri «non posso rimproverare nulla ai ragazzi», rilasciate al termine della partita. Premesso che non è la prima volta che quest’anno il mister rilascia queste affermazioni (anche dopo Udinese, Sampdoria e Anderlecht fu lo stesso), queste dichiarazioni suonano come una marcia funebre sul presente e sul futuro del Milan. Traduco: questo è il Milan quest’anno, non sono un santo e i miracoli non li posso fare.

 

Che la rosa del Milan non sia da scudetto è ormai cosa risaputa, ma vedere i rossoneri nella colonna di destra della classifica a soli due punti dalla penultima posizione mette un pò di tristezza.
Ad alcuni potrebbero suonare strane le parole di Galliani rilasciate al termine del calciomercato, «ora Allegri ha una rosa da scudetto», ma in realtà descrivono perfettamente la situazione complicata che si sta vivendo a Milanello. Come scrissi tempo fa, alle basi di questo Milan non c’è nessun progetto. In casa rossonera c’è solo tanto confusione e nessuna certezza sul futuro. Il tanto chiaccherato “rilancio giovani” secondo me è puramente casuale.

 

Per spiegarmi meglio provo ad analizzare la rosa a disposizione di Allegri partendo dal portiere.
Abbiati in questo inizio di stagione è risultato (togliamo la casuale giornata di gloria vissuta in quel di San Pietroburgo) uno dei numerosi punti deboli della squadra. Se si subiscono 7 gol in altrettante partite su palla inattiva, una delle principali cause è la mancanza di comunicazione tra il portiere e la sua difesa. I gol che il Milan ha subito contro Zenit, Inter, Udinese, e Atalanta sono tutti dovuti ad esitazioni del portiere, condite da una insicurezza nelle uscite e dall’assist dello stesso numero 32 rossonero sui piedi di Milito nel derby. Se Dida venne crocifisso per molto meno, mi chiedo come mai non si possa schierare tra i pali Amelia o Gabriel, giovane promessa brasiliana che con il suo arrivo ha occupato il secondo posto da extracomunitario. La stagione ormai sembra segnata, perchè non provare a scendere in campo con nuovi giovani da lanciare, sicuramente più affidabili dell’ormai trentacinquenne Abbiati?

 

Quando il tuo terzino sinistro (De Sciglio) deve rientrare sul piede destro per crossare, allora incominciano a sorgerti domande sulla capacità dei dirigenti rossoneri di fare mercato. Perchè un terzino destro deve traslocare sulla fascia sinistra? È mai possibile che in tre anni non ci si sia mai accorti che Antonini non può essere considerato titolare, e che Mesbah non giocherebbe neanche nella Ternana? Perché bisogna spostare il miglior centrale in rosa (Bonera) sulla fascia destra?  Eppure di difensori mediocri a basso costo era pieno il mercato, per fare due esempi basta considerare Gamberini (ormai titolare nel Napoli) e Roncaglia (punto fermo della viola di Montella).

 

Il cambio di modulo, seppur con estrema fatica, sta dando esiti quasi accettabili. Il centrocampo con De Jong e Montolivo è un buon punto da cui ripartire, a patto che là davanti si incominci a ragionare. Se su Nocerino e Boateng ho già detto quello che penso (ti prego Kevin riprendi la numero 27 e togliti la maglia numero 10), non posso non soffermarmi sulle migliaia di meteore stile Dhorasoo o Vogel che da anni affollano la panchina di Milanello. Che fine hanno fatto i vari Traoré, Constant, Niang? Se Robinho sta deludendo ed Emanuelson si sta confermando un giocatore mediocre, di certo non ha impressionato Pazzini, né tantomeno Bojan.

 

Insomma, la situazione in casa Milan è confusa. Non siamo una squadra che fa paura e che può lottare per i piani alti, non abbiamo un progetto a lungo termine, e il silenzio e l’assenza di Berlusconi (domenica era in Russia per festeggiare i 60 anni di Putin) di certo non aiutano ad uscire da questo tunnel.

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