Napoli vs Roma

radetzky marschLa colonna sonora di Roma-Napoli è “Radetzky-Marsch” di Johann Strauss, meglio conosciuta come la “Marcia di Radetzky”.  Perché un pezzo di musica classica? Presto detto.
Per quanto riguarda il Napoli sono anni che si parla di “tenori”, da Hamsik, Cavani, Lavezzi a Hamsik, Insigne, Higuain. Parlando della Roma, il paragone con un’orchestra è il più usato in queste sette giornate di campionato, con Rudi Garcia nei panni del direttore. Già, un’armonia del genere in casa giallorossa non si vedeva da tempo, Totti è il fulcro, De Rossi una certezza più che mai solida, Pjanic un regista formidabile, fino ad arrivare ad un Benatia che sta superando i già alti livelli di Udine. I partenopei sono forse meno solidi in difesa, ma dalla metà campo in su sembrano incontenibili, Inler e Behrami creano e spezzano il gioco con la stessa facilità, sulla trequarti la batteria di giocatori è di qualità assoluta, Callejon, Insigne, Hamsik, per poi arrivare al terminale, quel Pipita che pare segnare con la stessa facilità con cui si lava i denti.

Dall’ambiente della musica classica sembrano usciti entrambi gli allenatori, umili e pacati, ma non per questo visibilmente orgogliosi del proprio lavoro. Solamente con il duro lavoro e una concentrazione assoluta si può gestire una rosa come quella del Napoli o creare un gruppo come quello della Roma.
insigneAltro motivo per cui questo pezzo classico può essere paragonato al big match del venerdì: il ritmo. La musica della Marcia è coinvolgente, appassionante, tanto che ogni volta che viene suonato durante il concerto di capodanno di Vienna, si permette al pubblico di applaudire a tempo, quasi a sottolineare il fatto che non si può ascoltare stando rigidamente seduti in poltrona un’opera del genere, così come molte volte è stato impossibile non alzarsi e applaudire davanti ad alcune giocate fatte vedere dalle due squadre. Come esempi che mi vengono in mente al volo, posso ricordare il gol di Florenzi all’Inter o la rete di Higuain in Champions contro il Dortmund.

Arrivando al titolo della canzone possiamo notare come la marcia sia dedicata al maresciallo Radetzky, non simpaticissimo a noi italiani, ma senza dubbio un formidabile militare e stratega. Se i due allenatori fossero stati due garcia pjanicgenerali sono convinto che sarebbero stati grandi strateghi, con alcune differenze: Benitez punterebbe alla guerra-lampo, infatti la sua formazione parte sempre a mille, cercando di chiudere subito il match per poi gestire il resto dei novanta minuti, mentre Rudi Garcia farebbe in modo di avvolgere l’avversario, spezzare in due il fronte nemico e finirlo con un incursione definitiva al centro. Tradotto in linguaggio calcistico diventa: pressione sulla difesa da parte della punta e dei trequartisti del Napoli e aggressività in mezzo al campo per non far ripartire i giallorossi; dall’altra parte impostazione di gioco a partire dalla difesa, allargamento sulle fasce dell’azione, inserimenti centrali a sorprendere la retroguardia partenopea. Chi vincerà la battaglia di venerdì sera, guadagnerà terreno pesante per la vittoria della guerra per il tricolore. Noi siamo pronti a goderci lo spettacolo e a celebrare come merita il vincitore.

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