Olimpiadi invernali

Road to Sochi è un nuovo appuntamento fisso di Contropiede.net che vi accompagnerà agli emozionanti Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 attraverso storie, curiosità, racconti ed anedotti.

Nell’antichità i Giochi Olimpici erano un evento sacro, perfino le guerre venivano sospese per permettere ai più grandi atleti (allora dei soldati) di parteciparvi per poter lodare gli Dei. Era l’evento principale che si ripeteva ogni quattro anni e seppur prevedesse come base di tutto la competizione sportiva tra i vari protagonisti era in realtà, prima di tutto, un momento religioso, di culto, di lode agli Dei.

1924 ChamonixLe Olimpiadi estive moderne si tennero per la prima volta nel 1896 ad Atene. De Coubertin, grande ideatore dei Giochi Olimpici come li conosciamo noi oggi, aveva deciso così. Decise anche che questo fantastico evento non dovesse dedicare dello spazio alle discipline invernali in quanto esse rappresentavano uno sport “troppo regionale”, alla faccia del detto l’importante è partecipare. Il primo sport invernale a partecipare ad un’Olimpiade fu il pattinaggio su ghiaccio, introdotto nelle discipline olimpiche estive nel 1908. Nel frattempo gli Stati del Nord Europa premevano per l’allargamento delle discipline affinchè anhe gli sport invernali potessero trovarvi spazio. Si iniziò a pensare ad una Olimpiade invernale, ma l’idea non ottenne grandi riscontri. Così, questi Stati, iniziarono a organizzare i Giochi Nordici, cioè una sorta di preludio a quanto sarebbe accaduto qualche anno dopo quando, nel 1924 a Chamonix, dove venne finalmente organizzata la prima Olimpiade Invernale, a cui parteciparono poco meno di trecento atleti. Questa “settimana internazionale degli sport invernali”, come venne definita, non prevedeva però lo sci alpino ed era considerata un semplice prologo per le ben più importanti Olimpiadi estive.

Clas Thunberg a Chamonix_1924Ciò nonostante una volta iniziate le Olimpiadi invernali continuarono la loro esistenza, vedendo partecipare atleti ai più sconosciuti ma capaci di vincere tanto, come Clas Thunberg, un pattinatore di velocità finlandese in grado di conquistare 5 ori, 1 argento e 1 bronzo in sole due edizioni delle Olimpiadi e, perdipiù, alla non giovanissima età di 31 e 35 anni. Per non parlare di Sonja Henie, pattinatrice artistica norvegese che partecipò ai giochi di Chamonix non ancora dodicenne e che a quelli del 1928 vinse la sua prima medaglia d’oro. Una ragazza capace di vincere altre due medaglie del metallo più prezioso nel ’32 e nel ’36 per dopo ritirarsi e diventare una collezionatrice d’arte e un’attrice, relativamente dotata, in America. Di storie così ce ne sono veramente tante, tutte interessanti e sorprendenti, probabilmente proprio  perché sconosciute al grande pubblico. Storie da raccontare e da ascoltare, da leggere per scoprire cose nuove e magari inorgoglirsi anche un po’ quando si viene a sapere che proprio nelle prime Olimpiadi invernali su suolo italiano (Cortina ’56) si sono viste, novità assoluta, le telecamere a bordo pista per trasmettere i giochi e donare loro un po’ di popolarità che a quei tempi ancora latitava. Storie belle, emozionanti e che a volte suscitano tenerezza e curiosità come quella di Eguenio Monti, bobbista italiano, primo vincitore della “Medaglia di De Coubertin” per aver prestato un bullone alla squadra norvegese con quello che adesso chiameremo un gesto di fair play. Ma anche storie tristi, come quella, recente, di Nodar Kumaritashvili, slittinista georgiano tragicamente morto a Vancouver 2010. O storie, purtroppo di guerre, devastazioni e sospensioni.

Una sola cosa, nella storia dei Giochi Olimpici invernali, ha avvicinato questi ai cugini estivi, ben più famosi ed antichi: la scelta di interrompere, durante le guerre, la numerazione, come gesto di attenzione al mondo che circonda tutti noi, sport compreso. Forse una cosa da poco, ma il minimo che questi eventi possono fare in certe difficili situazioni. Ah, dimenticavo! C’è un’altra storia che merita di essere scoperta o addirittura vissuta, ed è quella delle Olimpiadi di Sochi 2014 e di conseguenza quella di questa rubrica, che vi accompagnerà alla scoperta di storie, personaggi e curiosità assolutamente da non perdere.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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