Sochi 2014 Caucaso

l43-russia-volgograd-esplosione-131230130507_mediumSono passati pochi giorni da quando una serie di attacchi terroristici ha messo la Russia sotto la lente d’ingrandimento di mezzo mondo. Sì, perché fra poco meno di un mese in Russia, più precisamente a Sochi, località turistica situata sulle sponde del Mar Nero, si terranno i XXII Giochi Olimpici Invernali. Diciamolo, questi giochi olimpici s’avevano da fare, però forse non è stata scelta la località giusta. Difatti, se ai prevedibili problemi di natura logistica (Sochi è pur sempre una città di mare con temperature medie, a febbraio, superiori agli 8 °C), si aggiungono quelli relativi al terrorismo, per non parlare poi delle questioni relative ai diritti civili, si possono capire le problematiche che gli organizzatori si sono trovati, e si trovano tutt’oggi, a dover affrontare.

Qualche giorno fa, sulla Gazzetta Dello Sport, la giornalista Marisa Poli intitolava il suo articolo “Giochi di Guerra”: purtroppo mai titolo fu più azzeccato. Sembra un paradosso, eppure è così. Andando a leggere alcuni dati relativi all’edizione russa dei giochi invernali si potrebbe – e normalmente si dovrebbe – rimanere colpiti dal numero di partecipanti oltre seimila; dai 12 nuovi eventi sportivi che si terranno; dal numero di volontari e non che stanno lavorando nell’organizzazione. Ma non va così. Scorrendo i dati, ciò che fa più rumore sono i quasi 50 miliardi di dollari spesi per la realizzazione dell’evento (il più costoso di sempre) e, pari passo ai costi, i numeri relativi alla sicurezza.

russiaLi elenco in modo rapido e, se volete, un po’ disordinato: si passa dagli oltre 37000 soldati impiegati nei giochi alle decine di droni, dai sei missili Pantsir-S, ovvero l’ultima generazione di missili terra aria, agli oltre 400 cosacchi chiamati apposta da Putin per affiancare gli agenti sovietici. E, come se non bastasse, un servizio satellitare controllerà tutta la zona Olimpica per tutta la durata dei giochi. Ci troviamo di fronte ad uno dei piani di sicurezza più imponenti mai visti per delle Olimpiadi secondo molti esperti. Neanche a Londra 2012 la rete di sicurezza è stata così fitta, anche se, secondo alcune dichiarazioni di un ufficiale degli FBS (progenie del KGB), ciò non è vero. Ma se da un lato si possono capire queste dichiarazioni “di facciata”, dall’altro non si può non attenersi a quelli che sono i fatti concreti. Oltre alle già citate forze in campo, il piano di sicurezza sovietico non si è fermato qui: dal 7 gennaio le truppe impiegate sono in stato di combat alert, sono state fermate tutte le auto dirette a Sochi, solo chi sarà munito di pass speciale per le Olimpiadi (o previa autorizzazione amministrativa apposita) potrà addentrarsi fino alla città olimpica. Inoltre sono sotto stretto controllo tutte le spedizioni dirette verso la città Russa, e, se ciò non bastasse i visitatori saranno soggetti a stretti controlli onde evitare spiacevoli sorprese. Tuttavia la cosa sembra non bastare, il Dipartimento di Stato americano ha infatti diramato un avviso di allerta a tutti i cittadini statunitensi che si recheranno nella città sovietica a ridosso e/o durante i giochi olimpici.

Tutto ciò stupisce, sbigottisce e fa rimanere attoniti. Sembra tutto un grande paradosso: proprio le Olimpiadi, che una volta fermavano le guerre, ora diventano un luogo di un’ipotetica guerra. Una situazione strana, a cui potremmo essere abituati visti i tempi, ma che invece ci fa sobbalzare sulla sedia, perché la cosa garantirà sicuramente un’alta sicurezza ma rischia di fare perdere, in primo luogo il vero spirito olimpico. sochiVeniamo dalle Olimpiadi di Londra che ci hanno regalato emozioni uniche, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche di quello teatrale con le cerimonie di apertura e chiusura. Olimpiadi di Londra che credo abbiano risvegliato in molti un amore per lo sport che, con la quotidianità dei vari campionati, si rischia di dimenticare. Quanti infatti, pur non essendo sports-addicted, sono rimasti affascinati, a volte perfino estasiati, durante le scorse Olimpiadi? Ecco io penso che il vero problema di questi Giochi invernali sia la mancanza dello spirito giusto nell’avvicinamento a questo evento, ancora prima della questione sicurezza.

Spero che queste Olimpiadi non debbano essere ricordate per l’imponente rete di security, ma piuttosto per gli atleti, per i tifosi, per le storie particolari che ogni Olimpiade regala, storie che, come abbiamo visto in questa rubrica, raccontano di persone normali che hanno fatto cose incredibili. Ecco, il grande auspicio è proprio che fra qualche mese non ci si ritrovi a parlare solamente di numeri legati alle forza dell’ordine ed alla sicurezza, ma semplicemente e giustamente, degli uomini e delle donne che renderanno questa Olimpiade speciale.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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