Bode Miller Reuters

sochi 2014Siamo ormai a fine anno ed è il momento in cui ci si scatena con le più svariate classifiche, comprese quelle sportive. È anche vero però che per molti sport è ancora presto per assegnare voti e dedicarsi a delle pagelle che sarebbero in parte monche di una parte importante di stagione. Nonostante ciò può essere interessante e curioso provare tirare le somme di quello che è accaduto nei primi mesi della stagione sportiva ed essendo nata, questa rubrica, come gentile accompagnamento verso le Olimpiadi di Sochi 2014 abbiamo deciso di fare il punto della situazione dello sci alpino dopo appena due mesi, ovvero quelli in cui è iniziata ufficialmente la stagione agonistica.

Ad aprile dell’anno scorso ci eravamo lasciati con una regina incontrastata tra le donne e con più di una stella tra gli uomini. Da un lato Tina Maze conquistava la Coppa del Mondo, proprio nell’anno in cui la grande campionessa (e sua rivale) Lindsey Vonn ha dovuto fare i conti con problemi psicologici prima e l’infortunio poi; dall’altro il trono maschile veniva conquistato da Marcel Hirscher grazie ai punti conquistati in gigante e slalom. Oggi la fotografia che abbiamo della situazione è molto simile per quel che riguarda gli uomini, mentre è diametralmente opposta tra le donne.

Maze Vonn reutersPartiamo dalle quote rosa del circolo bianco. Doveva essere l’anno del ritorno di Lindsey Vonn e della conferma della Maze. Purtroppo, o per fortuna (a seconda del tifo), gli appassionati avranno sicuramente già notato che così non è stato. Io per primo ho cantato troppo presto vittoria per l’americana, perché Lindsey è sì tornata, ma sta convivendo con continui problemi al ginocchio causati da un’altra caduta avvenuta a metà novembre che gli ha causato la rottura del legamento anteriore del ginocchio destro. La bella sciatrice sta provando in tutti i modi a tornare ma, come ha detto lei stessa, sciare con un legamento rotto è particolarmente difficile (per usare un eufemismo) e non riesce ad essere competitiva come vorrebbe. Anche l’altrettanto bella rivale Tina Maze sta vivendo un momento particolare, infatti chi si aspettava un suo nuovo exploit è sicuramente rimasto deluso: un solo podio nei primi due mesi di gare non può certamente soddisfare l’atleta slovena. A fronte di due queste due situazioni negative, le note positive arrivano principalmente da altre due atlete: una ha il nome che inizia con la L, proprio come la Vonn, mentre l’altra ha lo stesso identico nome della Maze. Una viene dal Canton Ticino, in Svizzera, mentre l’altra gareggia per il Lichtenstein: sono Lara Gut e Tina Weirather. La prima si è eretta a protagonista dopo aver vinto le prime tre gare della stagione, la seconda invece, grazie a tanti ottimi piazzamenti e qualche vittoria, guida la classifica di Coppa del Mondo davanti ad una sorprendente Anna Fenninger. Da notare il fatto che stiamo parlando di tre atlete giovanissime, perché la Weirather e la Fenninger sono due classe ’89 mentre Lara Gut è appena ventiduenne e occupa il gradino più basso nella classifica parziale di Coppa Del Mondo.

Bode+MillerTra gli uomini c’è invece da raccontare del ritorno alle gare di Bode Miller, con il fenomeno statunitense che è anche riuscito ad arrivare secondo dopo appena due gare all’attivo e un anno buono di stop. Per il resto invece la situazione è molto simile a quello dell’anno passato, solamente che le posizioni sono invertite perché a guidare la classifica generale c’è Svindal, personaggio di spicco in recenti e memorabili weekend, con delle vittorie strepitose come quella nel Super–G sulla Saslong. A seguire, appena dietro il talento norvegese, ci sono subito Hirscher e Ted Ligety, entrambi a darsi battaglia in slalom e Super-G. Senza ombra di dubbio la classe di questi campioni è sopraffina e siamo sicuri che ci sarà grande spettacolo in tutta la stagione visto che i tre sono separati da pochissimi punti. Una menzione particolare tra i ragazzi la merita, infine, Erik Guay. Il canadese è stato infatti artefice di una discesa S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E sulla Saslong dove a metà gara pagava quasi una secondo dal primo, per poi invece scavalcarlo al traguardo per 12 centesimi. Gara da vedere e rivedere perché le condizioni della neve non erano eccellenti, ma ciò non ha impedito al trentaduenne canadese di dar vita ad uno spettacolo incredibile.

Per i colori azzurri, finora, nessun picco purtroppo. Poca fortuna tra le donne con qualche singolo acuto delle sorelle Fanchini, mentre tra gli uomini possiamo solo segnalare i buoni avvii di stagione di Paris, Heel e Peter Fill, senza però alcun risultato memorabile. Ora non ci resta che continuare ad ammirare le gesta di questi atleti aspettando la cornice perfetta, ovvero le Olimpiadi di Sochi, sperando, in quei giorni, di poter parlare molto di più dei nostri atleti.

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2 Commenti a “Road To Sochi/ Lo sci a metà strada dalle Olimpiadi

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