Curling nel 1909

Curling in ScoziaÈ verso la metà del 1500 che nasce; è col nuovo millennio, in particolare con le Olimpiadi di Torino e Vancouver, che rinasce. Mi pare evidente che non stiamo parlando di una persona, del resto uomini con più di cinque secoli sulle spalle non si sono ancora visti e, probabilmente, mai se ne vedranno. È invece dal lontano 1541 (forse anche primi anni del 1500) che ci giungono le prime notizie del curling, sport portato alla ribalta grazie appunto alle ultime edizioni delle Olimpiadi Invernali. Eh sì, perché adesso è pure sport olimpico a ulteriore testimonianza di quanto cambia il mondo in mezzo millennio. Questo particolarissimo sport è rinato grazie ai Giochi del 2006 e del 2010, creando curiosità prima e addirittura appassionando molti poi. Sarà per la somiglianza con sport decisamente più estivi, evocando a tanti quel desiderio d’estate tipico di chi non ama l’inverno; sarà forse per la sua apparente semplicità; oppure semplicemente piace perché strano, simpatico e, a suo modo, avvincente. Ma proviamo a mettere un po’ di ordine.

Siamo dei tessitori che abitano in Scozia, siamo nella prima metà del ‘500, il lavoro, per quanto umile, ci piace. Purtroppo però con gli anni la cosa inizia a diventare un po’ stressante, non è più una passione. E allora ci riuniamo e iniziamo a cercare un modo per rilassarci un po’ durante le pause e una volta finita la giornata lavorativa. Non è che il territorio offra molti svaghi, soprattutto non per persone umili come noi. Poi di colpo un’idea. Un sasso, una superficie ghiacciata. Poche cose, semplici ma, col sennò di poi, geniali. Il curling. Leggenda narra che siano andati più o meno così i giorni in cui quei tessitori si sono messi, per le prime volte, a giocare a curling usando ciò che trovavano in natura, cioè sassi piatti e superfici di ghiaccio che in Scozia, d’inverno, non mancavano di certo.

Una foto del curling a Chamonix 1924La prima notizia ufficiale di una partita di Curling risale al 1541 poi piano piano si hanno notizie più fitte e certe. E non solo dalla Scozia. Anche dal Belgio, “partner economico” degli scozzesi, e in seguito anche dal Canada, dagli Usa e dai paesi nordici (Svezia e Norvegia). La curiosità suscitata da questo sport permette al curling di ritagliarsi uno spazio tra le discipline delle prime Olimpiadi di Chamonix, ma solo come evento dimostrativo. In seguito però, con la sua introduzione alle Olimpiadi del 1998, anche la “prima” del curling nel 1924 (a Chamonix appunto) fu ritenuta una partecipazione ufficiale. Da allora la popolarità del curling è stata una crescita continua, fino agli apici toccati nel 2006 e nel 2010, e la sua diffusione ne ha permesso l’ascesa in Paesi europei come Svizzera, Germania e Italia, ma anche asiatici grazie alla Cina, che è stata la prima nazione dell’Asia a vincere una medaglia olimpica in questo sport. Le regole sono mutate nel corso degli anni ma sono facili da apprendere, cosa che lo rende piacevole anche a chi non ne ha mai sentito parlare.

È iniziato per gioco, per passatempo e, a differenza di altre discipline, tale è rimasto; molti atleti che praticano il curling infatti non sono professionisti a tempo pieno, e seppur ricavino una bella fetta di guadagni da esso, non si possono definire professionisti come invece può essere definito uno sciatore, perché il curling non è la loro vita, non è il loro lavoro. Però, attraverso di esso, hanno sicuramente scritto pagine bellissime di storie di sport. Storie che sono tante, belle ed emozionanti. Come quella di Kelly Scott che nel 2006, un anno prima di diventare Markus Egglercampionessa del mondo, ha sconfitto Cathy King mettendo a segno quello che gli esperti chiamano “snowman” ovvero 8 stone a punti in una mano (8 è anche il numero di sto-ne per ogni squadra), una sorta di grande slam del curling insomma. Oppure come quella di Markus Eggler, atleta svizzero che è stato il primo a vincere due medaglie nel curling in due Olimpiadi diverse grazie ai bronzi ottenuti ai Giochi di Salt Lake City e di Vancouver, primato che ha poi dovuto condividere con altri atleti principalmente canadesi e norvegesi.

A questo punto bisogna solamente aspettare febbraio per vivere nuove emozioni guardando questo strano ma affascinante sport e lasciandosi avvolgere dalle tessiture dei lanci dello stone, come se a farlo fossero quegli antichi lavoratori della Scozia di metà ‘500.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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