F1:FERRARI PRESS CONFERENCE

Italian Formula One Grand PrixCome un fulmine a ciel sereno, le dimissioni di Stefano Domenicali scuotono il mondo della Formula 1 e della Ferrari, dopo appena tre gare disputate nel Mondiale 2014. Apparentemente inaspettate, nessuno per ora si sbilancia eccessivamente nel commentare le ragioni del ritiro del Team Principal di Maranello; certamente pesano i risultati (non) raggiunti nella prova di domenica scorsa in Bahrain, e le conferme negative arrivate dai successivi test. Mai a podio nelle prime tre gare, in un campionato che per molti aspetti è ripartito da zero nello sviluppo delle vetture, la Ferrari si trova di fronte all’alba dell’ennesimo fallimento degli ultimi anni. Era necessaria una scossa all’ambiente, ed è giunta in modo improvviso, seppur in una forma da molti più volte invocata.

IL FATTO. Lunedì 14 aprile sul sito internet della scuderia Ferrari viene pubblicata la notizia: Stefano Domenicali si dimette dalla guida del Team Ferrari. Dopo ventitré anni lascia un’azienda, che più che azienda si può chiamare squadra, della quale era arrivato ai vertici, scalando tutti i gradini necessari. Un comunicato breve, poche righe, per annunciare le proprie dimissioni, ringraziando presidente e colleghi, e facendo i più sentiti auguri per il futuro. Montezemolo ricambia ringraziando a sua volta l’ingegnere per il servizio svolto finora, e per aver anteposto il bene della scuderia al proprio.

LO SCENARIO ATTUALE. Difficile interpretare la reazione dei tifosi. Il cambio al vertice è stato più volte invocato durante le passate stagioni, ma mai in un periodo così delicato come la prima metà del mondiale. I detrattori di Domenicali hanno spesso alzato la voce nella parte finale della stagione, augurandosi l’ingaggio di un “cervello” in grado di progettare una nuova vettura durante la fase invernale, quando si lavora nei cantieri a porte chiuse. Una simile uscita di scena crea uno scompiglio notevole; usando una metafora calcistica, è come se un allenatore venisse esonerato ad ottobre. Gli allenatori migliori non sono più sul mercato, e la squadra è già costituita. Per il sostituto non sarà facile puntare al titolo. E la Ferrari non è squadra a cui possa bastare un posto in Champions.

mattiacciPROSPETTIVE FUTURE. Nel futuro più immediato il nome designato per la successione è Marco Mattiacci, CEO di Ferrari North America. Un uomo che certamente conosce bene l’ambiente, ma che non ha grande esperienza nel mondo della Formula 1. Già si parla di possibili nuovi arrivi. Ross Brawn sarebbe un gradito ritorno, ha vinto tutto in Ferrari nell’era Schumacher, ma potrebbe essere una pista difficilmente percorribile. Un’altra possibilità non remota sarebbe una stagione di transizione: se i tecnici ritenessero davvero incolmabile il gap con la Mercedes, potrebbe partire un progetto di riforma più profondo in vista del Mondiale 2015, provando a limitare i danni per questa stagione e concentrando finanziamenti e risorse in un futuro prossimo dove sarebbe vietato sbagliare. La Ferrari si è recentemente confermata come il marchio più prestigioso a livello mondiale, è impensabile che non voglia tornare a brillare nella vetrina più in vista dell’automobilismo.

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