90 minuto franco lauro

Trasmissioni diverse, argomento comune, stessa rete. Il pomeriggio domenicale di Rai 2 è una maratona calcistica alla fine della quale, per chi ci arriva, si giunge sfiancati. A questa prima giornata di calcio sulla seconda rete la griglia di partenza è la stessa dell’anno scorso (da Quelli Che… a Novantesimo Minuto, passando per Stadio Sprint), ma i contenuti, in parte rinnovati, sembrano forse peggiorare un’offerta già di per sé non entusiasmante.

savino quelli che il calcioPartendo da Quelli Che… , il cambio di conduzione Cabello-Savino pare non giovare alla ventennale trasmissione di Rai 2, che in poche ore su twitter si ritrova letteralmente sommersa da una valanga di critiche. Uno spettacolo scialbo e apparentemente privo di idee, che sembra già sentire la mancanza di Victoria. L’ex conduttrice aveva tenuto bene in vita il format dopo la defezione di Simona Ventura, con un piglio leggermente anarchico, che riusciva però a ben collegare le varie anime della trasmissione. Savino invece, sebbene la colpa non sia da imputare interamente a lui, pare letteralmente naufragare in balia di un nulla che non promette affatto bene. L’augurio è che si trovi un’identità forte quanto prima.

Carriera ventennale anche per Stadio Sprint,  trasmissione che ormai conosciamo bene, mai soggetta a grandi cambiamenti nel corso degli anni. Ciò che invece è cambiato è il calendario di Serie A, che spalmando le partite in tre giorni, fra pomeriggio e sera, sta rendendo sempre meno appetibile in termini di interesse trasmissioni monoblocco di questo tipo, di cui forse Stadio Sprint è l’ultimo baluardo in chiaro, e che continua a sopravvivere in virtù di non si è ancora capito bene cosa. Le partite alla domenica pomeriggio sono sempre meno, e spesso vedono affrontarsi squadre non di vertice, costringendo la rete ad ospitare un’ora di trasmissione che fa letteralmente fatica ad essere riempita.  Se il problema può essere facilmente aggirato da piattaforme all news – o meglio interamente dedicate- come Sky e Mediaset Premium, ben più difficile è la questione sul meno agile servizio pubblico, che si ritrova a offrire nello spazio a disposizione una merce sempre più scarsa e poco interessante. A Varriale l’arduo compito di portare fino a fine anno una carrozzone dalle ruote sempre più sgonfie. Dopotutto se c’è riuscito fino ad adesso…

90 minuto franco lauroDiscorso simile per Novantesimo Minuto, che può però almeno contare sulle notizie della giornata precedente, e del posticipo serale, per fornire un’informazione più completa e appagante. La cosa però pare non aiutare granché la qualità della trasmissione, ormai da anni persa in un limbo fra tradizione e rinnovamento, che, anche per i motivi spiegati sopra, fa fatica ad adattarsi ai nuovi tempi del calcio. Franco Lauro esordisce dicendo che cambieranno molte cose, invece ci si ritrova i soliti ospiti che girano a mo’ di porta scorrevole, le stesse facce, e pure Carlo Longhi alla moviola, che pare (fortuna sua) essere stato recuperato dal sarcofago nelle stesse condizioni in cui lo si era lasciato. I tempi biblici fra un servizio e l’altro poi, riempiti da fiumi di chiacchiere assolutamente vacue e pedanti, rendono la trasmissione lenta e macchinosa, come se oltretutto il ritardo pagato nei confronti di Cielo (Sky), che ha saggiamente eliminato “Cielo Che Gol” per una trasmissione più snella, non pesasse.

Insomma, Novantesimo pare essere un appuntamento sempre più perdibile, che del fascino della tradizione ha conservato solo la sigla. Se a questo aggiungiamo una regia confusionaria e spesso in ritardo sugli stacchi televisivi capiamo che da salvare a parte il nome c’è ben poco.

enrico varrialeDire che serva un ripensamento radicale del mondo (e delle persone) di Rai Sport è ormai storia vecchia, si sa, ma è purtroppo destinata rimanere attuale finché i piani verranno gestiti con la leggerezza e la superficialità con cui sembrano essere stati pensati anche quest’ anno.  Tra l’altro, stasera, Rai Sport inaugurerà la stagione de “Il Processo del Lunedì” con un format importato da quello più celebre di Biscardi, che verrà affidato alla conduzione di (ancora lui) Enrico Varriale, che l’ha definito “Un Processo 2.0”.

 Nella speranza che non si finisca a fare un processo del Processo, l’augurio è che stiano concentrando tutti gli assi nella manica per l’appuntamento dei Mondiali. Quello davvero no, non si potrà fallire.

2 Commenti a “«Quelli che…» non ne azzeccano più una. C’era una volta il calcio sulla Rai

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