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Caro direttore,

le scrivo dopo aver letto sulle pagine del Corriere del Ticino di lunedì delle partite di Bellinzona e Lugano. Ho avuto la fortuna di assistere dal vivo alla vittoria dei granata sull’Etoile Carouge domenica, e sono rimasto piuttosto sorpreso e perplesso quando, come ogni lunedì, ho aperto le pagine del Corriere per leggere commenti e reazioni sul weekend calcistico nostrano.

 

Leggendo l’articolo di Enrico Lafranchi riguardante la partita del Comunale l’impressione che ho avuto era di aver visto un match differente. È vero, il Bellinzona ha avuto un difficile avvio di gara, ma dopo la mezz’ora ha preso in mano le redini della partita. Dire che la partita si è risolta su due errori difensivi degli ospiti è un modo semplicistico di sminuire quanto fatto dai granata, che pur senza incantare hanno portato a casa una vittoria meritata. Gli errori, se poi di errori si può parlare pensando alla prima rete arrivata su una punizione deviata, fanno parte del calcio e sta nell’abilità delle squadra di sfruttarli a proprio favore (chiedere conferma a Boughanem che si è fatto ipnotizzare solo contro König, dopo un evidente errore della retroguardia bellinzonese). Sottolineare poi che l’espulsione abbia aiutato il Bellinzona a chiudere una partita in bilico (?) non ha molto senso alla luce del fatto che il rosso per Dijoux è arrivato in pieno recupero.

 

Il primo tempo poi non si è affatto chiuso tra i fischi del pubblico come riportato, o meglio, la piccola contestazione che si è sentita all’uscita dal campo dei giocatori, era rivolta verso l’attaccante Boughanem (un ex bianconero) colpevole di aver pesantemente accentuato un contatto proprio allo scadere della prima frazione di gioco.

 

Trovo che la stampa del nostro cantone dovrebbe mostrarsi più attenta alla realtà calcistica della capitale, troppo spesso messa in ombra a favore dei più quotati (solo dai media) bianconeri. La mia opinione è che, spesso e volentieri, si tenda sempre nei giornali o alla tele a esaltare o concentrarsi sul Lugano calcio, a discapito delle altre rappresentanti ticinesi in Challenge League. Il progetto che viene portato avanti a Bellinzona dal presidente Giulini e tutta la società, ha già dato prova di grande serietà e professionalità (cose che a Cornaredo sono mancate nel recente passato), e meriterebbe maggiore considerazione e rispetto.

 

È comprensibile che Lugano sia la piazza di maggior interesse nel nostro cantone, ma alla luce dei risultati sportivi, la squadra di punta del Ticino è ormai da anni il Bellinzona. Bisogna guardare in faccia alla realtà, senza nascondersi dietro a passati vittoriosi. L’unica compagine ticinese con le carte in regole e un progetto serio per fare il salto di categoria è l’ACB. È arrivato un campione come Yakin a rinforzare un gruppo già molto competitivo e i sei punti conquistati (sì senza incantare), con 4 reti all’attivo e nessuna al passivo, sogno segno di grande squadra. Come già sottolineato da un precedente articolo di Contropiede, in questo avvio del girone di ritorno è inutile chiedere dal primo incontro di vedere un calcio spettacolare da parte della squadra di Andermatt. La missione principale è quella di fare risultato, mentre per il bel gioco si dovrà attendere che il gruppo, che ha cambiato parecchio a gennaio, acquisti affiatamento e confidenza.

 

I conti si faranno poi a fine stagione ma per il momento godiamoci questo Bellinzona che ci fa sognare, mentre la squadra di Moriero, che avrebbe “i numeri e i mezzi per superare i granata in classifica” sempre secondo il CdT, dovrà vedersela con i vari Aarau, Chiasso, Vaduz e Winterthur prima di impensierire l’ACB.

Un tifoso granata

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Un altro modo di raccontare lo sport.

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