Hull City finale FACUP

1390641631Le semifinali di FA Cup ci hanno regalato l’ennesima conferma dell’atipicità della competizione più antica del mondo a essere tuttora disputata: mai come in altri tornei le differenze in termini di blasone e valore non contano. Giusto per dare un’idea: hanno partecipato 737 clubs appartenenti a campionati distribuiti sui primi dieci livelli della piramide e provenienti sia dall’Inghilterra che dal Galles, primo turno extra-preliminare giocato ad agosto, tredici turni in totale per arrivare al quattordicesimo, cioè la finale di Wembley. Niente teste di serie, gara secca con sorteggio per stabilire chi gioca in casa, replay sul campo degli ospiti se non si ha un vincitore; anni fa in caso di pareggio al replay si rigiocava di nuovo, cosa che portò a scontri epici come la semifinale del 1980 fra Liverpool e Arsenal che venne disputata ben cinque volte, oggi per motivi tempistici in caso di parità si va ai supplementari. I giantkilling di conseguenza sono all’ordine del giorno: solo quest’anno ce ne sono stati sei, l’ultimo dei quali il Wigan che per il secondo anno di fila si fa beffe del Manchester City.

Il fascino ultracentenario della Coppa d’Inghilterra fu, se possibile, aumentato dalle conseguenze della tragedia dell’Heysel: la squalifica dei club britannici da tutte le competizioni europee per cinque anni portò gli stessi e i propri tifosi a guardare al torneo come ad una sorta di Coppa dei Campioni in versione nazionale. Tutto ciò rende la FA Cup una conquista desiderata almeno tanto quanto la vittoria del campionato e la finale uno spettacolo che poche altre finali riescono ad eguagliare. Il 17 maggio prossimo a Wembley scenderanno in campo l’Arsenal e l’Hull City. Due squadre che attualmente militano in Premier League, ma con un passato diametralmente opposto.

britain_soccer_fa_cup_semi-final_gwp-1L’Hull City AFC nasce nel 1904 e per ragioni tempistiche debutta in campionato di Second Division solo nel 1905-1906, quando sconfigge il Barnsley per 4-1. Il massimo risultato mai ottenuto finora è una semifinale di FA Cup del 1930, che vede la squadra sconfitta al replay proprio dall’Arsenal. La storia dei gialloneri è un’anonima altalena tra la Seconda e la Quarta divisione; essa è però condita da qualche nota di colore: insieme al Grimsby Town fu l’unica squadra che chiese e ottenne il permesso di giocare il giorno di Natale del 1948 per via delle incombenze date dal mercato del pesce, che non permetteva il lusso di perdere nemmeno un giorno. Nel 1970 il club fu il primo nella storia a essere eliminato con la formula dei rigori, in semifinale di Watney Cup per mano del Manchester United. Per non farsi mancare nulla, Kingston Upon Hull fino al 2008 è stata la più grande città europea a non avere mai visto una propria squadra giocare nella massima divisione. Come detto, è il 24 maggio 2008 quando le Tigri sconfiggono il Bristol City nella finale Playoff e vengono promosse per la prima volta in Premier League. L’anno successivo parte col botto: nelle prime nove partite perdono una sola volta, uscendo vittoriosi anche all’Emirates e a White Hart Lane, e dopo il 3-0 rifilato al West Browmich si ritrovano addirittura in cima alla classifica, cosa incredibile se si pensa che solo nel 1997 erano in fondo alla Quarta Divisione. Da quel momento però in poi arriveranno solo due vittorie, che grazie ad altri risultati saranno sufficienti per garantirsi la salvezza.

L’anno dopo però la retrocessione è inevitabile, e le Tigri devono aspettare due anni prima di guadagnarsi il ritorno in Premier, che arriva con un pareggio contro il Cardiff City il 24 maggio 2013. La stagione attuale vede i gialloneri in lotta per la salvezza, che a meno di clamorosi crolli dovrebbe arrivare a breve, ma ciò che più ha tenuto banco in tutti i pub della città sono due argomenti: la vicenda che riguarda il presidente Allam che ad agosto dichiarò di voler rinominare il club col nome di “Hull City Tigers” per motivi di marketing, fortunatamente conclusasi con una sentenza di rigetto da parte della FA, e ovviamente il cammino in FA Cup. Cammino che inizia nel Third Round Proper il 4 Gennaio a Middlesbrough, dove la squadra di casa cede il passo con un secco 0-2. Il 25 gennaio è ancora trasferta, questa volta si scende anche di categoria: al Roots Hall i padroni di casa del Southend United vengono eliminati ancora col punteggio di 0-2. Il quinto round vede una sfida più impegnativa: trasferta a Brighton. Nello splendido impianto che è il The Amex, i Seagulls costringono l’Hull al replay bloccandoli sull’1-1, il passaggio del turno è rimandato quindi al 24 febbraio quando tra le mura amiche le Tigri si impongono con un poco amorevole 2-1. Sesto round, ormai si fa sul serio. L’avversario di turno è il Sunderland, che non riesce a ripetere le ottime prestazioni in Capital One Cup e pertanto viene eliminato con un perentorio 3-0. La sera stessa, 9 marzo, l’urna di Wembley decide le due semifinali: il Wigan corsaro a Manchester tenterà un’altra impresa ai danni dell’Arsenal, mentre l’Hull se la vedrà contro la sorpresa Sheffield United, nobile del calcio inglese decaduta in League One.

hull-citySabato 12 aprile l’Arsenal deve attendere i calci di rigore per avere ragione dei detentori del trofeo, mentre il giorno dopo va in scena un match di alto livello: i biancorossi di Sheffield se la giocano a viso aperto e passano due volte in vantaggio chiudendo il primo tempo avanti per 1-2. Steve Bruce allora decide di cambiare: all’intervallo toglie Boyd e Figueroa sostituendoli con Fryatt e Aluko. Passano tre minuti e Matt Fryatt insacca in mischia il gol che vale il 2-2. Cinque minuti dopo anche Tom Huddlestone, ex Tottenham, con una grande azione timbra il cartellino per il gol del sorpasso; mister Bruce sfrutta il momento positivo dei suoi e toglie Sagbo per mandare in campo Stephen Quinn. Come il compagno, anche l’irlandese non perde tempo e tre minuti dopo il suo ingresso suggella un’altra bella azione corale che vale il 4-2. La partita è bella e intensa, il manager delle Blades Weir spende tutti i suoi cambi per cercare di recuperare il risultato e sembra riuscirci quando al novantesimo Jamie Murphy segna per la speranza del popolo biancorosso. L’attacco all’arma bianca continua, ma una palla persa al limite dell’aria avversaria lancia il contropiede dell’Hull City, che ribalta il campo e va a segnare il 5-3 definitivo. Hull City in finale, mai successo prima.

Le Tigri hanno avuto ragione delle lame, vedremo se sapranno fare altrettanto davanti al fuoco dei cannoni. La posta in palio è ghiotta: oltre al trofeo e al premio di quasi due milioni di sterline ci si gioca anche un posto nei gironi di Europa League. Antipasto della sfida sarà il prossimo turno di campionato che vedrà le due squadre affrontarsi al KC Stadium, ma nel frattempo, per la prima volta nella storia, un canto si alza dalle strade di Kingston: “Que serà, serà, whatever will be, will be, we’re going to Wembley, que serà, serà”.

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