agassi

Se siete riusciti a resistere all’impellente necessità di fiondarvi nella prima libreria a comprare i libri che vi ho acc(o/u)ratamente sconsigliato, beh, vi ringrazio. Vi assicuro che avete fatto soltanto la scelta giusta. Se invece non è che vi siete fidati, ma comunque non avete ancora un cavolo di niente da regalare perchè prima avete voluto aspettare l’eventuale fine del Mondo in classico stile “Non succede, ma se succede preferisco evitare di buttare nel cesso i soldi per dei regali che non farò mai”, come se, nel momento in cui il cielo si fosse squarciato per fare spazio al cadenzato trotto dei Cavalieri dell’Apocalisse il vostro primo pensiero sarebbero stati i soldi buttati nel cesso… se voi, dunque, ancora non avete regalato nulla, sono qui per questo.

Quattro libri, quattro romanzi, non per forza appena usciti, ma davvero opere di un altro livello, almeno a mio parere, opere che possono regalare a chi decide di leggerle ed a chi le riceve come presente un qualcosa, qualcosa che difficilmente può lasciare qualche altro romanzo o il solito kit da bagno di Sephora. Se anche voi, quindi, vi siete cagati in mano, senza alcun senso logico e razionale, per la Profezia Maya e non volete ridurvi a pregare in arabo la prima commessa in finto camice da dottore dell’Erbolario affinchè vi consigli un cofanetto di tisane da regalare alla vostra donna, leggete queste poche righe. Se anche voi, che invece ve ne siete strafottuti della Profezia e semplicemente vi siete ridotti all’ultimo momento giusto per quella goduriosa pigrizia che vi attanaglia, propiziata dal freddo e l’atmosfera natalizia, leggete queste poche righe. E prendetele per quel che sono, cioè uno spassionato consiglio, un piccolo pensiero per tutti i lettori di Contropiede.

 open-agassi11. “Open” di Andre Agassi: una biografia tanto bella da essere romanzo, tanto ruffiana da diventare perfetta cornice di un personaggio che è già icona. Agassi è un uomo che, nel bene o nel male (libera scelta), ha cambiato il modo di essere del tennis. Uno sport aristocratico nella sua bellezza è diventato, con il ragazzo di Las Vegas, uno sport per spacconi e gente di strada. Eppure Andre non è così, non è smargiasso, o meglio, con se stesso non lo è affatto. Aprire la propria testa e fare vedere a tutti che succede quando ti ritrovi a rispondere all’insidiosa seconda palla di Sampras è un’operazione chirurgica ai limiti dell’umana medicina, ma che lui compie con estrema abilità narrativa. Moehringer, che non compare ma è colui che ha messo su carta le parole dell’ex campione, riesce a portare nel libro quelle sfumature emotive che difficilmente trovi da altre parti. Agassi odia il tennis, lo odia perchè gliel’hanno fatto odiare, ma è consapevole che è l’unica cosa in cui ha un futuro e che è in grado di fare bene. Questa guerra interiore lo porta a toccare picchi di incredibile classe ma anche a raschiare più di una volta il fondo. E poi Wimbledon in blue denim, l’eyeliner, le capigliature discutibili prima e un’incipiente calvizia ed il parrucchino poi. Le sconfitte che bruciano e lasciano cicatrici profonde e le vittorie che, per quanto belle, non sono mai gioiose quanto sono dolorosi i fallimenti. Un viaggio che diventa un racconto istruttivo, un campione che è stato vicino all’autodistruzione, ma poi in grado di ricostruirsi ammettendo i propri errori (con furbizia narrativa) e rialzare la testa ed il proprio orgoglio. Regalatelo perchè aiuta, leggetelo perchè insegna.

2. “La versione di Barney” di Mordecai Richler: “Panorama” l’ha inserito nelle opere migliori degli anni 2000, per me è l’opera del decennio. Uno di quei libri che deve per forza rimanere, un esempio dell’antieroe che prende la scena e caccia a calci in culo il politically correct e la morale dei grandi protagonisti dei grandi romanzi. Barney è uno stronzo, vecchio, accusato di aver ucciso il suo migliore amico. Lui si difende, confermando che è uno stronzo, un vecchio rimbecillito preso nelle morse del terribile Alzheimer, ma che alla fine di un viaggio immenso, non nega, nè ammette, l’omicidio. Lui, semplicemente, ti spiega come ha vissuto, poi sta a te decidere. Mordecai Richler regala, praticamente alla bandiera a scacchi della sua esistenza, un’opera meravigliosa perchè profondamente intensa, ironica e toccante. Non puoi che provare simpatia per un uomo come Barney, tanto preso dalla vita che, in certi momenti, sembra quasi se ne fotta di essa. Ma allo stesso tempo provi dentro una strana sensazione, quasi che di Barney, tu lettore, effettivamente non riusciresti mai ad essere veramente amico e neppure a credergli totalmente. Si crea un’empatia strana con il protagonista dell’opera che va ben oltre la semplice lettura: alla fine capirai che starai dalla sua parte o da quella dei suoi detrattori. Per molti Barney è la trasfigurazione letteraria di Richler stesso, ma lui ha sempre negato, forse consapevole che la cosa non gli avrebbe giovato granchè. Regalatelo perchè diventerà un pezzo di storia della narrativa, leggetelo perchè della storia è giusto farne parte.

maf3. “Vita ed opinioni del cane Maf e della sua amica Marilyn Monroe” di Andrew O’Hagan: se pensate che toccare Marilyn Monroe significhi cadere automaticamente nel gioco (e nel giogo letterario) dell’iconografia e della mitizzazione, vi sbagliate. O almeno in questo caso, anche perchè il protagonista mica è la bionda più famosa al mondo, ma il suo cane. Un romanzo delizioso, malinconico e pittoresco. Dalla campagna inglese fino alle braccia desiderabili di Marilyn, passando per le arroganti attenzioni di Frank Sinatra, un’opera che regala un’atmosfera retro e vintage grazie al filtro delle parole di un terrier ben più profondo della sua stessa padrona ed amica. Maf (all’anagrafe Mafia Honey, poveretto…) sta sempre con Marilyn negli ultimi due anni della sua esistenza e diviene quindi l’unico vero testimone degli accadimenti che hanno portato l’icona sessuale degli anni ’60 alla morte. Certo, il romanzo è l’ennesima celebrazione e commemorazione di questa donna, ma è difficile fare operazioni del genere con la classe e l’abilità di O’Hagan, non a caso ritenuto uno dei migliori autori contemporanei. Arte, filosofia, letteratura e scienza, tutto consegnato ai lettori in piccole gocce di saggezza che un terrier decide di regalare, andando anche a dipingere, sullo sfondo, il vero volto di una America posseduta dalla criminalità organizzata e che cerca la rinascita nell’esplosione della cultura pop. Da regalare perchè dona attimi di spensierata lucidità, da leggere perchè il suo stile vi rimarrà impresso.

4. “1Q84, Libro 1-2-3” di Murakami Haruki: avevo concluso i consigli di non-regalo e non-lettura con una trilogia e dunque decido di concludere quelli di regalo e lettura con un’altra trilogia. Beh, ma siamo ad un livello superiore, anzi, almeno una decina di livelli sopra a “50 sfumature di…” (punto non difficilissimo da raggiungere in termini generali, un pò come trovare un calciatore col piede più educato di quello di Morris Carrozzieri). Partiamo da una semplice nota: siamo in Giappone, lo stesso Giappone che trasuda saggezza e tecnologia hi-tech. Siamo nel 1984 chiaramente, ma non quello immaginato da Ornwell, bensì quello reale di Murakami. Ma è davvero reale? È questo il quesito che si pone innanzi ai due protagonisti, Tengo ed Aomame. Il dubbio è tanto pressante da portarli a sostituire il 9 della data con la Q di “question mark”. Un romanzo pieno di simboli, che ci accompagna in un viaggio tormentoso ed onirico, proprio come quei sogni che non superano la sottile linea che li rende incubi ma che tormentano il nostro sonno attraverso situazioni e parole sfumate, inafferrabili, irrazionali, sogni talmente complicati che diventa difficile trasportare in numeri da giocare al Lotto. Murakami, con la classe nipponica, disegna un nuovo Universo tra libri profetici, omicidi, metaforiche apparizioni. Un Universo tanto simile al nostro da renderlo inquietante. Allo stesso tempo, in piena narrazione occidentale, riesce a tracciare i bordi e a disegnare personaggi caratteristici ed immensi. Da regalare perchè eleva intellettualmente divertendo, da leggere perchè apre zone del nostro inconscio che neppure un massaggio Shiatsu va vicino a smuovere. Come dice il “Daily Telegraph”, “Attenzione, Murakami crea dipendenza”.

Augurando a tutti voi un felicissimo Natale e delle gioiose feste in famiglia, spero che il cappone non vi vada di traverso e che, nei fumi del quindicesimo brindisi e pieni di panettone fin nei vostri più remoti pori, possiate dedicare qualche ora alla lettura di almeno uno di questi libri. Un abbraccio a tutto Contropiede e buon cazzeggio!

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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