cinquanta sfumature

Le lucine, i Babbi Natali che si arrampicano furtivamente sui balconi di tante case, le letterine dei bambini, il gelo tagliente, l’odore di legna bruciata, le tredicesime che si volatilizzano con la seconda rata dell’IMU: ebbene si contropiedisti, è giunto il Natale. O quasi, va beh, ci siamo dai. Quel che davvero conta è che al Natale, oramai, bisogna pensarci e se non volete farlo ci pensano le bimbe della Bauli alla televisione a farlo, poco conta che oggi siano tutte, più o meno, delle esodate. La gente, a quanto pare, inizia a riempire vie del centro e shopping mall alla ricerca del regalo perfetto per tutti, amici o parenti che siano. Tutta questa fretta, personalmente, non ce l’ho e mi ridurrò come sempre al 23, 24 dicembre a fare a botte con gli altri ritardatari nella prima libreria che incontrerò sul mio cammino. Già, libreria, perchè io trovo un libro un regalo quanto mai perfetto. Certo, poi devi trovare IL libro adatto, ma se lo azzecchi farai un figurone, perchè attraverso quell’ammasso di fogli puoi fare capire ad una persona ciò che di essa pensi, tra l’altro senza tante parole, o almeno senza le tue diciamo.

Visto che Contropiede.net, grazie all’ottimo direttore, dedica una bella rubrica proprio ai libri, mi sono detto “Perché non dire la mia su che libri regalare o leggere sotto le festività natalizie? Qualche libro l’ho letto in fondo e se a qualcuno non interessa, beh, ci sono sempre i pezzi di sport”. Eccomi dunque qui a scrivere di libri per Natale, ma siccome, come ho detto pocanzi, per me è un po’ troppo presto per pensare già ai regali, prima vorrei porre alla vostra attenzione quattro libri assolutamente da NON regalare e NON leggere durante le festività, così se per caso già avete in mente di recarvi in qualche libreria, quattro delle migliaia di tomi presenti potreste scartarli, vi facilito il lavoro. Bene, quindi, dicevamo, libri da non leggere. L’idea non è particolarmente fantasiosa, anzi, un anno e mezzo fa si scomodò addirittura il Daily Telegraph a dire la sua, sfornando una classifica di ben 50 libri da non leggere. Purtroppo però, come spesso accade in questi casi, per la maggior parte conteneva titoli di opere classiche e sinceramente non credo che uno, per Natale, regali a mamma, a papà o al proprio/a fidanzato/a l’Ulisse di Joyce (se qualche lettore aveva in mente di farlo, non lo faccia, lo dico per lui, davvero). Mi dedicherò dunque a titoli più o meno recenti. Ma non dilunghiamoci oltre, partiamo:

1. “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano: è appena uscito, edito da Mondadori, il secondo romanzo di questo giovane e, per molti, promettente scrittore, ovvero “Il corpo umano” e si sa, quando esce una nuova opera di uno scrittore di successo, anche le sue precedenti fatiche tornano alla ribalta. “La solitudine dei numeri primi” ve lo troverete quindi impilato in ogni dove in molte librerie, anche perchè è stato un vero exploit di vendite, ma non cadete nel tranello, evitatelo. Perchè? Immaginatevi, racchiuse in 300 e passa intense pagine, storie di disabilità fisica, dura autorità paterna, gravi incidenti, anoressia, asocialità, matematica, topologia algebrica, numeri di almeno 6 o 7 cifre, autolesionismo, la scomparsa di una povera bambina, tumori, morte. E tutto ciò compresso nella vita di due sole persone, non una decina. Ora, siete così sicuri che volete augurare a qualcuno (o anche solo a voi stessi, in una forma autolesionistica pari solo a quella del buon Mattia, protagonista del romanzo) di passare del tempo in compagnia di queste profondamente tristi storie? Chi riceverà come vostro regalo questo libro, penserà che voi coviate nei suoi confronti un odio profondo e malefico e ricambierà con ardore subito dopo la lettura. Ah, piccolo momento spoiler: neppure il finale è allegro.

2. “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery: non amo la letteratura francese, tranne rare eccezioni. Questa non è una di esse. Fenomeno letterario in Francia nel 2006, la sua lunga ombra si è velocemente espansa in tutta Europa, giungendo anche da noi. Premesse ottime, leggendo la controcopertina (il retro insomma) vi convincerete a comprarlo. Errore madornale! Mi spiegate perchè i francesi devono sempre complicare le cose? Una trama lineare, un pò statica ma con spunti ironici, diventa, per larghi tratti, comprensibile soltanto ad un laureato in filosofia, possibilmente con un voto sopra il 100. Ora, finchè si parla di Kant qualcosina, qualche rimembranza rimasta impigliata tra i miei neuroni, torna alla mente, ma spesso si va oltre ed è veramente troppo. Le protagoniste del romanzo sono due, e se la vecchia portinaia vi starà velocemente sulle balle, così non è per la piccola Paloma, figlia di una ricca famiglia ma con tendenze suicide dovute alla sua eccessiva intelligenza. Peccato che, ad un certo punto, la vita della ragazzina, e dunque anche i suoi godibili pensieri, si incontrino con quelli della vecchia filosofa-portinaia, perdendo brillantezza e interesse. Regalatelo, ma chi lo riceverà penserà che voi avete voluto imporgli la vostra superiorità intellettuale, e vi odierà.

3. “Io sono il Libanese” di Giancarlo De Cataldo: la banda della Magliana è tornata, o meglio, solo il loro leader, ma forse era meglio se ciò non fosse mai successo. “Romanzo Criminale” già non mi aveva pienamente convinto, infarcito di un eroismo criminale che trovo in netto contrasto con le caratteristiche dell’autore dell’opera, ovvero un magistrato, e soprattutto infarcito di una scrittura dialettale, divertente, ma alla lunga noiosa. Con questa sua nuova opera però si cade davvero in basso. Il Libanese era morto, perchè farlo resuscitare attraverso un prequel?? Già la copertina poi è tutto un programma, con quel pitonato che fa tanto kitsch, trash, finto. Ed è proprio ciò che è questo libro: finto. Se in “Romanzo Criminale” c’era un minimo di contenuto narrativo, qui siamo di fronte ad un’opera scritta soltanto per lucrare sui successi del passato, ed è un peccato. Il Libanese è un personaggio pieno di zone oscure, pieno di psicologia, ma qui ne esce soltanto, per l’ennesima volta, un pischello che vuole diventare Re attraverso la strada del crimine. Regalatelo pure, ma alla fine il lettore ne uscirà deluso, a meno che non sia uno studente di giurisprudenza, perchè allora ne uscirà ancora più motivato nei propri studi comprendendo che, pur facendo il magistrato, si avrà molto tempo libero, o quantomeno abbastanza per poter scrivere ben 14 opere (tra racconti e libri) nel giro di poco meno di sei anni.

4. “50 sfumature di grigio, rosso e nero” di E.L.James: lo so, banale, ma necessario. Potevo parlare di Moccia o Fabio Volo, ma fortunatamente loro non scrivono da un po’ e quindi, almeno per questo Natale, non dovremo sorbirceli. Dovremo invece sorbirci uno dei primi libri che ha raggiunto anche il palcoscenico delle pubblicità televisive tanto è stato grande il suo successo. Assurdo, davvero assurdo, inconcepibile. La storia più o meno la saprete tutti: c’è la sfigatella di turno, non bella ma chiaramente neppure cessa, che si innamora del bello e ricco, il quale però ama farlo strano. Si entra dunque in un circolo vizioso dove sesso ed amore si fondono, rendendo i confini dell’uno e dell’altro sfuocati e poi totalmente inesistenti. Insomma, un romanzo per adulti che vi riporta ad essere tredicenni, quando nel sesso pareva esserci davvero qualcosa di proibito, ma vi assicuro che non è bello. Tornare bambini è bello, tornare in piena pubertà no, è stancante, ricorda brufoli, zaini di scuola pesanti e ormoni in cortocircuito. Forse in pochi si sono resi conto che siamo nell’era di YouPorn e RedTube, i porno/erotic books scritti servono davvero a poco. Fatto sta che questo romanzo vola in cima alla classifiche e permette ai compratori compulsivi di scatenarsi addirittura con una trilogia (ma perchè?!). L’imbarazzante stile di scrittura, la piattezza della trama e l’assenza più totale di concetti profondi rende questi libri adatti al camino. Se lo regalerete rischierete di passare per dei maniaci o delle maniache alla ricerca di una storia di una notte e via, ma soprattutto vi dimostrereste un po’ stupidi. Se invece lo leggerete vi do un consiglio spassionato: guardatevi un film di Tinto Brass, regala davvero più emozioni erotiche ed avrà certamente un senso logico.

A settimana prossima, stavolta davvero con dei consigli letterari per Natale.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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