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L’edizione appena conclusasi del Fiandre è stata emozionante non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello umano, poiché segna il rilancio di tre grandi campioni, che hanno avuto l’umiltà e la forza di rimettersi in gioco, prendendo scelte rischiose che non avevano un esito certo.

 

Come quella di Pozzato, che per prepararsi al meglio per le corse in Belgio aveva scelto a Febbraio, ad una sola settimana dall’ infortunio con conseguente operazione alla clavicola, di tornare a correre. Certo, gli è sfuggito il gradino più alto del podio, ma ha vinto la sua sfida: è tornato ad essere competitivo a livelli importanti. Grande merito va anche alla scelta della Farnese Vini di Luca Scinto di credere nelle capacità del corridore vicentino riportandolo in Italia la scorsa estate; Pozzato da parte sua ha avuto l’umiltà di ripartire in una squadra che non fa parte del circuito World Tour. In questo modo la presenza alle grande corse non è garantita di diritto ma solo tramite invito, e oltretutto non ha certamente gli stessi mezzi di altre squadre, ma in un ambiente più famigliare sembra che Pippo sia finalmente in grado di esprimere al meglio tutte le sue potenzialità.

 

Boonen, il vincitore, all’inizio di quest’anno ha scelto di lasciare Montecarlo per tornare a vivere a casa sua nelle Fiandre. Forse il respirare la storia del ciclismo ogni giorno gli ha fatto ricordare quello che sa fare meglio: vincere grandi corse. Al campione belga mancava una vittoria in una grande classica dal 2009 alla Parigi-Roubaix, e con questa vittoria entra nella ristretta élite di chi ha vinto tre edizioni della corsa dei muri, e si candida come principale favorito per la prossima Parigi-Roubix che si correrà nella domenica di Pasqua.

 

Va evidenzaita anche la prova di Alessandro Ballan, che ha conquistato il gradino più basso del podio. Il piazzamento non rende merito alla grande gara svolta dal corridore veneto, che ha sempre corso in modo attento evitando le numerose cadute, e ha dato al via all’azione decisiva con una progressione secca sul penultimo muro del Quaremont. Non avendo possibilità in volata ha provato ad andarsene nel finale ma Boonen è sempre stato attento ha chiudere i suoi attacchi. L’ottima condizione che ha dimostrato in questa prima parte di stagione gli ha permesso di essere un punto di riferimento della sua squadra stellare, e molto probabilmente sarà il capitano anche per la Roubaix, lui che probabilmente nei piani della Bmc ad inizio stagione doveva essere un gregario di lusso per Gilbert o Hushovd.

 

Le cadute, elemento imprescindibile del Fiandre, hanno tagliato fuori dalla corsa uno dei favoriti principali, Cancellara. Il problema è che all’elvetico la caduta gli ha causato un infortunio grave, si parla di tripla frattura alla clavicola, che li pregiudicherà la presenza alle prossime corse, sicuramente alla Roubaix.

 

Finalmente, dunque, i corridori italiani ieri hanno dato segnali importanti, non solo con Pozzato e Ballan, ma anche con Paolini, che si è classificato settimo, dopo una grandissima corsa sempre all’attacco. Al pedale azzurro manca ancora una vittoria in una grande classica, l’ultima è stata nel 2008 con Cunego, ma la prova di ieri può dare la scossa all’intero ambiente.

 

Infine tra i piazzati bisogna segnalare la grande prova di Niki Terpstra, e Peter Sagan. Il primo ha sì lavorato per il proprio capitano, Boonen, ma ha anche dimostrato di essere molto adatto a questo tipo di corse in cui potrà ritagliarsi spazi sempre più importanti in un futuro non troppo lontano. Sagan, invece, nonostante il piazzamento ha dimostrato che può essere competitivo ovunque: in qualsiasi terreno riesce a fare la differenza, candidandosi così sempre di più al ruolo di assoluto protagonista nelle grandi classiche.

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