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«M’illumino

d’immenso»

 

Così scriveva nel 1917 Giuseppe Ungaretti. Mai il grande poeta italiano avrebbe immaginato che i suoi versi potessero fare da cornice ad un evento sportivo. E invece eccoli qua, precisi e puntuali, per descrivere l’ennesima prestazione maiuscola della Juventus 2011-12 targata Antonio Conte. Divina la prestazione degli uomini in rosa nel match contro i feriti legionari giallorossi (che in ogni trasferta prendono 4 gol, ma questo è un altro discorso). Conte contro Luis Enrique doveva essere la sfida tra “il nuovo che avanza” nel calcio italiano. Si è trasformato in un massacro per la Roma che, prima di accusare il proprio allenatore di aver fatto mosse sbagliate (Totti-Perrotta), deve far mea culpa per una difesa degna dei migliori film horror.

 

 

Ma non sottovalutiamo il trionfo dei bianconeri che, come al Giro d’Italia, vestono il rosa per una “fughina” verso quella parola che in pochi ancora pronunciano. Troppo grande in questo momento la differenza con il Diavolo rossonero. Condizione, corsa, tattica, tecnica, gioco, voglia e grinta sono solo alcuni dei fondamentali nei quali i bianconeri eccellono, superando di gran lunga la banda Allegri. Caratteristiche probabilmente impossibili da “inglobare” in un atleta. E invece no. Arturo Erasmo Vidal le ha tutte; e non è un caso che il cileno numero 22 sia il vero simbolo di questa Juve che ha fame di tornare regina in Italia, aspettando il confronto con le grandi d’Europa. Novello Boateng oseremmo definire l’ex Bayer Leverkusen, che di Prince non avrà la tecnica ma ha più cuore, più continuità e la stessa decisività che il ghanese ebbe nello scorso torneo. Il reparto centrale della Juve, che oltre al cileno annovera due “principianti” come Pirlo e Marchisio (entrambi in gol con la Roma), è in questo momento per ampio distacco il migliore d’Italia (chissà quanto gode Prandelli) e sicuramente non sfigurerebbe in Europa, anzi.

 

La partita con la Roma è stata l’ennesima riprova di come la Signora non sbagli le grandi sfide: quest’anno il bilancio con le big nostrane parla di 8 vittorie e 4 pareggi, segno di una mentalità cambiata e “plasmata” ad immagine e somiglianza del suo tecnico. Ora arriveranno 5 match abbordabili nei quali non bisognerà calare di concentrazione; l’aver messo più di una partita tra sé e il Milan porterà Vucinic (magistrale con la Roma) e co. a giocare con maggior tranquillità, ma non per questo a modificare il suo modo di interpretare le partite sempre col coltello fra i denti.  Perché come dice spesso Conte questo è un gruppo fantastico con un cuore enorme, ma con una fame maggiore. Belli e spietati, così vi vogliamo.

 

 

N.B. Per tutti quelli che fomentano, anche oggi, polemiche (gol Muntari, fuorigioco Ibra, rosso a Stekelenburg): sparate a zero, sparate pure, tanto Vidal, quello che ha il nome di uno shampoo, è d’acciaio.

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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