simon e holt piacenza

trento volleyStasera prendono il via le finali playoff di pallavolo maschile, che definiranno la squadra che si porterà a casa il titolo di campione d’Italia. Se da un lato c’è la favoritissima Itas Diatec Trentino, alla sua sesta finale consecutiva e la cui presenza era a dir poco scontata, dall’altro lato della rete troviamo il gradito e per certi versi sorprendente ritorno della Copra Elior Piacenza, una squadra che negli anni scorsi ha ottenuto ottimi risultati e ha visto diversi grandi campioni. Entrambe le compagini arrivano alla sfida nel loro miglior momento di forma e con la possibilità di utilizzare tutte le risorse a loro disposizione, ma mentre la corazzata squadra trentina è giustamente e continuamente esaltata nelle sue punte di diamante, gli emiliani hanno sorpreso trovando la propria arma in quei giocatori che ricoprono un ruolo non sempre sotto i riflettori: il centrale

Il centrale, o centro, è un giocatore che per certi aspetti è associabile al portiere del calcio, non sempre chiamato in causa ma spesso fondamentale, e la sua mancanza mette in difficoltà l’intero sestetto. Questo ruolo è sempre ricoperto dai giocatori più alti, il cui compito principale è mettere in difficoltà gli avversari e supportare la difesa con i primi due fondamentali d’attacco, la battuta e, al contrario dell’immaginario comune, il muro. Questo perché la schiacciata, il terzo fondamentale, del centro, definita in gergo “la veloce”, ha bisogno di una palla dalla ricezione e di una coordinazione tra alzatore e centrali praticamente perfette; senza di esse è una scelta quasi impossibile per il palleggiatore, e il centro si limita a fare una finta per smarcare gli altri attaccanti

simon e holt piacenzaPerché la Copra ha costruito il proprio punto di forza su questo? Per un doppio e semplice motivo: Roberlandy Simon e Maxwell Holt. Questi due “piccolini” (sono alti rispettivamente 206 e 205 cm) identificano il centrale perfetto, con una battuta molto potente (chiedete alla ricezione di Macerata, la migliore del campionato, sgretolata dalle loro cannonate) e un ottimo posizionamento a muro, che ha permesso a Piacenza di ottenere il primo posto nella classifica di questo fondamentale. Se a questo aggiungiamo che entrambi hanno una rincorsa perfetta per la veloce e che Simon, come molti cubani, ha un’elevazione fuori dal comune, il palleggiatore De Cecco ha la possibilità di servire loro una media di palloni più alta del normale, che sempre si trasformano in punti.

Tutti questi motivi rendono Piacenza una squadra difficile da affrontare, poiché ha il proprio punto di forza in una zona del campo dove la maggior parte delle altre compagini non brilla per interpreti, e questo costringe le avversarie a preoccuparsi costantemente di una situazione di gioco alla quale è molto difficile trovare delle contromisure efficaci. La stessa Itas Diatec, la squadra più forte del mondo, possiede l’attacco migliore della competizione, e sicuramente tre dei più forti schiacciatori in attività, ma, sulla carta, al centro non può competere con i due colossi in maglia rossa, tant’è che si vocifera di un fortissimo interesse per l’acquisto di Simon.

Queste premesse annullano qualsiasi pronostico e rendono molto interessante la sfida tra due tattiche di gioco opposte che puntano a mettere in risalto i punti deboli del sestetto avversario; indipendentemente da chi vincerà, queste finali promettono di essere un appuntamento immancabile e forse, questa volta, la differenza starà tutta nel centro.

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