1918 - Blyth Spartans

Quest’anno è il centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, evento che sconvolse la vita del tempo, compreso il calcio ai suoi albori. Vi raccontiamo come, in Italia, Regno Unito, Germania e Francia, ciò è accaduto. La nostra volontà è rendere omaggio al valore umano, che non cessa di dar prova di sé anche quando pare impossibile. La terza e la quarta puntata sono dedicate al Regno Unito. Buona lettura.

Leggete QUI e QUI gli articoli dedicati al calcio italiano e la Prima Guerra Mondiale. QUI potete invece trovare quello dedicato al calcio tedesco.

Il 4 agosto, di solito, si va in vacanza. Ci si diverte, ci si rilassa e si va via di casa. Di solito, sì, ma non nel 1914. Quel giorno le forze tedesche se ne infischiarono degli ultimatum delle altre potenze e invasero il Belgio provocando la reazione britannica, che dichiarò guerra pur senza avere alcuna forza impiegata sul Continente, né grandi contingenti pronti all’azione sull’isola.

L'Everton campione 1914-1915

L’Everton campione 1914-1915

È convinzione generale che il conflitto non si protrarrà più in là del Natale, così i dirigenti della Football League e della Southern League decidono che i campionati si sarebbero disputati regolarmente. Di conseguenza il campionato 1914-1915 comincia e, nonostante già a marzo si abbia la tacita certezza che i tornei ufficiali sarebbero stati sospesi a breve, esso viene portato a termine e vede l’Everton vincere il suo secondo titolo superando di un punto l’Oldham Athletic. È nei bassifondi della classifica che succede il fattaccio: il 2 aprile 1915 si gioca Liverpool-Manchester United e i mancuniani hanno bisogno di una vittoria per non retrocedere mentre ad Anfield si sta chiudendo una stagione anonima ancorata a metà classifica. La partita finisce 0-2, lo United è salvo, ma un insolito numero di scommesse date 7/1 sul risultato esatto attira i sospetti della Football League. Viene aperta un’inchiesta e si scopre che la partita è stata truccata da otto giocatori, tre dello United, quattro del Liverpool e uno dello Stockport County, puniti poi con la squalifica a vita; ma ne riparleremo più avanti.

Retrocede il Tottenham mentre Derby County, Preston North End e Arsenal vengono promosse nella massima serie. La Southern League è vinta dal Watford e lo Sheffield United si aggiudica la sua terza FA Cup. Nella stagione successiva, sia la Football League che la FA Cup vengono sospese e al loro posto sono organizzati quattro tornei (Lancashire, Midland, London Combination e South-Western Combination) su base regionale, suddivisi in tornei principali e tornei secondari, divisi a loro volta in gironcini. Nei tornei principali vincono Manchester City, Nottingham Forest, Chelsea e Portsmouth. Il format verrà sostanzialmente mantenuto fino alla stagione 1919-1920, il primo campionato regolare del dopoguerra, e verranno apportati solo piccoli cambiamenti. Per esempio scompare la South-Western Combination dopo un solo anno di vita e venne introdotto un playoff, una sorta di finale, tra le vincenti dei due tornei principali del Lancashire e delle Midlands.

Bella Raey, stella tra le Munitionettes

Bella Raey, stella tra le Munitionettes

È degno di nota anche il fenomeno che prende piede in tutta la Nazione: le Munitionettes, ovvero le donne che fabbricano munizioni e che, nel tempo libero, tengono in vita il gioco del calcio. Come in Italia si giocavano tornei tra le rappresentative dei vari autoparchi, così in Inghilterra le varie fabbriche si sfidavano tra loro. Nel 1918 la Munitionettes Cup viene contesa da ben trenta squadre differenti e vinta alla fine dal Blyth Spartans guidato da Bella Raey, ragazza capace di 133 gol in una sola stagione e che vanta addirittura una presenza in Nazionale. Alla fine della guerra le fabbriche vengono smantellate e le squadre sciolte; alcune di loro provarono a continuare ma nel 1921 la FA vietò l’uso dei propri campi alle donne. Ma è anche grazie a loro se il football britannico è sopravvissuto alla Grande Guerra.

Il fatto che in giro per l’isola si continui a giocare anche a guerra già iniziata fa storcere il naso a parecchi. Il 6 settembre 1914, Arthur Conan Doyle lancia un appello con queste parole: «C’era un tempo per tutte le cose nel mondo. C’era un tempo per il gioco, c’era un tempo per il lavoro e c’era un tempo per la vita domestica. C’era un tempo per qualsiasi cosa, ma ora c’è tempo per una sola cosa: la guerra. Se il giocatore di cricket ha la vista acuta, lasciate che la usi accanto alla canna di un fucile. Se un calciatore ha forza nelle gambe, lasciate che egli serva e marci in un campo di battaglia». Frederick Nicholas Charrington, rampollo di una famiglia di mastri birrai di Londra (la stessa famiglia che anni prima vendette alcuni terreni al Tottenham, sui quali venne costruito White Hart Lane), attaccò il mondo del pallone attraverso la carta stampata, accusando alcuni giocatori del West Ham di codardia perché venivano pagati per giocare mentre i loro coetanei combattevano sul fronte Occidentale.

Il Decano di Lincoln, Thomans Charles Fry

Il Decano di Lincoln, Thomans Charles Fry

Eppure il football, che in un primo momento non risponde in maniera entusiasta, non rimane insensibile alla situazione: durante il campionato è comune vedere raccolte fondi e campagne di reclutamento; inoltre, durante la settimana, molti campi vengono usati per esercitazioni o convertiti in piccoli poligoni di tiro. Ma questo non è abbastanza, le polemiche ormai fioccano: il Decano di Lincoln, Thomas Charles Fry, propone una serie di misure drastiche tra le quali figurano l’annullamento di tutti i contratti professionistici e una sorta di Daspo ante litteram, che vieta l’ingresso allo stadio a tutti i minori di 40 anni. Il Decano viene seguito a ruota dal Times, che mette nero su bianco le proteste e avvia una campagna anti calcio titolata “Petticoats for footballers” (letteralmente “sottane per i calciatori”). Sempre il Times, nel novembre 1914, pubblica un’inchiesta nella quale vengono elencati i numeri degli arruolati provenienti da squadre di calcio: su quindici club tra Football e Southern League, solo Southampton e West Bromwich Albion hanno risposto (il WBA riesce anche a formare una propria Compagnia con 8 giocatori e parecchi tifosi, che viene assegnata al 5th South Staff Territorials). Dei restanti 13 club si arruolano solo in 19. Due giorni dopo l’inchiesta viene aggiornata, e si contano venti giocatori dall’Hull City, undici dal Plymouth e otto dall’Everton.

Ma il centro di tutto è la frecciata, neanche troppo velata, alle squadre londinesi: nessuna di esse ha visto i propri uomini presentarsi come volontari e, quando viene annunciato che nella la campagna di reclutamento fatta durante la partita tra Arsenal e Bristol City se ne presenta uno solo su 7000 presenti, esplodono le proteste. A onor del vero, la leva non fu resa obbligatoria fino al 1916 e né la Federazione né il governo inglese avevano preso provvedimenti ufficiali, ma ciò non toglie che il mondo del pallone stesse decisamente facendo una brutta figura rispetto al resto della società inglese. Per incoraggiare l’arruolamento vengono ideati i Pals’ Battalions, battaglioni formati da persone con un “carattere” in comune. Il primo battaglione a formarsi è quello degli sportivi, a cui seguono gli artisti, i ciclisti e gli atleti ritirati. Ma non solo: si formano anche reparti di concittadini, come i Pompey Pals di Portsmouth. Questi ultimi sono così numerosi che ne formano addirittura due, formalmente chiamati 14th e 15th (Portsmouth) Battalions, Hampshire Regiment. Alla fine del conflitto si conteranno più di 1400 vittime tra le loro fila. È in questo contesto che il 12 dicembre 1914 l’Ufficio di Guerra accorda a William Joynson-Hicks il permesso di formare il 17th Service Battalion, Middlesex Regiment, il primo battaglione in assoluto formato da calciatori.

Frank Buckley

Frank Buckley

Il primo componente è Frank Buckley, che già aveva parecchia esperienza militare: si presenta infatti ancora giovanissimo come volontario firmando un accordo di dodici anni con il secondo battaglione del King’s Liverpool Regiment. Il giovane si aspetta di essere inviato in Sud Africa per combattere nella Guerra Boera, ma viene invece dislocato in Irlanda. Talentuoso calciatore, nel 1903 giocò per il suo battaglione la finale della Coppa d’Irlanda contro i Lancashire Fusiliers, durante la quale partita fu notato da un osservatore dell’Aston Villa, che lo convinse a pagare la clausola di 18 sterline per liberarsi dal suo contratto militare. La sua carriera toccò Birmingham, Manchester e Derby, fino a quando, come detto, entrò nel Footballers’ Battalion con il grado di Luogotenente. In poche settimane il battaglione raggiunse quota 600 unità. Di queste, parecchi erano semplici tifosi, attratti dalla possibilità di combattere a fianco dei propri idoli. Uno di quest’ultimi era certamente Vivian Woodward, beniamino dei supporters del Chelsea che per lui accorrono in massa. Nel marzo 1915 si contano 122 professionisti unitisi al Battaglione e tra di essi fa specie leggere i nomi dell’intera prima squadra del Clapton Orient (l’odierno Leyton Orient). Oltre a loro, giocatori provenienti da Manchester, Newcastle, Preston, Londra, Blackburn, Bradford e anche Glasgow.

Sandy Turnbull

Sandy Turnbull

C’è chi ci va perché interventista, chi perché convinto dai compagni e poi… poi c’è Sandy Turnbull. Diciamolo subito, non è precisamente uno stinco di santo: nel 1906 venne squalificato per una questione di pagamenti illegali mentre giocava per il Manchester City, situazione che si chiuse col suo trasferimento al Manchester United. Tanto talentuoso quanto poco incline a seguire le regole, Sandy è il primo giocatore ad essere allontanato dal campo in un derby di Manchester (all’epoca non esisteva ancora il cartellino rosso), ma la sua bravura gli permette di segnare 101 gol in 247 partite, due dei quali sono storici: il primo è quello che consegna allo United la prima FA Cup del club, nel 1909. Marcatura che assume portata eccezionale se si pensa che grazie a quel gol e a quella vittoria il presidente del club, John Henry Dawes, decide di costruire il nuovo stadio: l’Old Trafford. Forse il nome non vi è nuovo. Chi poi poteva segnare il primo gol assoluto nel nuovo stadio se non Sandy Turnbull? Passano circa cinque anni e il club rischia la retrocessione. In una delle ultime partite, contro il Liverpool, alcuni giocatori si mettono d’accordo per truccare il risultato; uno di essi è proprio Sandy, che viene squalificato a vita. Gli viene però proposto un compromesso: arruolati e ti togliamo il “life ban”. Turnbull accetta e viene inserito nel Footballers’ Battalion per poi essere trasferito in un altro reparto e inviato sul campo di Arras. Durante la battaglia il suo reparto subisce un’imboscata e Sandy viene ferito. Nonostante ciò riesce comunque a guidare i suoi uomini in una strenua lotta per la vita. Non si sa con precisione né dove né come sia morto, ma dalle lettere inviate alla famiglia dai suoi commilitoni, si deduce che qualunque sia stata la fine, morte in battaglia o in prigionia, Sandy la affrontò a testa alta.

CONTINUA…

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