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Siamo un sito di ragazzi giovani, che si sono affacciati per la prima volta nel mondo del calcio agli inizi degli anni ’90, forse quindi non ci ricordiamo, o meglio, non sappiamo che intorno alla fine degli anni ’80 un uomo è riuscito a sconvolgere la vita dei presidenti delle squadre di serie A costringendoli a versare quantità di soldi in fondo ad un abisso, trasformando il gioco del calcio in un business.

 

Dicembre del 1985. La Federazione riscontra una situazione economica pesante: la società A.C Milan è stracolma di debiti e rischia il fallimento. In quel preciso momento cambia la storia del Milan. Nel 1986 Silvio Berlusconi viene nominato 21° Presidente del Milan.

Il proprietario delle televisioni è deciso nel voler portare la sua squadra ai vertici dell’Italia e dell’Europa. Ha comprato una nave e la vuole trasformare in crociera. La crociera rossonera.

Fin dal primo anno si capisce che qualcosa sta cambiando. Berlusconi spende per acquistare Donadoni (giovane promessa dell’Atalanta) 10 miliardi di lire. Una cifra spropositata al tempo, e vicina a stabilire il record rimasto intatto per poco, ma appartenente ad un certo Maradona che venne acquistato dal Napoli per 13 miliardi.

Donadoni fu solo il primo di una lunga serie di acquisti, che vide protagonista il Milan del “miliardario Berlusconi”.

Alla corte di Sacchi arrivarono Ancelotti dalla Roma, pagato 6 miliardi, Gullit, che stabilì il record di spesa del Milan per un singolo giocatore (13 mld), Borgonovo, Massaro ed infine Van Basten (pagato appena 1,5 mld).

 

Il Milan vince lo scudetto con Sacchi, superando in volata proprio il Napoli di Maradona. Ma Berlusconi vuole salpare verso mari europei, vuole imporre il proprio gioco in ogni stadio, e fin dall’inizio della sua avventura da presidente formula la frase a lui tanto cara “padroni del campo e padroni del giuoco”.

 

Gli inizi degli anni ’90 vedono il cambio sulla panchina rossonera da Sacchi a Capello, ma la storia non cambia.

Lo sceicco italiano riesce a regalare nell’estate 1992 due giocatori classificati nelle due prime posizioni della classifica del pallone d’oro (Savicevic e Papin).

Gli altri presidenti si devono adeguare. Per vincere bisogna spendere. Gli anni ’90 sono i migliori per il calcio italiano. Lazio, Roma, Parma, Juve, Milan, Inter, Fiorentina… la politica di Berlusconi ha contagiato tutti. Basti pensare che nel 1998 la lazio acquista Vieri per 55 mld, e la Juve tre anni dopo spende 75 mld piu Bachini per Buffon.

 

Ma prima o poi la crociera deve tornare nel porto da dove è partita. Berlusconi e il calcio italiano l’hanno capito già da qualche anno. Nel 2009 Kaka viene venduto al Real, ed è notizia di questi giorni che Ibra e Thiago voleranno a Parigi. Insomma, non meravigliamoci se il calcio dei nostri giorni è dominato dai soldi degli sceicchi arabi o russi perché non ci dobbiamo dimenticare che a partire da quel febbraio 1986, per ben 15 anni, gli sceicchi nel calcio europeo sono stati italiani.

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