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manciniMancini li ha provati ormai praticamente tutti: 4-3-3, 3-5-2, 3-4-3, 4-2-3-1, 4-3-1-2, e via dicendo. Un camaleontismo tattico che da un lato ha sicuramente regalato frutti alla causa nerazzurra, semplicemente per il fatto che nessuno riesce mai a capire fino in fondo come affrontare nella maniera migliore questa Inter, ma che da un altro lato, col tempo, potrebbe non portare a quelle certezze fondamentali, in termini di gioco e di intesa fra interpreti, fondamentali per poter proseguire al meglio la stagione. È difficile credere che Mancini intenda affrontare l’intero campionato cambiando continuamente assetto e giocatori; più semplice ritenere che, non avendo ancora sufficienti certezze per decretare un determinato modulo come base imprescindibile per la sua Inter, preferisca per il momento costruire la partita della domenica adattandosi alle caratteristiche degli avversari. Cosa peraltro fino ad ora compiuta impeccabilmente. Potrebbe essere interessante, allora, provare a capire quale possa essere lo schema di gioco più congeniale ai nerazzurri, quello che possa dare più garanzie e sfruttare al massimo le qualità della rosa. Muovendo comunque dal fatto che questa Inter, almeno nelle intenzioni, dei principi di gioco (che non riguardano i moduli ma sono anche più importanti) li ha eccome: difesa alta, linee strette e gioco sulle fasce.

Difesa a 3. Provata alcune volte da Mancini, spesso più per difendere i celebri 1-0 che come disegno tattico preimpostato, offre qualche spunto interessante ma soprattutto molte controindicazioni. Rispetto ai primi, certamente il guadagno maggiore sarebbe da un punto di vista difensivo: in un’ipotetica difesa a 3, verrebbe arretrato sull’estrema linea Medel, che già ha dimostrato soprattutto in nazionale di essere in grado di svolgere egregiamente questo ruolo, creando con Miranda e Murillo una difesa senz’altro molto solida. Anche se: Jeison e Joao hanno dimostrato di essere dei veri fenomeni in coppia in una difesa a 4 (solo 3 gol subiti con loro due in campo), siamo sicuri che possano rendere allo stesso modo anche in una difesa a 3? Potrebbe non essere del tutto scontato. Rispetto al centrocampo, le alternative sono due: a 4 o a 3. Riguardo alla prima, la coppia di mezzo sarebbe con ogni probabilità composta da Melo e Kondogbia (difficile Brozovic, impensabile Guarin), e i due laterali dovrebbero per forza di cose essere difensivi (più Santon, Nagatomo o D’Ambrosio, dunque, che Telles), dal momento che con solo due mediani si perderebbe una copertura fissa da parte di uno dei centrocampisti alla difesa. Riguardo invece alla seconda, si potrebbe sì allora mettere insieme Melo, Kondogbia e uno fra Brozovic e Guarin, oltre a due esterni che possano prendersi alcune libertà offensive in più. In entrambi i casi, però, a soffrirne sarebbe l’attacco: in un ipotetico 3-5-2 significherebbe rinunciare a buona parte degli avanti nerazzurri, in un 3-4-3, invece, vorrebbe dire fondamentalmente attaccare con solo 3/4 elementi, a meno di non scoprirsi pericolosamente. Con questa rosa, dunque, scegliere una difesa a 3 significherebbe rinunciare a buona parte del potenziale offensivo. Oltre che rendere complicato applicare due dei principi di gioco citati inizialmente (linee strette e sfruttamento pieno delle fasce).

4-3-1-2. Probabilmente il peggior modulo che l’Inter in questo momento possa adottare, non a caso scartato da Mancini già dopo le prime giornate. Giovare con questo schema significa rinunciare ad un adeguato gioco sulle fasce (o hai Cafu e Roberto Carlos, o giocare con il 4-3-1-2 non ha senso), rinunciare al pieno potenziale di Perisic, oltre che di Biabiany, e adattare Jovetic, il più papabile per fare il trequartista, ad un ruolo che non ne sfrutterebbe del tutto le qualità: come Vidal ha insegnato gli scorsi anni, il giocatore fra le linee in un modulo del genere, per essere davvero incisivo, assomiglia più ad un centrocampista che si inserisce che ad un vero e proprio rifinitore. Decisamente non roba per Stevan.

jojo4-3-3. Ora si può cominciare a ragionare. Il 4-3-3 offrirebbe diversi vantaggi: interni di centrocampo che aiutano sia a coprire quando sale il terzino che a duettare quando l’ala si allarga; esterni offensivi liberi di esprimere al massimo il proprio gioco d’attacco, proprio perché coperti dagli interni; garanzia di centrocampisti che si inseriscono (almeno in teoria); una difesa che sfrutta alla grande l’intesa Murillo-Miranda; Icardi libero di dedicarsi maggiormente all’area di rigore avversaria. Parrebbe perfetto, ma c’è una controindicazione mica da ridere: e Jovetic dove lo metti? In un schema del genere, stati due terzini di spinta, Melo e Medel affiancati a centrocampo probabilmente da Kondogbia ma con ampi margini di inserimento anche per Brozovic e Guarin, e Icardi in mezzo all’attacco, chi schierare sulle ali? Certamente Perisic da una parte, e dall’altra Ljajic e Biabiany sicuramente sanno ricoprire il ruolo molto meglio di Jovetic, che certo non è un esterno offensivo. Vale la pena rinunciare a trovare la perfetta collocazione di Stevan? Essendo uno dei, se non il giocatore con maggior qualità della squadra, in una rosa che non spicca per piedi raffinati, sarebbe un perfetto spreco relegarlo in posizioni non sue o peggio ancora in panchina. Certo è che con il 4-3-3 i tre principi di gioco che abbiamo detto essere i più peculiari di questa Inter verrebbero tutti pienamente eseguiti.

ljajic4-2-3-1. Lo schema ideale del Mancio: Murillo-Miranda, due terzi che sappiano fare al meglio entrambe le fasi, un mediano di contenimento ed uno di inserimento (di registi veri l’Inter proprio non ne ha), ali che sappiano tornare, e una prima e una seconda punta liberi di occuparsi solo di attaccare. Anche qua, tutto sembra tornare, ma ci sono in realtà molti punti interrogativi. Innanzitutto, al momento, l’Inter non ha una adeguata coppia di centrocampisti che possano giocare specificamente a 2. Due mastini (Melo e Medel, ma senza uno che possa provare a fare gioco)? Un mastino e un incursore (Melo/Medel e Kondogbia, scoprendosi però forse eccessivamente)? Due incursori (Kondogbia e Guarin, o al limite Brozovic, impensabile a meno di correre rischi enormi ogni ripartenza avversaria)? L’impressione è che senza un vero e proprio regista l’Inter non possa pensare di schierare un centrocampo a soli due uomini, a meno di non giocare, con tutto il rispetto, contro il Frosinone. Non è un caso che Mancini, che vorrebbe giocare con il 4-2-3-1, sia alla ricerca anche di un playmaker per gennaio. In secondo luogo, per poter giocare al meglio un 4-2-3-1 occorre che le due ali si sfianchino per rientrare in aiuto ai terzini, non essendoci interni di centrocampo ad aiutare. Esempi negativi, in questo senso, se ne sono visti a bizzeffe: il Napoli di Benitez era sempre scoperto non per colpa della difesa, ingiustamente accusata per due anni, ma degli esterni offensivi: alzi la mano chi ha mai visto Mertens, Callejon o Insigne tornare oltre la metà campo almeno una volta. D’altra parte, di casi virtuosi di 4-2-3-1 degli ultimi anni se ne sono visti davvero pochi (forse solo l’Inter di Mourinho, che aveva in Pandev ed Eto’o due instancabili tornanti). Venendo a noi, dunque, Mancini ha a disposizione due ali del genere? Perisic ha dimostrato di poterlo fare, pur sacrificando non poco del suo potenziale offensivo, Ljajic e Biabiany (il primo per carattere, il secondo per condizione fisica ancora non ottimale) è difficile ritenere che possano esserne in grado.

E quindi? Tutto ciò detto, è probabile che, fino al momento in cui non arriverà il mercato di gennaio, l’abito migliore per questa Inter sia il 4-3-3, modulo peraltro utilizzato nella migliore partita disputata dai nerazzurri in questa stagione, quella contro la Roma. Certo, resta il citato problema Jovetic, che infatti contro i giallorossi giocò ma in mezzo all’attacco al posto di Icardi. Ma fino a che Mancini non sarà riuscito a reperire un regista nel mercato di gennaio, e ad ottenere specifiche garanzie dal temperamento non proprio incline al sacrificio di Ljajic e dalla condizione atletica di Biabiany, per far girare questa Inter l’unica alternativa è un temporaneo sacrificio di Jovetic (o di Icardi naturalmente, match contro la Roma docet). Sempre che il Mancio non riesca, una volta ancora, a stupire tutti con qualche nuova trovata.

3 Commenti a “Quale abito per questa Inter?

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