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hirscherVonn contro Shiffrin e Svindal contro Hirscher: questo è il panorama che si sta già delineando dopo i primi appuntamenti di Coppa del Mondo di sci. Dualismi attesi, tutto sommato: in campo maschile, sono ormai anni che Marcel è l’uomo da battere, il cannibale delle prove tecniche che non lascia alternativa ai velocisti, o c’è qualcuno che riesce a vincere più o meno tutte le gare oppure non c’è storia; in campo femminile, con l’assenza di Tina Maze e Anna Fenninger (la prima si è presa un anno sabbatico, la seconda ha subito un grave infortunio al ginocchio), Lindsey si candida di diritto a prima pretendente alla sfera di cristallo. A sfidare l’austriaco, sembrerebbe da queste prime uscite, può essere solo Svindal, tornato alla grandissima dopo l’infortunio al tendine dello scorso anno e capace di vincere già due Discese e un Super-G. Allo stesso modo, contro la Vonn potrà tentare l’impresa solo la Shiffrin, che fra Soelden e Aspen ha già mostrato una superiorità nei confronti delle colleghe nelle prove tecniche a tratti quasi imbarazzante. Facciamo allora il punto di quanto ci ha mostrato il Circo Bianco ad un mese e mezzo dal via della stagione.

svindalUomini. Hirscher uber alles, si diceva. Il campione austriaco, già detentore di 4 Coppe del Mondo generali, oltre al terzo posto di Soelden e al primo di Beaver Creek sempre in Gigante, in America si è portato a casa pure il Super-G. Eh sì, pare che Marcel abbia deciso di dire la sua pure nelle discipline veloci. Se dovesse confermare quanto fatto sulla Birds of Prey anche nelle prossime gare di Super-G, si potrebbe tranquillamente smettere di guardare la Coppa del Mondo. Anche perché Svindal, come detto il più accreditato sfidante al trono di Hirscher, è piuttosto improbabile che riesca anche solo ad entrare nei primi 10 di una qualsiasi tappa tecnica. Stante il fatto che il norvegese dovrebbe vincere il più possibile nelle prove di velocità, perché è così impensabile che Hirscher possa perdere qualcosa fra Gigante e Slalom? Il motivo è riassumibile fondamentalmente in due ordini di ragioni: la mancanza di concorrenza e le regole. Per quanto riguarda la prima, partendo dallo Slalom, già l’anno scorso a impensierire (si fa per dire) Marcel erano stati più singoli exploit che veri e propri avversari: dalla banda degli svedesi al nostro Stefano Gross, dal russo Khoroshilov fino all’eterno incompiuto Neureuther, passando per il giovane Kristoffersen. Si è trattato, insomma, di singole prestazioni più che di un vero e proprio, e soprattutto continuativo, contendere i primi posti a Hirscher.  In Gigante, invece, al fianco degli imprevedibili e discontinui francesi (Fanara e Pinturault su tutti), c’è quel meraviglioso campione di Ted Ligety, l’unico che possa davvero rappresentare una reale insidia per l’austriaco.

Ma qui entrano in gioco le regole di cui si è accennato: da qualche anno, infatti, sono stati posti dei limiti alla sciancratura degli sci, e meno uno sci è carvato meno immediato è disegnare un raggio di curva, specie se fra le strette porte del Gigante. Strette e sempre più strette, oltretutto: da qualche tempo a questa parte si è riscontrato un netto restringimento delle porte del Gigante, e dove solitamente la distanza dall’una all’altra era sulla trentina di metri, oggi la maggior parte dei cambi di direzione di una gara avvengono intorno ai 22 metri. Scelta della Federazione, i cui motivi restano per il momento oscuri. Ma tant’è. Mettete insieme sci poco sciancrati e porte ravvicinate ed ecco che per poter essere autorevoli gigantisti occorre una tecnica perfetta e una potenza decisamente superiore agli anni passati. Balza subito in mente, allora, l’incredibile quantità di muscoli in più con cui Hirscher si è presentato all’inizio della stagione scorsa (ben 8 kg in più, disse il suo allenatore). È probabile che, vista la nuova aria che tirava sulle nevi del Gigante, l’austriaco abbia deciso di correre ai ripari, abbinando alla sua eccellente tecnica anche una forza fisica incredibile, così da rendere pressoché incontrastato il proprio dominio. In un contesto del genere, Ligety, che in quanto a tecnica non ha nulla da invidiare a nessuno, nemmeno a Marcel, per poter strappare qualche primo posto al rivale dovrà essere semplicemente perfetto in ogni Gigante della stagione, perché ogni minimo errore sarà da considerarsi fatale. Tornando al nocciolo della questione, dunque, Hirscher perderà pochissimi punti per strada nelle prove tecniche: starà dunque a Svindal assicurarci una Coppa generale combattuta fino all’ultimo, e un primo passo potrebbe essere evitare di lasciare all’austriaco 100 punti in un Super-G, come accaduto a Beaver Creek…

Alpine Skiing: Audi FIS Lake Louise Alpine Ski World Cup - Women's Super GDonne. Per tutti gli amanti di questo sport, è un immenso piacere rivedere Lindsey Vonn dominare le nevi di tutto il mondo come faceva prima dei due infortuni occorsole nel 2013 e nel 2014, che ne avevano messo a repentaglio l’intera carriera. Dominio, però, forse già un poco eccessivo: le prove di Lake Louise, le uniche di velocità fino ad ora, hanno mostrato una Vonn non una spanna, ma diversi metri sopra tutte le altre, una superiorità tecnica e fisica quasi da Telefono Azzurro. Possibili rivali, nelle discipline veloci, davvero è difficile trovarne: la Gut ogni anno sembra sempre pronta a fare il definitivo salto di qualità, ma ogni volta sembra mancarle qualcosa. A Soelden, alla prima tappa della stagione, si è presentata una Lara visibilmente più muscolata degli anni precedenti, chiaro segno che fa capire che la svizzera abbia ritenuto che il gap da colmare rispetto alle rivali più quotate fosse principalmente fisico. Una mezza verità: perché è vero che una Vonn o una Maze, ragionando anche sulla scorsa annata, da un punto di vista atletico sono su un altro livello rispetto alla Gut (basti pensare che entrambe sono più alte di una decina di centimetri), ma è anche vero che si tratta di un divario incolmabile. Meglio farebbe la svizzera a perfezionare il più possibile il proprio stile e la propria tecnica, non impeccabili e che la scorsa stagione le costarono alcune cadute. Guardare, insomma, più alla Fenninger che alla Vonn: l’austriaca, anche lei certo non un titano, possedeva (l’imperfetto è dovuto all’infortunio) una tecnica tanto affinata da permetterle di giocarsi la partita anche nelle discipline veloci. E le due Coppe del Mondo consecutive sono una prova più che evidente di quanto si sta sostenendo. In Svizzera è vivo il dibattito su quanto giovi alla Gut essere allenata dal padre, da un punto di vista dell’implemento tecnico. Ma la realtà, alla fine, è questa, e quindi è difficile pensare ad una Lara che possa impensierire la Vonn nelle discipline veloci. Esattamente come la Weirather, altra eterna promessa il cui sbocciare comincia ad sembrare più un sogno che una reale eventualità. Da capire se le ottime prestazioni di Lake Louise di Cornelia Huetter potranno tramutarsi in vera contesa alla supremazia della Vonn. Francamente, difficile crederlo.

APTOPIX World Cup Womens Slalom SkiingSolo un’atleta può davvero misurarsi con Lindsey per la sfera più grande, ed è Mikaela Shiffrin. Al netto della caduta nel Gigante di Aspen, avvenuta a poche porte dal traguardo e con una vittoria che sembrava ormai conquistata, la Shiffrin ha già dimostrato che nelle prove tecniche difficilmente potrà esserci partita. In Slalom la giovane americana sembra proprio di un altro pianeta (anche rispetto alla Hansdotter, partita molto sotto tono), con distacchi che hanno già toccato addirittura i 3 secondi alla fine della seconda manche (ad Aspen); in Gigante qualche fastidio potrebbe arrivare dalla Gut (stante quanto detto prima), dalla Weirather e dalla Rebensburg (difficile dalla nostra Federica Brignone), ma solamente rispetto a singole gare, non certo per metterne in discussione il primato generale. La Shiffrin, peraltro, si è cimentata per la prima volta anche in Super-G, a Lake Louise, cogliendo un bel 15esimo posto: troppo pulita e delicata è apparsa Mikaela per fare di più, ma se dovesse trovare la giusta cattiveria necessaria per far bene in velocità potrebbe anche aspirare a qualche posto dentro le prime 10. E portarsi dunque a casa qualche punto pesante dalle discipline veloci. L’impressione, comunque, è che la Vonn e la Shiffrin se la giocheranno fino a marzo lunghezza su lunghezza. Certo, Lindsey le discipline tecniche non sembra nemmeno volerle prendere in considerazione… che finisca col pentirsene a fine stagione?

2 Commenti a “Prime impressioni sulla Coppa del Mondo

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