kwiatkowski

podioLa prova mondiale dei professionisti è stata la dimostrazione di quanto le corse ciclistiche difficilmente si lascino imbrigliare in schemi tattici. Visto il percorso, si ipotizzava un arrivo in volata di un gruppo ristretto di corridori, ma a sconvolgere tutto ci ha pensato il talento del polacco Kwiatkowski.

Che fosse in buona condizione lo si era capito fin dal mattino, quando la Polonia si era presa la testa del gruppo per controllare la fuga; è poi stato bravo a rimanere davanti quando si è mossa la squadra azzurra; ed infine, anche sfruttando il lavoro della selezione australiana e spagnola, ha abilmente allungato in discesa, ad 8 km dall’arrivo, per involarsi tutto solo verso il traguardo. Kwiatkowski ha finalizzato così al meglio il lavoro iniziale della propria squadra, e la sua azione acquista ancor più merito se si considera il chilometraggio della corsa: circa 250 km. Solo i grandi campioni riescono a fare la differenza su simili distanze, e l’atleta polacco, nonostante la giovane età, è già nel novero dei migliori interpreti della disciplina, soprattutto per quanto riguarda le corse di un singolo giorno. Il leader polacco ha anticipato un gruppetto, contenente alcuni tra i principali favoriti della giornata come Gerrans e Valverde, che si sono piazzati rispettivamente secondo e terzo. Per Gerrans si tratta di un grande risultato, ma sicuramente gli rimarrà il rammarico di non aver seguito il talento polacco nella azione decisiva: probabilmente si aspettava che fosse la squadra spagnola a chiudere il buco creatosi. La seleziona di casa ha provato a ricucire sullo strappo finale prima con Moreno e poi con Valverde, che è riuscito a portare via un gruppetto di atleti, ma tra questi il solo Gilbert si è prodigato nell’inseguimento del giovane polacco. Nonostante sia stata una corsa maggiormente unita rispetto alle precedenti edizioni iridate, la squadra spagnola non è riuscita a controllare la corsa, e Valverde si è dovuto accontentare dell’ennesimo podio mondiale.

cassani e colbrelliA rendere la gara dura, oltre alle condizioni meteo proibitive, è stata anche la modalità con cui gli azzurri hanno affrontato il mondiale spagnolo. Nella selezione italiana mancava un corridore in grado di fare la differenza nell’ultimo giro, e per questo motivo Cassani ha chiesto ai suoi di provare ad anticipare i big della corsa nell’ingresso definitivo in azione. Il compito è stato assolto con grande dedizione, nonostante il risultato finale sia stato scarso. Certo, con il senno di poi risulta facile criticare l’eccessiva fretta del movimento di Visconti, ma simili discorsi, più che critiche costruttive, risultano essere inutili lamentele. Quello che conta sottolineare è la determinazione con la quale gli azzurri hanno perseguito gli ordini di Cassani: prima con un’azione corale da parte di tutto il gruppo, poi con gli attacchi individuali dei vari Visconti, Caruso e De Marchi. Da sottolineare la buona prova del giovane Colbrelli, che è riuscito a rimanere con le altre ruoti veloci nonostante fosse la sua prima volta in una gara di un certo spessore.

La squadra azzurra torna a casa nuovamente senza una medaglia, ma con la consapevolezza di essere un gruppo solido, pronto per lanciare alcuni giovani talenti: ieri si è visto Colbrelli, ma non bisogna dimenticarsi di Ulissi e Trentin. Occorre quindi armarsi di pazienza e dare fiducia al lavoro iniziato da Cassani; abbiamo le potenzialità, in un futuro non troppo lontano, di tornare a prenderci l’agognata maglia iridata.

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